Il culto della bellezza

Quello della fine del XIX secolo è un periodo denso di novità a cominciare da un gruppo di artisti, architetti, pittori e designers che, disgustati dalla bruttezza della società industriale si uniscono nella ricerca di un nuovo concetto di bellezza. L’Estetismo, come questo movimento divenne noto ai più, riuniva pittori, artisti e letterati come Dante Gabriel Rossetti, William Morris, Edward Burne-Jones, James McNeill Whistler e naturalmente LUI, Oscar Wilde.

Se The Cult of Beauty, la mostra del Victoria and Albert Museum è sensazionale, il catalogo non è da meno. Curato da Stephen Calloway questo libro riccamente illustrato rivela come ogni aspetto della vita di questi personaggi fosse imbevuto del concetto de ‘l’arte per l’arte’ e di come la ricerca della bellezza, il mantra della vita di ogni esteta, fosse applicata ad ogni area della loro vita – dai mobili alla carta da parati, dall’abbigliamento alla decorazione d’interni. D’altra parte, come suggerisce William Morris “non tenere nulla nella tua casa che non sia utile o bello.” Parola di esteta.

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