Bach e una birra? No, grazie!

Il fatto che per rendere più interessante la musica classica, colpevole di essere troppo formale ed elitaria, ora si voglia rendere meno formale l’atmosfera dei concerti infarcendoli di libertà di chiacchiera e birra a volontà mentre si ascoltano Bach o Beethoven mi fa davvero imbestialire. Non sono sufficienti musei e biblioteche trasformati in parco dei divertimenti: ora  è la volta dei concerti di classica.

Roayl Albert Hall

Royal Albert Hall. London, 2014. Photo by Paola Cacciari

Che qualche sera fa io e la mia dolce metà siamo andati ad un concerto alla Royal Albert Hall. Il biglietto era economico (ok, eravamo in piccionaia, lontani dal palco, ma che importa?  È sempre la Royal Albert Hall!) ed il programma del concerto era molto bello. Ma appena abbassate le luci  è cominciata la processione di ritardatari che trattenutisi al bar fino all’ultimo secondo, cercavano di arrivare al loro posto senza rovesciare la loro pinta di Guinness sugli altri spettatori, non tanto preoccupati per gli abiti degli sfortunati in questione, ma perchè per comprare qualcosa al bar di queste istituzioni ci vuole un mutuo. Una volta sedutisi i vagabondi della birra, l’auditorium si  è riempito di lucciole che ad un secondo sguardo altro non erano che le luci degli schermi di tanti cellulari mentre l’orchestra suonava l’Overture del Barbiere di Siviglia e neonati che strillavano a pieni polmoni durante il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Rachmaninov costringendo i genitori ad un continuo alzarsi ed uscire per calmare il neonato per poi rientrare, negoziare la strada al loro posto facendo alzare tutti di nuovo per poi ricominciare tutto daccapo dopo cinque minuti.

Ecco, queste sono le cose che davvero non capisco e non accetto: il fingere che il silenzio sia un optional. Che dei concerti di classica quello che mi piace, forse ancora più della musica, è l’atmosfera: l’arrivo del direttore, la folla che trattiene il respiro, le prime note suonate dall’orchesta che si perdono nell’aria ancora piena di silenzio. Quando ho voglia di saltare, ballare e strillare vado ad un concerto rock (o perlomeno ci andavo, prima che le ginocchia mi facessero troppo male per farlo…), non ad uno di classica. E quando il tipo di fianco a me ha tirato fuori dallo zaino un pachetto di patatine e ha cominciato a sgranocchiarle rumorosamente accompagnando il tutto da ampie sorsate di birra durante il finale della Shéhérazade di Rimsky-Korsakov mi sono cadute anche le palle deglio occhi. Che a costo di essere considerata intransigente, Bach e la birra per me insieme proprio non ci vanno … 

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