Martino Gamper alla Serpentine Sackler Gallery

“Ogni oggetto ha il suo momento di gloria e una volta che questo è passato, ogni singolo pezzo dovrebbe essere reinserito nel ciclo evolutivo. Dunque, perché dovrei venerare un oggetto prodotto industrialmente se ne esistono ancora centinaia di copie, che poi sono prodotti seriali che il loro progettista non ha mai toccato né visto?” No, non è William Morris,  ma l’italianissimo Martino Gamper. 

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Nato a Merano nel 1971, Gamper studia a Vienna prima di ritornare per un breve periodo a Milano,  per poi trasferirsi definitivamente a Londra nell’1998 dove è diventato famoso grazie al progetto 100 Chairs in 100 Days and its 100 Ways, cominciato nel 2005 (specializzato nel riutilizzo di materiali inutilizzati, Gamper ha raccolto 100 sedie inutilizzabili, smontandole e rimontandole in nuove combinazioni; dall’esperienza è nato il libro omonimo).

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari (2)

Martino Gamper. Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

In Design is a State of Mind alla  Serpentine Sackler Gallery, la succursale della Serpentine Gallery inaugurata nel 2013 e ricavata da un’ex-polveriera costruita nel 1805 il cui futuristico padiglione è stato disegnato nientepopodimeno che da Zaha Hadid, Gamper si dedica all’esame di ripiani, mensole e scaffali.

Martino Gamper. Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Martino Gamper. Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Ce ne sono una quarantina lungo le pareti della galleria e vanno dai classici del design come quelli di Anna Castelli Ferrieri, Charlotte Perriand, Gio Ponti e Dieter Rams, ad un esempio più umile come il sistema Ivar prodotto in serie da Ikea. Su di esse sono disposte collezioni di oggetti creati e prestati da amici e collaboratori di Gamper, tra cui leggende come Ron Arad ed Enzo Mari, o colleghi Michael Marriott e Bethan Laura Wood e l’artista Richard Wentworth.

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Martino Gamper. Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

La storia della scaffalatura offerta dalla mostra è un soggetto inaspettatamente interessante. Dalla  struttura modernista del designer britannico Gerald Summer (1934), al Postmodernismo di Ettore Sottsass e dei designer italiani, si arriva alla contemporaneità dei progetti di Gamper e Marriott e al suo atteggiamento che mi pare cosi simile alle Arts and Crafts di Morris.

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari

Serpentine Sackler gallery, Londra. 2014©Paola Cacciari


“Non c’è nessun disegno perfetto o un tipo di design che si trova al di sopra degli altri. Gli oggetti ci parlano singolarmente e personalmente. Alcuni potrebbero essere più funzionali rispetto ad altri, e l’attaccamento emotivo è sempre molto individuale”, dice Gamper per spiegare questo straordi
nario Wunderkammer di mostra. Una mostra che con le scaffalature racconta l’arte di raccogliere gli oggetti. Perché in fondo cosa sarebbero mensole e scaffali senza gli oggetti che ci mettiamo sopra? Ogni oggetto, libro fotografia racconta un pezzo di vita. E allora a ciascuno la sua mensola. E a ciascuno la sua storia…
 
fino al 21 aprile 2014  

Martino Gamper: Design Is a State of Mind
Serpentine Sackler Gallery,  
Kensington Gardens
London W2 3XA

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