This Is War! Robert Capa at Work/Gerda Taro: A retrospective. London, Barbican Art Gallery

Istintivo e coraggioso, lui. Elegante e raffinata, lei. Amanti nella vita, compagni nel lavoro: alla Barbican Art Gallery una grande mostra sull’epica storia di due grandi del fotogiornalismo moderno…

Gerda Taro - Robert Capa - Segovia front, Spain Late May-early June 1937 © International Center of Photography.Un giovane uomo dalla folta capigliatura nera e dallo sguardo volitivo scruta il mondo attraverso la lente della macchina fotografica: è Robert Capa (1913–1954). Nasce a Budapest da una famiglia ebrea non ortodossa e il suo nome è ancora Endre Friedmann quando, nel 1932 -accusato di attività sovversiva dal governo di estrema destra- fugge a Berlino dove diventa fotografo. Ma la sua vita è destinata a cambiare quando nel 1934, incontra a Parigi l’ebrea polacca Gerda Pohorylle (1910-1937). Insieme inventano il personaggio di ‘Robert Capa’, fantomatico fotografo Americano. E lei diventa Gerda Taro. Giovani, belli e ambiziosi, nel 1936 i due si spostano in Spagna incaricati dalla rivista francese Vu di documentare la Guerra Civile spagnola, eccitati da quella lotta appassionatadi cui condividono l’ideale libertario.
Fedele al suo motto “se le tue foto non sono abbastanza buone è perchè non sei abbastanza vicino”, Capa segue i soldati repubblicani al fronte, armato della sua Leica. Sono foto emozionanti quelle che scatta a Cerro Muriano, vicino a Cordova, cariche di potente intimità. Tra queste la sua foto più famosa, The falling Soldier (1936) raffigurante un soldato dell’esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile franchista. L’immagine, una delle più controverse del fotogiornalismo moderno (è davvero un soldato? è una messa in scena?) pubblicata su Vu, lo rende famoso in tutto il mondo, diventando il simbolo della Guerra Civile spagnola e della precarietà della vita. Anche per questo forse Capa chiede a Gerda di sposarlo, ma lei rifiuta, votata ormai solo alla causa repubblicana. E muore nel 1937, vicino a Brunete durante una battaglia, schiacciata da un carro armato a soli ventisei anni.

Gerda Taro - Republican militiawoman training on the beach, outside Barcelona, August 1936 © International Center of Photography

Gerda Taro – Republican militiawoman training on the beach, outside Barcelona, August 1936 © International Center of Photography

La notiza raggiunge Capa in Cina dove nel 1938 si trova a fotografare la resistenza cinese contro l’invasione giapponese. Nonostante la limitata libertà di cui gode, Capa riesce ugualmente a realizzare alcune potenti foto come Boy soldier (1938), che diventa l’iconica copertina del numero di Maggio di Life. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale lo trova ancora una volta in prima linea. Il 6 giugno 1944 partecipa al del D-Day fotografando il sanguinoso sbarco del contingente americano ad Omaha Beach, in Normandia. Scatta per un’ora e mezza, consumando i quattro rullini di pellicola che aveva con sè. Poi scappa, senza sapere che ha rischiato la vita per nulla in quanto –una volta a Londra – la maggior parte delle sue foto va perduta per un errore di sviluppo. Si salvano solo una decina di fotogrammi. E queste foto sgranate, sfocate (effetto ottenuto scossando leggermente la macchina fotografica) di soldati che strisciano nell’acqua di Omaha Beach, trasmettono la terribile drammaticità e l’orrore eccitato della battaglia. Ma il destino di Capa è cadere sul campo. E lo fa con la macchina fotografica alla mano, in Indocina nel 1954, per una mina antiuomo.
Nella sua breve vita la stessa Gerda Taro è una fotografa di successo, ma la sua storia, al contrario di quella di Capa, è meno conosciuta. Questa del Barbican è la prima retrospettiva dedicata al suo lavoro. La leggenda la vuole pupilla di Capa, ma nell’intensità psicologica l’allieva supera il maestro. Nel 1936 scatta forse la sua foto più famosa: una donna-soldato ripresa di profilo sulla spiaggia, un ginocchio sul terreno, lo sguardo determinato nell’atto di prendere la mira, piccola figura dolce e forte, simbolo di bellezza e libertà.

Robert Capa - American soldiers landing on Omaha Beach, D-Day, Normandy, France June 6, 1944 © Cornell Capa/Magnum International Center of Photography

Robert Capa – American soldiers landing on Omaha Beach, D-Day, Normandy, France June 6, 1944 © Cornell Capa/Magnum International Center of Photography

Se lui ha il coraggio, lei ha la sensibilità. E la dimostra nell’inconsueta resa della luce e nelle prospettive improvise che ricordano fotografi dell’avanguardia come Alexander Rodchenko. Le due sale dedicate a Taro rivelano che il fronte non è solo guerra e morte, ma è fatto anche di soldati che suonano e bambini che giocano. Trasformata dall’oblio del tempo in poco più di una parentesi nella grande avventura di Capa, con questa mostra Taro finalmente riceve l’omaggio dovuto.

paola cacciari, pubblicato su Exibart

Londra//fino al 25 gennaio 2009

This Is War! Robert Capa at Work/Gerda Taro: A retrospective
Mostre curate da Richard Whelan e Irme Schaber
Barbican Art Gallery Barbican Centre, Silk Street, London EC2Y 8DS

barbican.org.uk

 

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