I Do Like to Be Beside The Seaside: anche il costume da bagno ha una sua storia.

Arrivare a Bermondsey Street è come arrivare in una parte di Londra dimenticata dal tempo. Nel quartiere di Southwark, sulla riva Sud del Tamigi a dieci minuti a piedi dal Tower Bridge, il distretto di Bermondsey è tuttavia un mondo a parte. Edifici georgiani, piccole boutiques e caffè indipendenti che non si sa come sono riusciti a sfuggire alla serializzazione delle High Sreet con le sue catene di negozi e sandwich bars che sono sparsi ad ogni angolo della Capitale.

Nata come zona industriale, fu gravemente danneggiata durante la Seconda gerra Mondiale e per decenni  fu lasciata al suo destino. Basti pensare che, nonostante fosse in Zona 1 (quindi centralissima) la stazione della metropolitana di Bermondsey fu costruita solamente nel 1999. Naturalmente le potenzialità di quest’area non potevano sfuggire in eterno alla rigenerazione edilizia ed ora Bermondsey Village è diventata una delle aree più trendy e costose della Capitale.

È una zona di Londra che non conosco affatto, nascosta com’è dietro la stazione ferroviaria di London Bridge ed ero così impegnata guardarmi attorno che quasi l’ho mancato il Fashion and Textile Museum. Non che l’edificio sia incospicuo, sia ben chiaro. Voluto dalla stilista Zandra Rodhes e progettato dall’archtetto messicano Ricardo Legorreta, è dipinto di un bell’arancione brillante che si alterna ad un rosa elettrico come che si accorda al colore dei capelli della signora in questione.

Zandra Rhodes Photograph by Gene Nocon

Zandra Rhodes Photograph by Gene Nocon

Il FTM è l’unico museo in Gran Bretagna ad occuparsi dell’evoluzione della moda contemporanea – oltre, aggiungo io, ad essere uno dei (purtroppo ancora molti) musei in cui non sono mai stata per vari motivi, non ultimo quello che essendo privato l’ingresso è a pagamento e dopo anni di free entry nei musei londinesi uno finisce con l’essere viziato e vedere l’entry charge come qualcosa fuori dall’ordinario…
Ma questa mostra non me la sarei persa per tutto l’oro del mondo che adoro la storia del costume e non capita tutti i giorni che un museo decida di dedicare una mostra alla storia del costume … da bagno!

Plage de Calvi, Corse, 1928 (Colour Litho) Broders Roger Private Collection Photo © Christies Images Bridgeman Images.

Plage de Calvi, Corse, 1928 (Colour Litho) Broders Roger Private Collection Photo © Christies Images Bridgeman Images.

Perchè questo è il soggetto di Riviera Style: Resort and Swimwear Since 1900. Guardando alcuni minuscoli esempi di bikini in vendita al giorno d’oggi è difficile pensare che i primi costumi da bagno furono creati con uno scopo unicamente funzionale quando, nel XIX secolo, i medici avevano cominciato a prescrivere gite al mare ai pazienti per ragioni di salute. Fu solo negli anni venti del XX secolo quando essere abbronzati diventa di moda, che si assiste ad un radicale cambiamento dell’abbigliamento da spiaggia. Un cambiamento magistralmente analizzato dalla msotra del FTM che esplora non solo la trasformazione della moda dall’epoca vittoriana ai nostri giorni attraverso i suoi cambiamenti di design e di materiali, ma anche il mutamento dell’atteggiamento nei confronti del pudore avvenuto nel nostro secolo.

Fashion and Textile Museum. London. 2015© Paola Cacciari

Fashion and Textile Museum. London. 2015© Paola Cacciari

 

Londra//fino al 13 Settembre 2015
Fashion and Textile Museum

ftmlondon.org

Articolo pubblicato su Londonita

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