I ritratti di John Constable

Chiunque abbia contemplato i suoi paesaggi converrà che l’anima di John Constable (1776–1837) abita i cieli plumbei del suo adorato Suffolk. Non è tuttavia con i verdi luminosi della campagna inglese che l’artista guadagna il primo denaro, ma con i ritratti . E considerando che nel corso della sua vita ne dipinge circa un centinaio, questa parte del suo lavoro è straordinariamente poco conosciuta.

John Constable, Autoritratto, Marzo 1806 - Copyright: Tate, London 2009.

John Constable, Autoritratto, Marzo 1806 – Copyright: Tate, London 2009.

Dalla metà del XVIII secolo possedere il proprio ritratto non è più un lusso limitato all’aristocrazia. Ansiosa di reclamare il posto che le spetta in società infatti, la ricca borghesia di provincia corre a farsi dipingere dai locali “pittori di facce”. E nella sua natia East Bergholt a Constable il lavoro non manca. Perchè questo sono per lui i ritratti: un lavoro.

John Constable, A Girl in a Red Cloak (Mary Constable), 1809 - Copyright: Private Collection.

John Constable, A Girl in a Red Cloak (Mary Constable), 1809 – Copyright: Private Collection.

Che svolge con serietà e professionalità certo, ma niente di più. Il sentimento, quello è per i paesaggi. Ma i paesaggi non pagano, i ritratti sì.  E allora, e sempre un po’ a malincuore, Constable dipinge ritratti per poter dipingere paesaggi.

Con queste premesse viene spontaneo chiedersi perchè dedicare una mostra ad un’attività che lo stesso Constable non amava. Ma le cinquanta opere distribuite negli spazi intimi di Constable Portraits: The Painter and His Circle raccontano una storia diversa. Perchè se è vero che Constable non ama dipingere le “facce”, il registro cambia completamente quando si tratta di dipingere quelle di coloro a cui è legato da un affetto profondo, come i famigliari, gli amici e l’amatissima moglie Maria. Di di piccole dimensioni e resi con pennellate larghe e vigorose, questi ritratti sono piccoli capolavori di affettuosa intimità. Conosciuta ad East Bergholt, Maria Bicknell è figlia di un avvocato del luogo. I due si sposano nel 1816 dopo un lungo e contrastato fidanzamento e la loro è un’unione felice da cui nascono sette figli.

A partire dal 1819 per l’artista cominciano ad arrivare i primi successi come paesaggista. Non più dipendente dal bisogno di denaro, Constable può finalmente osservare con rinnovato interesse il mondo della ricca borghesia di provincia in cui è cresciuto. Un mondo che pare uscito dalla penna di Jane Austen che di Constable è una contemporanea, abitato da parroci di campagna dal volto bonario e da avvocati soddisfatti che l’artista immortala con un’affetto e un’accuratezza riservata fino ad allora solo ai paesaggi. Davvero una bella sorpresa questa.

Un approccio inconsueto per una mostra inconsueta, che accantonato per una volta Costable paesaggista, lascia parlare Constable uomo.

John Constable, Maria Bicknell, 1816 - Copyright: Tate, London 2009.

John Constable, Maria Bicknell, 1816 – Copyright: Tate, London 2009.

Londra//fino al 14 giugno 2009

Pubblicato su Grandimostre n.5

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