Da Hell’s Angels alle strade di Harlem: Dennis Hopper

Dennis Hopper si è ritagliato un posto nella storia di Hollywood, con ruoli in classici come Apocalypse Now, Blue Velvet, True Romance e il mitico Easy Rider. E’ meno noto, ma non meno rispettato, per il suo lavoro come fotografo. Questa incredibile mostra nella sede distaccata della Royal Academy a 6 Burlington Gardens riunisce oltre 400 immagini, scattate durante uno dei periodi più creativi della sua vita tra il 1961 e il 1967.

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                                                         Dennis Hopper, Martin Luther King, Jr., 1965.

Quello in esame è stato un decennio di grande cambiamento sociale e politico, e Hopper ne era consapevole. Con la sua macchina fotografica puntata sul mondo che gli stava attorno, cattura tanto i motociclisti dell‘Hell’s Angels e gli Hippies dei Figli dei Fiori che la vita di strada di Harlem, il movimento per i diritti civili ed i paesaggi urbani dell’East e West coast americana. Nelle sue foto ci sono cartelloni pubblicitari, autostrade, stazioni di benzina e predicatori di strada. Non mancano certo i volti noti (e di volti moti ce ne sono parecchi…), ma sono catturati in momenti insoliti: un giovane grassoccio Andy Warhol siede pensieroso in un ristorante, Jane Fonda si rilassa fumando una sigaretta il giorno delle nozze con Roger Vadim a Las Vegas; un giovane Paul Newman prende il sole. Piuttosto che celebrare le celebrities, il suo obiettivo sembra semplicemente ignorarle.  
Libero dai vincoli di una formazione professionale o dall’appartenenza ad un movimento fotografico, Hopper fotografava semplicemente tutto ciò che lo affascinava. E se la sua posizione privilegiata in seno all’avanguardia politica e artistica gli ha fornito l’accesso ai luoghi giusti e alle persone giuste, Hopper era chiaramente interessato aanche ai grandi eventi che interessavano la nazione e fotografava con lo stesso entusiamo una sarta o una stella del cinema.

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                                                                 Dennis Hopper, Paul Newman, 1964.

Ognuna delle 429 immagini fu scelta personalmente dallo stesso Hopper per la sua prima grande mostra, al Fort Worth Art Center in Texas nel 1970, per poi essere inscatolate e  “ri-scoperte” solo dopo la sua morte nel 2010. A questa grande mostra si ispira il display della RA. Esposta all’altezza degli occhi, questa lunga striscia di celluloide costituisce una magnifica panoramica in bianco e nero che attraversa, unendole, tre stanze.   
Un affascinante diario personale di una delle grandi figure controculturali del periodo e un vivido ritratto dell’America degli anni Sessanta. Imperdibile.

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