Cinque mostre per l’estate a Londra e dintorni

British Folk Art: The House that Jack Built, Tate Britain. Fino al 31 Agosto
Se la Folk Art, l’arte popolare, è un genere ben definito in molti paesi, in Gran Bretagna ha faticato a lungo ad essere riconosciuta come forma d’arte. Questa mostra, la prima ospitata in una galleria nazionale, mira a rivalutare il ruolo di primo piano che l’arte popolare ha svolto nel plasmare la cultura britannica. Ci sono circa 200 dipinti, sculture, polene, tessuti, ceramiche e altri oggetti provenienti da collezioni regionali in tutto il paese, molti dei quali mai esposti in un contesto artistico prima d’ora. Istruttiva.

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Making Colour, National Gallery. Fino al 17 Settembre
Che cos’è il colore e come si crea? Avvalendosi delle competenze del dipartimento scientifico della della National Gallery, questo mostra esplora i materiali che sono stati utilizzati per creare i colori che animano dipinti, ceramiche , tessuti e altre opere d’arte nel corso di 700 anni. Dalle origini dei materiali al loro sviluppo, la mostra approfondisce le sfide tecniche affrontate artisti nel realizzare le loro ambizioni pittoriche. Affascinante.

Digital Revolution, Barbican. Fino al 14 Settembre
Opere commissionate a personaggi come il duo Umbrellium o ad una star della musica mondiale come Will.i.am? Effetti speciali da premio Oscar come quelli dietro Inception e Gravity? Benvenuti alla Barbican Gallery, dove più che in una mostra ci si trova nel bel mezzo di un vero e proprio festival della creatività digitale, in cui artisti, registi, architetti, designer, musicisti e creatori di video giochi sembrano competere nell’utilizzare le ultime tecnologie. Sculture laser interattive, il primo sito web creato da Tim Berners-Lee e vari esempi di tecnologie indossabili sono tra gli oggetti esposti. Una mostra certamente unica nel suo genere.

Dennis Hopper: The Lost Album Royal Academy of Arts. Fino al 19 Ottobre.
Dai motociclisti dell’Hells Angels agli Hippie dei Figli dei Fiori, passando per movimenti per la pace e i diritti civili, Dennis Hopper ha catturato con la sua macchina fotografica una serie incredibile di immagini che testimoniano un periodo straordinario nella storia americana come quello tra il 1961 e il 1967. Libero dai vincoli di una formazione professionale o dall’appartenenza ad un movimento artistico particolare, Hopper fotografava semplicemente tutto ciò che lo affascinava. Da Martin Luther King a Ed Ruscha, da Paul Newman ad un barbone di Harlem: tutto nelle sue immagini ha la stessa importanza. Tornato definitivamente al cinema nel 1967 con Easy Rider, Hopper abbandona la fotografia. Ma guardate attentamente quel film e ci ritroverete lo stesso realismo ela stessa enfasi sulla cultura giovanile. Davvero da non perdere.

Malevich, Tate Modern. Fino al 26 Ottobre
Nato nel 1879 da una famiglia polacca trasferitasi a Kiev, Kazimir Malevich trascorse la sua infanzia in l’Ucraina sviluppando l’amore per l’arte contadina che contraddistingue le sue prime opere. Trasferitosi a Mosca, studia pittura, scultura e architettura sperimentando con vari stili moderni e partecipando alle principali mostre dell’avanguardia insieme a Vasilij Kandinskij e Michail Larionov prima di arrivare al su approccio radicale alla produzione artistica che lo porterà al Suprematismo. Malevich alla Tate Modern riunisce primi dipinti dell’artista di paesaggi russi, i lavoratori agricoli e scene religiose con le sue composizioni astratte e suprematiste. Insieme, i dipinti illustrano l’evoluzione del suo stile, alla luce degli eventi storici che hanno ispirato la sua nuova rivoluzionaria estetica. Un altro blockbuster per la Tate.

Paola Cacciari

Pubblicato su Londonita

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