Telling Tales. Fantasy and fear in contemporary design. Victoria and Albert Museum

Oggetti che diventano sculture. Sculture che si possono usare. Create da una nuova generazione di artisti-designers. Per una mostra a metà tra psicanalisi e fiaba…

The Fig Leaf wardrobe, 2008Designed by Tord Boontje© Meta

The Fig Leaf wardrobe, 2008Designed by Tord Boontje© Meta

 Un guardaroba coperto da seicentosedici foglie di bronzo, smaltate e dipinte a mano che si aprono a scoprire un albero anch’esso in bronzo. Volpi imbalsamate, una mucca acefala per divano e pantofole a forma di talpa. Varcando la soglia di Telling Tales. Fantasy and fear in contemporary design, la nuova mostra del V&A, stupore e perplessità sono i primi pensieri che salgono alla mente; improbabilità la prima definizione.

Mobili, ceramiche, lampade e installazioni di grandi dimensioni – cinquanta in tutto – divertenti e simbolicamente complessi in cui l’aspetto pratico e funzionale è subordinato a decorazione e simbolismo, creati da una nuova generazione di designers del XXI secolo che si propone di esplorare il potenziale narrativo di oggetti nati per soddisfare bisogni pratici.

In pieno accordo con la tradizione del V&A di documentare la storia delle tendenze correnti, il curatore Gareth Williams ha creato un percorso narrativo che abbattendo i confini tra arti maggiori e arti cosiddette ‘minori’ apre un dialogo tra il design contemporaneo e quello del passato all’interno della stessa mostra. Da cui la struttura in tre parti di Telling Tales.

Si passa così dagli oggetti ispirati alle favole, ai miti e alla natura e della prima sala, The Forest Glade – come lo spettacolare Fig leaf wardrobe del desiger olandese Tord Boontje – a quelli ispirati al genere del romanzo e all’illustrazione satirica del XVIII secolo della seconda, dal titolo evocativo The Enchanted Castle. E attraverso satira e parodia i designers di questa sezione mettono in discussione il gusto decorativo corrente, come nell’ironico Cinderella table (1976) di Jeroen Verhoeven, in marmo solido tagliato al laser, che unisce le linee di un scrivania e un tavolo settecentesco, o nell’inquietante Robber Baron cabinet di Studio Job, armadio in bronzo dorato con un grande buco nero al centro che ne trapassa le ante modellato su una creazione dell’ebanista parigino André-Charles Boulle, ora nella Wallace Collection.

E come Gulliver in Liliput, il disagio del cambiamento di scala, delle forme tradizionali e dei materiali costringe chi osserva a riconsiderare la sua (altrimenti) passiva accettazione della realtà.

Quando, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, le scoperte dell’incoscio di Freud, del tempo come durata di Bergson e della relatività di Einstein aprono uno strappo nel cielo di carta delle certezze del Positivismo ottocentesco, il modo di percepire la realtà cambia per sempre. Non più dati assoluti, passato presente e futuro si relativizzano. Disagio, malessere e una rinnovata consapevolezza della mortalità, diventano i nuovi ‘valori’ dell’uomo contemporaneo. Questa riflessione sul nostro (tragico) passato e sul nostro (altrettanto tragico) presente, trova spazio nell’ultima sezione della mostra, dal titolo Heaven and Hell. Dalla volpe imbalsamata (che tanto ha fatto discutere) della canadese Kelly McCallum dal titolo provocatorio Do You Hear What I Hear?, al Sensory Deprivation Skull di Joep van Lieshout che mostra come la psicanalisi sia un viaggio nel territorio del nostro inconscio, questa sezione riflette l’ansia  del nostro tempo.

Cinderella table, 2008 Demakersvan/Jeroen Verhoeven © Demakersvan/Jeroen Verhoeven. Courtesy of Carpenters Workshop Gallery

Cinderella table – 2008 – Demakersvan/Jeroen Verhoeven © Demakersvan/Jeroen Verhoeven. Courtesy of Carpenters Workshop Gallery

Sorprendente, ironica e –perchè no?- con una punta di nostalgia per tempi migliori, Telling Tales resiste ad ogni tentativo di categorizzazione. Ma per quanto improbabili, questi straordinari pezzi di arredamento raccontano qualcosa del nostro tempo. Come che questa mostra è stata concepita prima della recessione, in un momento economicamente più felice quando gli ogetti in questione – tutti pezzi creati in edizione limitata- potevano essere venduti ad un mercato di entusiasti collezionisti che ora è scomparso.

Design o arte quindi? La mostra ci sfida a riconsiderare i nostri preconcetti. E ad accettare una nuova definizione: quella di Design-Art.

 

paola cacciari mostra visitata il 19 luglio 2009. Pubblicato su Exibart

Londra//fino al 18 ottobre 2009.

Telling tales. Fantasy and fear in contemporary design

Victoria and Albert Museum, Cromwell Road, London, SW7 2RL, UK

a cura di  Gareth Williams

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle-17.45; Venerdì dalle 10 alle-22.00 (una selezione di gallerie aperte dopo le 18.00). Chiuso il 24, 25 & 26 Dicembre

http://www.vam.ac.uk/

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