Non una mostra per minimalisti! Al Barbican la bellezza delle cianfrusaglie

Siamo tutti un po’ collezionisti. Da piccola io collezionavo francobolli e cartoline, quando le cartoline ancora si spedivano, e biglietti del cinema, quando ancora c’era la seconda visione e i cinema parrocchiali e andare al cinema era un lusso che anche un’adolescente squattrinata poteva permettersi. Ora colleziono biglietti di mostre, di spettacoli teatrali, di concerti e di balletti – non tanto cose quanto esperienze – tutto ciò insomma che mi ricordi che la vita non è solo lavoro.

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Andy Warhol’s Cookie jars at Barbican Photo: Movado Group

Ma dubito che le mie collezioni sarebbero mai entrate e fare parte di Magnificent Obsessions: The Artist as Collector, la mostra della Barbican Art Gallery. Questa è una mostra nella mostra e in cui spesso ci si dimentica che ci trovariamo all’interno di una galleria d’arte e non invece in qualche esotico bazar di Marrakesh.  Quattordici artisti contemporanei e altrettante collezioni, le loro: una carrellata di oggetti vari ed eventuali che vanno dall’accumulo indiscriminato di ciarpame puro e semplice alla bellezza sublime. Qui troviamo le sinistre bambole vittoriane di Peter Blake, la raccolta di fossili e di occhi di vetro prostetici del giapposese Hiroshi Sugimoto, le buffe cartoline vintage e i cimeli spaziali dell’Unione Sovietica raffiguranti la cagnetta spaziale Laika del fotografo Martin Parr, e la teca con i bellissimi netsuke del ceramista-scrittore Edmund de Wall in cui fa bella mostra si sé la famosa lepre del libro Un’eredità di avorio e ambra.

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The Hare with the Amber Eyes owned by Edmund de Waal

Ma perché collezioniamo? Cosa ci spinge a raccogliere, catalogare, organizzare? Si tratta di un bisogno innato di accumulare tipico di chi non butta niente, come nel caso della collezione dell’artista concettuale Hanne Darboven, o rispondiamo ad un bisogno altrettanto forte di ritrovare un ritmo, una ripetizione di forme e colore, lo stesso che si riscontra guardando Ie biscottiere di ceramica degli anni Trenta di Andy Warhol?

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Martin Parr soviet memorabilia

Alcuni collezionano con l’occhio esperto e appassionato dei veri conoscitori, come l’artista Howard Hodgkin che raccoglie antiche opere di pittura indiana del XVII secolo da quando era un ragazzino ad Eton. In altri si nota una corrispondenza tra arte e collezioni, come nel caso di Damien Hirst e della sua raccolta di animali imbalsamati e teschi umani e il fascino che temi di vita e morte esercitano sull’artista. Indipendentemente poi dal fatto che l’artista decida di vivere con la sua collezione o la tenga in magazzino, è inevitabile che questi oggetti costituiscano una potente fonte d’ispirazione e di creatività. O nel mio caso, di nostalgia.

Fino al 25 maggio

Barbican Art Gallery

www.barbican.org.uk/

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