Anche la “sporcizia” ha una storia e ce la racconta la Wellcome Collection

Come definire la pulizia? La maggior parte delle persone, quando viene loro posta questa domanda, tendono a rispondere in termini di esperienza personale. Io per esempio, mi lavo con cura le mani quando tocco il cibo, e so che la mia cucina e il bagno sono puliti perché li ho puliti con sapone e disinfettante. Anche nel Medioevo la gente aveva un’idea molto chiara della pulizia: solo, che la loro idea era molto diversa dalla nostra.

La pulizia per noi è un modo per sradicare germi e batteri dal nostro cibo e da ciò che ci circonda, al fine di mantenerci sani; tuttavia, poiché l’esisitenza dei germi è nota solo dal diciannovesimo secolo, la gente medievale non aveva modo di saperlo. Per loro la pulizia dell’anima è molto più importante del sapere di essersi lavati le orecchie…

A Monster Soup commonly called Thames Water
William Heath, 1828

Quello della sporcizia è  un tema difficile quanto enorme, che la Wellcome Collection ha affrontato con ironia e immaginazione, ma anche con la serietà della grande istituzione scentifica che la contraddistingue. Attraverso fotografie, dipinti, installazioni ed oggetti vari ed eventuali, Dirt: The filthy reality of everyday life racconta la storia e le vite di varie città – da Delft a Londra, da Dresda a Delhi.

Parole come “miasma”, “aria viziata”, e “fetore” per secoli hanno terrorizzato gli abitanti delle aree urbane, mentre in realtà, tutto ciò di cui avrebbero dovuto avere paura era la brocca sul lavabo della loro camera da letto – o meglio, il suo contenuto. Che se le donne olandesi che Pieter de Hooch immortala nei suoi luminosi dipinti impegnate nella quotidiana e ossessiva pulitura e lucidatura della casa, avessero saputo che il loro lavoro era vano, avrebbero risparmitao la fatica, o almeno ci avrebbero messo meno energia. Ma bisognerà aspettare lo scienziato di Delft Antonie Van Leeuwenhoek (1632-1723) e i suoi microscopi fatti in casa, perché si venisse a conoscenza che qualcosa di innocuo come una goccia di acqua limpida, brulicava di microbi.

A Woman and her Maid in a Courtyard (about 1660/1) by Pieter de Hooch. London, National Gallery
Pieter de Hooch, A Woman and her Maid in a Courtyard (about 1660/1) London, National Gallery

Cosi come fu solo alla metà del XIX secolo, dopo migliaia di morti, che si iniziò a stabilire il legame tra salute pubblica e acqua potabile contaminata dalle feci umane come causa del colera. Il medico londinese John Snow (1813-1858) era scettico sulla teoria dei miasmi allora dominante, che affermava che malattie come il colera o la peste nera erano causate dall’inquinamento o da una forma nociva di “aria cattiva”. Parlando con i residenti della zona più colpita, la Soho Vittoriana, Snow procedette a marcare accuratamente in nero sia la posizione delle singole pompe d’acqua, che le abitazioni delle vittime della malattia. Snow scoprì in questo modo, che la pompa di Broad Street (ora Broadwick Street), che responsabile della maggior parte dei casi di colera, attingeva acqua da sezioni del Tamigi inquinate dai liquami, identificando così la fonte dell’epidemia.

Ma non fatevi ingannare dal tono leggero e ironico per gran parte della mostra, non mancano infatti elementi inquietanti come l’appropriazione “sociale” del concetto di sporcizia. Nel 1911 una mostra sull’igiene a Dresda attirò cinque milioni di visitatori in sei mesi, portando persino alla creazione di un museo dell’igiene nel 1930, sostenuto da un magnate del collutorio. Presto tuttavia questo concetto fu appropriato dai nazisti che raggruppavano insieme sporcizia e impurità razziale, invitando così alla “pulizia etnica”.

Una mostra perfetta tanto per visitatori occasionali che per gli amanti della scienza.

2011 ©Paola Cacciari

Londra//fino al  31 Agosto 2011, entrata libera.

Dirt: The filthy reality of everyday life
Wellcome Collection, 183 Euston Road, London NW1 2BE

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.