I ritratti di Lucian Freud alla National Portrait Gallery

Giorno libero, splendida giornata di Febbraio, sole e temperatura polare. Troppo bello per stare in casa, troppo freddo per stare all’aperto. Perfetto per un’escursione museale (che al contrario del nostro, negli altri musei fa caldo…). E così sono andata alla National Portrait Gallery a curiosare tra i ritratti di Lucian Freud (1922-2011).

hpimageNato a Berlino nel 1922 e scomparso lo scorso anno a 88 anni, Lucian Freud (sì, è il nipote di Sigmund) ha undici anni quando quando la sua famiglia abbandona la Germania in seguito all’ascesa di Hitler per trasfersi in Gran Bretagna. È precocemente dotato il giovane Freud, e sviluppa presto la convinzione che scopo dell’arte sia la continua interrogazione della realtà.

E questo sforzo è evidente già dalle prime opere, quelle degli anni Quaranta e Cinquanta, dipinte con piccole pennellate precise e racchiuse da linee decise e caratterizzate da un’esattezza spietata, quasi crudele. Un’esattezza che riduce i soggetti a immobili creature senza tempo i cui occhi immensi sembrano scrutare nel profondo dell’anima…

E sebbene produca anche dipinti da cui la figura umana è assente, il ritratto rimane sempre il fulcro dell’arte di Freud e i soggetti prediletti sono le persone della sua vita: famigliari, amanti, amici, altri pittori, se stesso. Pare uno scrigno colmo di ricordi questa mostra, un album di fotografie lungo nove sezioni. Facce e corpi passati e presenti, nudi monumentali o meno, abbandonati su letti disfatti o contenuti a fatica da divani troppo piccoli. Una pittura densa e dettagliatissima. Il marchio di fabbrica di Freud.

Lucian Freud, “Ria, Naked Portrait,” 2006-7

Lucian Freud, “Ria, Naked Portrait,” 2006-7

E nell’ultima sala, una vecchia conoscenza. Pittrice lei stessa, una bellezza quieta, un carattere riservato ma con un graffiante senso dell’umorismo, Ria era nel mio gruppo di ‘novizi’ del Front of House quando qualche anno fa abbiamo cominciato a lavorare al museo; ma lei era una persona pratica e molto capace e dopo qualche anno, fu trasferita al dipartimento responsabile dell’allestimento delle mostre. E proprio al nostro museo, mentre con gli altri colleghi montava un display dedicato a Freud e al suo amico Frank Auerbach, ha incontrato l’artista. La sua diretta semplicita’ fece colpo e l’artista le chiese su due piedi se voleva posare per lui. E lei lo ha fatto senza interruzione per 16 lunghissimi mesi, sette giorni su sette, anche il giorno di Natale, tra l’incredulità, la meraviglia (e l’invidia) generale. Strane, incredibili cose, posssono succedere nella vita…

Londra// fino al 27 Maggio 2012

Lucian Freud Portraits

npg.org.uk

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