Shakespeare: Staging the World.

Il contributo del British Museum agli eventi di London 2012 è una delle mostre più interessanti, evocative e affascinante degli ultimi tempi: Shakespeare: Staging the World. Più che una mostra, un vero e proprio viaggio nella vibrante Londra di Elisabetta I.
The Arundel Firs
The Arundel First Folio – Engraving of William Shakespeare by Martin Droeshout.
All the world’s a stage, And all the men and women merely players…’ dice un brano di As You Like It (Come vi Piace). E davvero tutte le opere di William Shakespeare sono nate per il palcoscenico della capitale. A Londra sono nate le ‘Playhouse’, i teatri come li conosciamo oggi, la wooden O citata da Enrico V, di cui il Globe Theatre (quello originale, costruito nel 1599 dalla compagnia teatrale a cui Shakespeare apparteneva, e distrutto da un incendio nel 1613) è l’esempio più famoso, ma certamente non l’unico.
Come i teatri, anche le compagnie teatrali erano un fenomeno nuovo.  Nell’autunno 1594 Shakespeare si unisce a The Lord Chamberlain’s Men, compagnia teatrale di cui divenne poi azionista e che, con l’ascesa al trono di Giacomo I nel 1603 che ne divenne patrono, fu ribattezzata The King’s Men. I loro spettacoli erano fondamentale per aprire una finestra sul mondo e hanno contribuito alla formazione di quella nuova identità nazionale che risuona nelle solenni parole di Enrico V. Ma attraverso i suoi personaggi, Shakespeare affronta anche temi scottanti che, se ambientati al suo tempo, non avrebbero mai superato il veto della censura. In un momento in cui Papa Pio V sosteneva gli intrighi per l’assassinio di Elisabetta I, questioni politiche come la successione della sovrana sono fuori discussione, ma sono esaminate in tragedie come Giulio Cesare e Riccardo II e III.
The Lyte Jewel from Shakespeare: Staging the World
The Lyte Jewel – miniature of James I. Photograph: British Museum
Dal Medioevo alla tragedia romana, Shakespeare si interroga sul potere della natura, sul passato classico esplorato e rivissuto. Da qui il fascino esercitato da Roma e soprattutto Venezia, città da sempre aperta agli scambi multiculturali, alla moda, al lusso. E’ difficile non rimanere incantati dinanzi alla raffinata bellezza degli oggetti in mostra – spade, lanterne, incisioni, gioielli, dipinti; non manca neanche l’originale seicentesco del Primo Folio che avevo già visto in Aprile durante la mia gita primaverile di Stratford Upon Avon. Oggetti che i brani recitati da grandi attori della Royal Shakespare Company (i cui visi sono proiettati sulle pareti ad intervalli regolari) aiutano a collocare nel contesto storico e letterario del periodo.
Portrait of Abd el-Ouahed ben Messaoud ben Mohammed Anoun, ambassador to England from the King of Barbary (Morocco), unknown artist, England, c. 1600.
Portrait of Abd el-Ouahed ben Messaoud ben Mohammed Anoun, ambassador to England from the King of Barbary (Morocco), unknown artist, England, c. 1600
Devo dire che, visto il mistero che circonda la vita del Bardo, mi chiedevo come sarebbe stato possibile costruire un’intera mostra attorno ad un fantasma. Ma avrei dovuto immaginare che con curatori come Dora Tornon (British Museum) e Jonathan Bathe (Professore di Letteratura del Rinascimento all’Università di Warwick ed esperto di Shakespeare) alla guida, il problema non ci sarebbe stato. Il risultato è una  straordinaria mostra che esplora un altrettanto straordinario periodo storico e sociale.
Britain’s last legitimate monarch: though late medieval, the portrait of Richard II, c.1395, raises a topic that resonated in Shakespeare’s time when the authority of both the Tudor and Stuart dynasties was doubtful
Portrait of Richard II, c.1395

Fino al 25 Novembre 2012
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2 pensieri su “Shakespeare: Staging the World.

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