The Vorticists: Manifesto for a Modern World

La nuova mostra di Tate Britain si apre con sensazionale introduzione: la ricostruzione di Rock Drill di Jacob Epstein. Un trapano pneumatico incorporato nella scultura in gesso di un androide asessuato che sembra uscito da Guerre Stellari, Rock Drill è una scultura esplosiva e potente che fa apparire questo movimento come un episodio esplosivo della Storia dell’Arte.
Pare che il gruppo abbia prodotto un considerevole numero di opere di ‘grande importanza’ (e le sculture di Gaudier-Brzeska ed Epstein ne sono una prova tangibile), ma tanto è andato distrutto durante la Prima Guerra Mondiale che il tentativo della Tate di reclamare per il Vorticismo un posto d’onore nella Storia dell’Arte appare piuttosto flebile.
Fondato nel 1914 da Wyndham Lewis (Amherst, 1882 – Londra, 1957) che del movimento ne è teorico, scrittore, artista nonchè editore di “Blast” la rivista del gruppo, il Vorticismo è la risposta inglese al Futurismo italiano e al Cubismo francese. Una risposta  meno riuscita bisogna ammetterlo, ma che costituisce tuttavia un’interessante riflessione locale sulla modernità e i suoi limiti.
Fino al 4 September 2011
Tate Britan

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