David Bowie. Ancora lui, a Londra

Con il primo singolo rilasciato il gennaio scorso dopo un decennio di silenzio, ha scatenato la frenesia dei fan di tutto il mondo. Ora, con l’avvicinarsi dell’apertura (il 23 marzo) della retrospettiva dedicata dal Victoria & Albert Museum di Londra alla sua straordinaria carriera, si può tranquillamente parlare di vera e propria mania. Vi raccontiamo tutto in anteprima.

David Bowie, The Archer Station to Station tour, 1976 - photo John Rowlands

David Bowie, The Archer Station to Station tour, 1976 – photo John Rowlands

Se gli Anni Sessanta sono stati dei Beatles (e dei Rolling Stones), David Bowie ha fatto sue le decadi successive, e ci vuole ben altro che un mero silenzio di dieci anni per farlo uscire di scena. E gli oltre 30mila biglietti già staccati (la cifra più alta nella storia del museo londinese per quanto riguarda le prevendite) lo dimostrano. La mostra David Bowie is si preannuncia come quella di maggior successo nella storia del Victoria and Albert.
E davvero si tratta di un evento senza precedenti, poiché al V&A sono state aperte le porte dell’archivio personale di Bowie a New York. Una vera e propria manna per i curatori Victoria Broackes e Geoffrey Marsh, che hanno potuto accedere a migliaia di costumi di scena, fotografie, disegni, strumenti musicali, dischi, video, film. Una quantità immensa di materiale, dal quale hanno selezionato i 300 oggetti che compongono la mostra e da cui non potevano mancare pezzi iconici come il costume da Ziggy Stardust (1972) disegnato da Freddie Burretti e le fotografie di Brian Duffy, oltre naturalmente a copertine di album, video tratti da film e performance dal vivo, tra cui The Man Who Fell to Earth, video musicali come Boys Keep Swinging e scenografie create per il Diamond Dogs Tour del 1974.

David Bowie, Striped bodysuit for Aladdin Sane tour, 1973 - design Kansai Yamamoto - photo Masayoshi Sukita © Sukita / The David Bowie Archive 2012

David Bowie, Striped bodysuit for Aladdin Sane tour, 1973 – design Kansai Yamamoto – photo Masayoshi Sukita © Sukita / The David Bowie Archive 2012

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