Terence Conran: The way we live now.

Giorno libero, fa un bel freschino ma il sole splende e il cielo blu: perfetto per una scarpinata sulla riva sud del Tamigi alla volta del Design Museum. Sono anni che non ci vado, che per qualche strano motivo spesso dimentico che esiste. Ed è un peccato perchè si trova in una zona davvero suggestiva dietro al Tower Bridge, quella delle ottocentesche banchine portuali di Butler’s Warf, con gli imponenti magazzini per le merci ora trasformati in appartamenti di lusso.

LondonMarch 038

Designb Museum. Londra. 2015 ©Nebbiadilondra

Costruito nel 1989 per volere di Sir Terence Conran, il Design Museum è il primo museo al mondo dedicato a questo settore. E a lui, in occasione dei suoi 80 anni, è dedicata la mostra The way we live now. E i rimandi alla geniale satira di Anthony Trollope non sono casuali, che questa mostra offre la stessa penetrante visione della società inglese offertaci da Trollope nel XIX secolo, anche se decisamente meno cattiva…

Terence Conran
Terence Conran, circa 1950. Photographer Ray Williams
Terence Conran ha fatto per il design quello che Mary Quant ha fatto per la moda: l’ha cambiato. Designer, imprenditore, innovatore e buongustaio, è a lui che si devono l’introduzione in Inghilterra del piumone (duvet), degli utensili da cucina francesi e della cultura del caffè del continente.
Una carriera la sua iniziata nel clima austero del dopoguerra che lo porta a decidere che il design deve essere accessibile a tutti, sia nel gusto che nel prezzo. L’apertura del primo negozio  Habitat, in Fulham, nel 1964, vende mobili e oggetti per la casa funzionali, semplici e lineari.  E non a caso il suo spirito innovatore trovò ampio consenso nella swinging London degli Anni ’60 e annovera tra i sostenitori la stessa Mary Quant, per cui Conran disegna gli interni del negozio.

Sull’onda del successo di Habitat, Conran apre una nuova serie di negozi, The Conran Shop, che ancora oggi offrono una selezione dei maggiori brand del design internazionale. Ma questo instancabile creativo non si è fermato ai mobili e ha firmato anche spazi pubblici, come il Terminal One dell’aeroporto di Heatrow, librerie e persino ristoranti (l’altra sua grande passione) tra cui il famoso Bibendum all’interno dello storico edificio Art Deco Michelin House, acquistato nel 1985. Da allora ne ha inaugurati più di 30 nelle più importanti città del mondo contribuendo non poco a modificare anche il gusto inglese per la tavola. Quando si dice la passione…

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