An American’s Passion for British Art: Paul Mellon’s Legacy

George Stubbs, Zebra, 1762.

In mostra alla Royal Academy of Arts di Londra una selezione di opere provenienti dallo Yale Center for British Art di New Haven a celebrare il centenario della nascita di uno tra i piuimportanti collezionisti di arte britannica del ventesimo secolo:<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Mellon"> Paul Mellon</a> (Pittsburgh 1907 – Upperville 1999). Opere di Gaisborough, Reynolds, Canaletto e Hogarth, libri rari, manoscritti, stampe e capolavori semisconosciuti al grande pubblico europeo (come il placido paesaggio marino di Turner, Dort or Dordrecht: The Dort Packet-Boat from Rotterdam Becalmed, assente dal Regno Unito dal 1966) sono omogeneamente distribuite negli accoglienti spazi della Sackler Wing. <br /><br />Figlio di Andrew W. Mellon, filantropo e personalità di rilievo nel mondo politico e finanziario americano e dell’inglese Nora McMullen, della patria maternal Paul apprezza non solo la storia e la cultura. La sua passione per le corse e gli sport equestri praticati dall’aristocrazia inglese costituisce il contesto delle sue acquisizioni future. In apertura della mostra, <i>Pumpkin With a Stable-Lad</i> (1774) di George Stubbs (il pittore dei cavalli per eccellenza) è un dipinto autoreferenziale, il primo da lui acquistato nel 1936.  Tuttavia Mellon si dedica seriamente al collezionismo solo negli anni Sessanta. In un periodo in cui l’arte inglese è trascurata dagli stessi collezionisti britannici, e avvalendosi di notevoli risorse economiche e di validi collaboratori, crea in pochi anni la piu grande raccolta di arte inglese fuori dal Regno Unito.

JMW Turner, ‘Dort, or Dordrecht, the Dort Packet-boat from Rotterdam Becalmed’, 1818.

Nonostante abbracci tre secoli, la collezione è incentrata sul periodo compreso tra il 1700 e il 1850. Organizzata in cinque percorsi tematici e non in ordine cronologico, ogni sezione propone una selezione di opere che affrontano temi differenti, a sottolineare l’interesse di Mellon per i vari aspetti della produzione artistica inglese: la pittura di sport, il paesaggio, il pittoresco, i viaggi all’estero, la scena di genere e il ritratto. La sfaccettata varietà delle opere in mostra spiazza l’osservatore stimolandone la curiosità. Il percorso espositivo si snoda fluido e la sua imprevedibilità invita a continuare. Ogni sezione offre una sorpresa inaspettata. Come il ritratto della prima Zebra arrivata in Gran Bretagna nel XVIII secolo, una rara curiosità. La seconda sezione, suddivisa per maggiore omogeneità in “paesaggi finiti” e “studi” dominata dal paesaggio romantico di Turner e Constable, è bilanciata dal classicimo di J.R. Cozens in The lake Albano and Castel Gandolfo (1779). L’esattezza vedutistica di Canaletto della terza sezione, si contrappone agli acquerelli arabeggianti di Frederick Lewis e alle visioni di William Blake della quarta. La cesellata precisione del ritatto miniato Portrait of a Lady, opera di Nicholas Hilliard, maestro prediletto di Elisabetta I, e Mrs. Abington as Miss Prue in William Congreve’s ‘Love for Love’ (1771) di Joshua Reynolds sono solo alcune delle gemme della quinta ed ultima sezione.

 Se il grande merito di Paul Mellon è di avere riportato l’attenzione del mondo artistico europeo sull’arte inglese, quello della Royal Academy è di avere donato alla mostra un ritmo sincopato e vitale, smorzando sapientemente le inevitabili interruzioni del percorso espositivo tipiche delle collezioni private, modellate piu` dal gusto dell’individuo che dalla cronologia.

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