Ode al Giallo

Ebbene si, lo ammetto: mi piacciono i gialli. No anzi, non è solo che mi piacciono: il ‘giallo’ è uno tra i miei generi preferiti di letteratura. Sì, LETTERATURA. Che quando sento dire che i gialli non sono vera letteratura, perchè ‘tanto che ci vuole a scrivere un giallo?’ e cose di questo tipo, mi irrito. Anzi arrabbio proprio. Che se è vero che le storie di Andrea Camilleri, di Fred Vargas o di Jo Nesbo non sono Dostoevskij (che a dire il vero, a me non piace neppure tanto: troppo deprimente…), è anche vero che occorrono grande intelligenza, fantasia e una solida conoscenze di fatti, cose e (soprattutto) della mente umana per creare una storia credibile e che esuli dalla banalità.E quando dico ‘gialli’ intendo quello che i francesi definiscono elegantemente noir. Non i thriller sanguinolenti alla Dario Argento, che non sopporto la vista del sangue e detesto essere terrorizzata in modo gratuito (figuriamo pagare per il privilegio!). Non i film o telefilm d’azione con auto in fiamme e poliziotti in Ray-Ban, anche se ammetto di aver fatto eccezione in passato per i Chips, Miami Vice e Magnum PI. Che per una come me, cresciuta leggendo Agatha Christie di notte, sotto le coperte con la torcia elettrica che sennò la mamma mi sgridava perchè era tardi e non dormivo ancora, Hercule Poirot e Miss Marple  sono ancora la quintessenza del perfetto detective, quello in cui ironia e intelligenza si uniscono.

Per questo mi piacciono i telefilm dell’Ispettore Barnaby. E per questo alla visione della nuova serie di Midsomer Murders (come si chiamano qui in Inghilterra) in cui entra in scena John Barnaby (Neil Dudgeon), il cugino del vecchio Ispettore Tom Barnaby (John Nettle, andato in pensione alla quattordicesima serie del telefilm), ho tirato un sospiro di sollievo perchè anche se l’attore principale è cambiato, il formato non lo è. Che con tutte le brutture che ci stanno attorno, quello che ci vuole è un delizioso villaggio nella campagna dell’Oxfordshire, con i suoi cottages dal tetto di paglia immersi in giardini in fiore popolati da signore che sembrano tipo di Miss Marple, in cui avvengono storie incredibili, ma non troppo.
And now,
that’s
entertainment!
New Inspector Barnaby
  Il nuovo Ispettore Barnaby, Neil Dudgeon
                                             
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3 pensieri su “Ode al Giallo

  1. Miami Vice e Magnu PI…. ahhhh! mi ricordi quanto mi piacessero. Ma complice c’era la mia età col debole di certi racconti di maniera, oggi li ignorerei.
    Forse , per questo, ogni tanto quando mi capita di passare davanti al televisore e sorprendere Barnaby, lo guardo volentieri, per le tue stesse ragioni. Che poi se la trama è intensa, mi lascio tranquillamente sfuggire i fili, la mattina dopo nessuno mi interroga col voto e ne approfitto.
    Piuttosto, tornando ai gialli (noir visto l’autore), il mio idolo è stato Maigret-Simenon. Ne lessi fosse una trentina e nessun Maigret fu mai così convincentemente francese da restare (secondo me) insuperato come il bolognese Gino Cervi, nella serie TV (in bianco e nero!).
    Ciao, Paola! 🙂

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      • Peppone, he!!!! Quel talentaccio di Guareschi, che sapeva scrivere, eccome! Quella sua serie ha segnato un’epoca, una generazione. Anni dopo, mi è capitato di trovare persone che ricordavano quei telefilm e quei libri addirittura con affetto. Il segreto, niente da fare: ci dev’essere sempre una verità sottostante. Questi di adesso sono drogati fatti e delirano e quando non sono fatti, sono oleografici… perchè non ce l fanno!
        Ho un vecchio amico, emiliano di Carpi, che lui non lo sa… ma quando lo vedo mi sembra di parlare con Peppone, lo stesso piglio, ha solo i baffi un poco meno pronunciati 🙂
        Comunque sappi (sei tu vero, che mi hai detto dell’importanza del gossip?), comunque sappi che Monsieur Simenon dichiarò, a suo tempo, che Gino Cervi era stato il suo miglior Maigret. E, vero o falso che sia, io lo credo.
        (Butta una rosa rossa dentro la Camera dei Lord)

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