J.W. Waterhouse: The Modern Pre-Raphaelite. Alla Royal Academy of Arts di Londra

Quaranta opere. Schizzi, disegni, libri e foto d’epoca. Per una grande retrospettiva a Londra. A celebrare il grande dimenticato dell’epoca vittoriana…

 Nato a Roma da genitori inglesi negli anni in cui i giovani artisti della Pre-Raphaelite Brotherhood si ribellano alla pittura accademica corrente, John William Waterhouse (1849-1917) comincia la sua carriera sotto l’influenza di Edward Burne-Jones. Promotore di una ripresa del preraffaellismo negli anni Settanta, Burne-Jones interpreta le idée estetizzanti di Dante Gabriel Rossetti in opere di sapore simbolista. Da lui Waterhouse eredita lo stile morbido e il gusto per Tennyson, Keats e Shakespeare. Ma di fatto Waterhouse preraffaellita non lo è mai stato. Perchè, quando nel 1970 entra Royal Academy Schools di Londra, la Confraternita non esiste più (dissoltasi nel 1853) e dei preraffaelliti non apprezza l’intensità emotiva fino al 1886, quando visita una retrospettiva di Millais e scopre Ophelia. Ed è una rivelazione.

 John William Waterhouse Circe Invidiosa: Circe Poisoning the Sea, 1892. Art Gallery of South Australia


J. W. Waterhouse
Circe Invidiosa: Circe Poisoning the Sea, 1892
Art Gallery of South Australia

 

Con le sue oltre quaranta opere avvolte dalle pareti rosso-caldo della Royal Academy, J.W. Waterhouse: The Modern Pre-Raphaelite esplora il momento fondamentale dello sviluppo dell’artista e il suo avvicinarsi ai temi preraffaelliti nel momento in cu assorbe la spontaneità pittorica del Naturalismo francese.

Sulle orme di Lawrence Alma-Tadema, promotore negli anni Settanta di un nuovo approccio pittorico verso l’antichità classica, nelle composizioni di questi anni Waterhouse ripropone l’archeologica accuratezza dell’olandese. Ma i suoi sono dipinti più drammatici, di grandi dimensioni, popolati da soggetti eruditi tratti da Omero e Ovidio e dalla storia cristiana (come St Eulalia (1885), dal corpo bianco e seminudo dipinto con agghiacciante realismo e sensualità al limite dell’eroticismo) resi con una pennellata più ampia e definita, e da ombre e luci più marcate.

Affascinato dall’occulto, a partire dal 1890 Waterhouse crea immagini di metamorfosi di sapore simbolista, scenari incantati in cui si muovono la sacerdotessa di The Magic Circle (1886) e The Lady of Shalott (1888), sirene dai lunghi capelli, e dalle labbra carnose che diventano il suo ‘marchio di fabbrica’. E Circe Invidiosa: Circe Poisoning the Sea (1892), la cui cupa narrazione enfatizzata dal formato verticale è resa con la pennellata veloce e quadrata del Naturalismo francese.

Ispirato dalla letteratura greca e dai poemi di Shelley, in questo periodo Waterhouse abbandona i complessi fondali architettonici e la luce brillante dei suoi lavori precendenti per sostituirli con le divinità pagane della natura, opportunamente trasferite da un contesto mediterraneo al paesaggio inglese, come Hylas and the Nymphs (1896).

Con l’arrivo nuovo secolo tuttavia il passato mitico e le sue donne fatali passano di moda: non più oggetto di dibattito tra Ruskin e Dickens e oscurata dal modernismo delle avanguardie, l’arte dei preraffaelliti è sommariamente archiviata da Roger Fry come “parrocchiale e illustrativa.”

Come altri pittori vittoriani, Waterhouse non abbraccia lo spirito modernista del Novecento. Al contrario. Ritorna ai temi storici e letterari cari ai preraffaelliti e che si materializzano in sogni dipinti come i più tardi Tristram e Isolde (1916) e The Decameron (1916) -in cui la catastrofe della Prima Guerra Mondiale è paragonata alla peste- resi con la tecnica compendiaria e il colore brillante e leggero degli ultimi anni.

John William Waterhouse- Hylas and the Nymphs- 1896- Olio su tela- 98.2 x 163.3 cm- Manchester City Galleries. Purchased 1896-Photo copyright Manchester City Galleries

John William Waterhouse- Hylas and the Nymphs- 1896. Manchester City Galleries. Photo copyright Manchester City Galleries

Modesto, tranquillo e felicemente sposato, nella vita privata Waterhouse non è per nulla tormentato dalle sensuali bellezze che popolano le sue storie. Perchè i suoi quadri non vogliono essere niente più di quello che sono: storie. E quando la storia finisce, finisce anche il dipinto. Sesso, ossessione, tradimento, debolezza: questo raccontano le immagini senza tempo di Waterhouse. Ed è proprio questa capacità di rappresentare la fragilità della condizione umana che lo rende davvero speciale.

Paola Cacciari. Articolo pubblicato su Exibart

Londra// fino al 13 settembre 2009

J.W. Waterhouse: The Modern Pre-Raphaelite

Orario: da sabato a giovedì ore 10-18 (ultimo ingresso alle ore 17.30); venerdì ore 10-22 (ultimo ingresso alle ore www.royalacademy.org.uk/

 

 

paola cacciari mostra visitata il 25 Novembre 2007

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