Around London: Le London Blue Plaques

Mozart, Dickens, Keats e Churchill. E ancora: Freud, Darwin, Handel e Oscar Wilde, passando da Napoleone III, Gandhi e Jimi Hendrix. No, non si tratta di un moderno Olimpo dei grandi, ma delle London Blue Plaques.

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La casa di Oscar Wilde in Tite Street. Chelsea. Foto Paola Cacciari

Chi conosce Londra forse avrà capito di cosa stiamo parlando: delle targhe rotonde di ceramica blu che occhieggiano discrete dai muri delle case e dei palazzi della Capitale e che ci raccontano dei grandi personaggi inglesi e stranieri che in quei luoghi hanno vissuto, dormito, o anche solamente mangiato. E devo dire che tra tutte le cose che fanno tanto “Londra” come le cassette della posta fatte a pilastro per esempio, o le cabine rosse del telefono (almeno quelle lasciate in situ per la gioia dei turisti), i caratteristici taxi neri e gli inconfondibili autobus a due piani (anche se nel nuovo design di Thomas Heatherwick, il creatore del braciere delle Olimpiadi londinesi del 2012) – le Blue Plaques sono le mie preferite. E a quanto pare, visto il duraturo successo del progetto, non solo le mie…

Istituito dalla Royal Society of Arts nel 1867, quello delle London Blue Plaques è il più antico programma di targhe commemorative esistente al mondo. Solo a Londra se ne contano circa 880: una sorta di Hollywood Walk of Fame in miniatura, solo molto più vario e certamente molto più prestigioso.

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La casa di John Keats, in Keats Grove, Hampstead. Foto Paola Cacciari

L’idea di erigere “lapidi commemorative” – com’erano chiamate le targhe blu all’inizio- fu proposta nel 1863 dal deputato liberale William Ewart, il quale era convinto che i suoi connazionali avrebbero apprezzato un’indicazione dei luoghi in cui avevano abitato i personaggi che avevano contribuito alla storia del loro Paese e onorato la loro città. E aveva ragione. La sua idea ebbe infatti un impatto immediato sulla fantasia popolare e su quella di Henry Cole (il primo direttore di quello che è adesso il Victoria and Albert Museum) che, compresa immediatamente la potenzialità socio-educativa del progetto, vi aderì con entusiasmo, suggerendo per la sua realizzazione la Royal Society of Arts.

Ma sotto il patrocinio della Royal Society of Arts (RSA) la dedica delle targhe commemorative fu un processo lungo e complesso e nei suoi trentaquattro anni di vita la Società ne eresse solo 35. Di queste prime targhe, realizzate dal 1867 dalla ditta Minton, Hollins & Co in ceramica a encausto e riconoscibili dal loro bordo decorato con la scritta ‘Society of Arts’, oggi ne restano meno della metà, decimate dallo sviluppo edilizio, dalle demolizioni indiscriminate e dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale. Fra le sopravvissute sono le targhe dedicate all’Imperatore Napoleone III in King Street, vicino a Covent Garden e a John Keats, in Keats Grove, Hampstead.

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Esempio di targa marrone posta nel 1905 dal London County Council sulla casa del romanziere W.M.Thackeray at 16 Young Street, Kensington, London W8 5EH, Royal Borough of Kensington and Chelsea. Foto Paola Cacciari

Sotto la tutela del London County Council (LCC), subentrato alla RSA nel 1901, il processo di selezione si velocizzò e nei 64 anni in cui l’istituzione fu responsabile della gestione dello schema, furono erette più di 250 targhe. È di questo periodo la decisone di utilizzare il blu invece del marrone delle prime targhe in quanto più visibile sugli gli edifici di mattoni di Londra, così come quella di utilizzare la ceramica smaltata Doulton (più economica) invece della tecnica ad encausto utilizzata in precedenza da Minton. Il Consiglio decise anche di modificare il disegno primitivo delle targhe aggiungendo al bordo una corona d’alloro vagamente ispirata alle ceramiche dei della Robbia.

