Thomas Lawrence, pittore della Reggenza a Londra

Che periodo incredibile l’Epoca Georgiana! Ma chi erano questi ‘georgiani’? Con il nome di Epoca Georgiana si definisce il periodo della storiografia anglosassone che prende il nome dai regni dei quattro giorgi che si susseguirono sul trono britannico tra il 1714 e il 1830. Un periodo di grandissimi cambiamenti storici, sociali ed inevitabilemnte artistici, specialmente in Gran Betagna.

L’espansione commerciale Britannica dell’inizio del XIX secolo crea numerose opportunità per i singoli individui di arricchirsi con il commercio. Individui che, ansiosi di reclamare il posto che spettava loro in società, correvano poi a farsi ritrarre da un artista famoso. Appartenente alla cosidetta ‘età d’oro della ritrattista Britannica’, quella di Gainsborough e Reynolds per intenderci, Sir Thomas Lawrence fu di certo il più famoso pittore della Reggenza, nonché uno degli artisti più celebri e celebrati dell’Europa post-napoleonica.

Bristol nel 1769, Lawrence era un contemporaneo di Wordsworth e Coleridge, una bambino prodigio che sin dalla più tenera età produceva pastelli di incredibile finezza (soprattutto quelli delle signore alla moda) che il padre, proprietario di una taverna, rivendeva poi al miglior offerente. Determinati a sfruttare questa inaspettata gallina dalle uova d’oro che era il loro bambino, i genitori portano il giovane Thomas dapprima a Oxford e poi a Bath, dove (naturalmnete) attira l’attenzione non solo della societa’ galante, ma anche dell’attrice Sarah Siddons e della Duchessa del Devonshire (quella del film con Keira Knightly per intenderci…). Quando arriva a Londra ha soli 17 anni.

King George IV by Sir Thomas Lawrence, c. 1814. London, National Portrait Gallery

King George IV by Sir Thomas Lawrence, c. 1814. London, National Portrait Gallery

Che Lawrence sia un artista eccezionale e’ evidente: basta guardare il ritratto incompiuto di Giorgio IV per essere travolti dalla sicurezza della sua mano, dalla padronaza del linea, dalla freschezza del coloro e dalla sua tecnica sublime. Non sorprende pertanto che a soli vent’anni diventasse uno dei più giovani soci della Royal Academy – con l’approvazione di Joshua Reynolds, di cui da questo momento in poi è considerato il degno erede.
Arguto, spiritoso e raffinato, Lawrence si trovava a proprio agio nell’elegante società della Reggenza che era chiamato a ritrarre; un mondo aristocratico fatto di moda, balli e del teatro, in cui l’artista si immerge con entusiasmo e a cui
deve il suo folgorante successo professionale, così come la sua ascesa nella società londinese.

Dipinge tutto e tutti – tutto coloro che contavano qualcosa in società almeno inclusi sdolcinati ritratti di bambini e soavi fanciulle dalle guance rosate. Ma anche e soprattutto, Lawrence crea un nuova tipologia di ritratto maschile, che spopolerà tra i giovanotti che abitano quegli anni memorabili della Reggenza, in cui ancora risonano gli echi della la Rivoluzione Francese e che vedono l’Inghilterra impegnata nelle guerre napoleoniche. I suoi sono uomini affascinanti, dallo sguardo ardente, la cui virilità non e’ diminuita dall’indossare abiti vivaci, acconciature elaborate. Praticamente crea l’eroe byroniano prima di Byron…
Il fatto e’ che per Lawrence non c’era nulla di meglio di un uomo in uniforme, soprattutto se erano come quelle degli ussari, con le finiture in treccia dorate, anche se nulla batteva un re o un duca agghindati in pompa magna…

Sir Thomas Lawrence. Portrait of Arthur Wellesley, 1st Duke of Wellington c.1815-16. Apsley House, The Wellington Museum, London

Sir Thomas Lawrence. Portrait of Arthur Wellesley, 1st Duke of Wellington c.1815-16. Apsley House, The Wellington Museum, London

Per lui i meriti di un soggetto erano di solito meno importanti che l’aspetto che costui presentava al mondo. Lo stesso vale per ritratti femminili. E a meno che non si tratti della vecchia e agguerrita (e bellissima) Lady Robert Manners, l’esplorazione del carattere personaggio per Lawrenece non è una priorità, in particolare se una donna non si veste per fare colpo.

Nonostante tutto i personaggi della Londra elegante si accapigliavano per farsi ritrarre da Lawrence che si impegnava anche in cinque sedute al giorno di due ore ciascuna, facendosi pagare un acconto del 50%. Dopodiché spesso perdeva interesse nel dipinto. Di conseguenza, gran parte della sua corrispondenza riguarda la mancata consegna ritratti finiti, anche dopo anni. Come quella con un tale Lord Ellenborough che lo minacciò di portarlo in tribunale per aver rifiutato di completare un dipinto di sua moglie, mentre un altro cliente lo sfidò addirittura in un duello all’alba a Hyde Park. Ma anche i ritratti non finiti erano molto apprezzati, in particolare dalle clienti di una certa età, come suggerise maliziosamente assistenti di Lawrence.

Per tutta la stravaganza dei suoi ritrattisti, la vita di Lawrence appare – almeno in superficie – stranamente sobria. Non solo non giocava alle carte o ai cavalli e non si ubriacava con gli amici (tutti i passatempi maschili reggenza propri), ma amava leggere Jane Austen e giocare a biliardo. Non si sposò mai. Eppure era bello e affascinante.

Ma come spesso accade a coloro che raggiungono grande altezze, la caduta di Lawrence dalle stelle alle stalle dopo la sua morte nel 1830 fu immediata e totale. Condannato dal moralismo dell’epoca vittoriana che non apprezzata la spavalderia dei ritratti maschile e l’erotismo e la maliziosa civetteria di quelli femminili e definito un pittore da “scatola di cioccolatini” dagli storici dell’arte del XX secolo come William Vaughan, Lawrence fu cosegnato all’oblio o peggio, ridicolizzato. Tanto che che divenne una battuta di spirito dire che l’unico degno erede di Thoas Lawrence fosse il fotografo di moda Cecil Beaton. Che dire? Adoro la cioccolata e in questo momento in cui l’austerità la fa da padrona sono felice di indulgere.

Londra//Fino al 23 gennaio 2011

National Portrait Gallery

Thomas Lawrence: Regency Power and Brilliance

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