Foto Paola Cacciari

Antonio Canal detto Canaletto, targa dedicata nel 1925 dal London County Council al 41 di Beak Street in Soho), con la caratteristica corona d’alloro al bordo. Foto Paola Cacciari

Ma l’iconica targa blu racchiusa dal caratteristico bordo bianco che vediamo oggi la si deve alla creatività di uno sconosciuto studente della Scuola Centrale di Arti e Mestieri del London County Council che nel 1938 decise di eliminare tutti gli elementi decorativi utilizzati in precedenza (mantenendo tuttavia il colore blu) per poter utilizzare caratteri più grandi che facilitassero la lettura del nome a distanza.

Con l’abolizione del London County Council nel 1965, la gestione dello schema delle Blue Plaques fu affidato al Greater London Council (GLC). Al contrario dell’istituzione che lo aveva preceduto, limitata quasi esclusivamente ai quartieri centrali di Londra, il GLC era responsabile di un’area geografica molto più ampia. L’estensione del programma a territori dapprima “inesplorati” della cintura urbana londinese come Richmond, Croydon e Bexeheath, permise una scelta più ampia di possibili candidati da commemorare (qualcuno all’interno del Consiglio pare avesse una particolare predilezione per le star del varietà visto che almeno ad una mezza dozzina di loro fu dedicata una targa…) e nei suoi vent’anni di vita il GLC ha dedicato circa 262 targhe.

foto Paola cacciari

Esempio di targa della Corporation of the City of London in 5 Wardrobe Place, EC4 sul luogo in cui sorgeva l’edificio che ospitava le armi e gli abiti del Re, distrutto dal Grande Incendio di Londra nel 1666. Foto Paola Cacciari

Oggigiorno, sono trascorsi centocinquant’anni, ma il progetto di William Ewart e di Henry Cole gode ancora di ottima salute e dal 1986 è stato affidato alle mani capaci dell’English Heritage. Da allora sono state dedicate oltre 360 targhe – una media di 9-10 all’anno, anche se lo schema ha purtroppo subito una battuta d’arresto nel 2013 a causa dei tagli ai finanziamenti pubblici.

foto Paola Pacciari

Sebbene il più antico e prestigioso, quello delle London Blue Plaques non è tuttavia l’unico schema di questo tipo esistente a Londra: ci sono anche quello delle placche verdi del Westmister City Council (lanciato nel 1991), e quello della Corporation of the City of London, che commemora non persone, ma antichi edifici oramai perduti.

Tra i nostril grandi connazionali onorati da una targa blu troviamo il pittore Antonio Canal detto Canaletto al 41 di Beak Street in Soho, il poeta Ugo Foscolo al 19 Edwardes Square in Kensington, il patriota Giuseppe Mazzini al 183 North Gower Street, Bloomsbury, il romanziere Italo Svevo al 67 Charlton Church Lane, a Greenwich e lo scienziato/inventore Guglielmo Marconi al 71 Hereford Road, Bayswater.

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Esempio di targa verde del Westmister City Council dedicata al pittore W.M. Turner in 21 Maiden Lane, Westminster. Foto di Paola Cacciari.

E allora cosa aspettate a creare il vosto itinerario per esplorare le strade di Londra sulle trace dei vostri beniamini del passato? Basta andare sul sito dell’English Heritage dove trovate il link per cercare le Blue Plaques. E buon divertimento!

Paola Cacciari

Pubblicato su Londonita

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3 pensieri su “Around London: Le London Blue Plaques

  1. Molto interessante, ignoravo e mai avrei immaginato.
    Articolo simpatico che ricorderò.
    (Vero che non sono stato mai a Londra per cui mi giunge tutto dal cielo, però non escludo che anche chi a Londra ci sia stato, ne sia digiuno… quantomeno senz’altro pochi avranno un quadro tanto dettagliato)
    Alla prossima, ciao, allegria! 🙂

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  2. Pingback: Un Buon Natale vittoriano | Vita da Museo

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