Il magico mondo di Mademoiselle Privé alla Saatchi Gallery

Dato il mio scarso interesse per l’arte contemporanea, la Saatchi Gallery non è il tipo di museo in cui capito così per caso, tanto per godermi la collezione come faccio con la National Gallery ogni volta che mi trovo a passare dale parti di Trafalgar Square. Anche se, a dire il vero, i motivi non mancherebbero, a cominciare dall’architettura.

SaatchiGallery

          SaatchiGallery, Duke of York’s Headquarters

Dal 2008 infatti, da quando ha lasciato gli spazi del County Hall sul Tamigi, la galleria d’arte del miliardario e collezionista (spesso le due cose vanno di pari passo…) Charles Saachi è ospitata in quel magnifico esempio di architettura Georgiana che è il Duke of York’s Headquarters, disegnato da John Sanders (l’allievo di Sir John Soane, l’architetto della Dulwich Picture Gallery) nel 1801.

Eppoi la posizione, che si affaccia sulla super-trendy King’s Road, la strada del Re, chiamata così in quanto era un tempo una strada privata che Carlo II utilizzava per andare al villaggio di Kew. Cuore pulsante della Swinging London degli anni Sessanta, King’s Road vide svolgersi la rivoluzione della minigonna di Mary Quant (che ha ancora un negozietto da queste parti) diventando negli anni Settanta e Ottanta il quartier generale del punk con i suoi trasgressivi numi tutelari, Vivienne Westwood e Malcom McLaren.

Ma la Saatchi Gallery resta per sempre una galleria di arte contempoaranea. E allora, uno si chiede, che ci faccio qui, in fila insieme a svariate decine di persone (perlopiù donne) attendendo pazientemente il mio turno per entrare in questo tempio dell’arte contemporanea? La risposta è semplice, quanto insolita per la galleria del magnate di origine araba: Gabrielle “Coco” Chanel. Fino al 1 Novembre infatti, la Saatchi Gallery ha messo a disposizione delle creazioni senza tempo della Maison Chanel i tre piani della sua galleria d’arte e, per la gioia di molti, inclusa la sottoscritta, questo tempio dell’arte contemporanea è stato trasformato (seppure temporaneamente) in un tempio dedicato alla moda e alla bellezza.

Mademoiselle Privé. London, 2015 © Paola Cacciari

Mademoiselle Privé. London, 2015 © Paola Cacciari

Oltre a celebrare le novità introdotte da Karl Lagerfeld, che da oltre trent’anni è il direttore creativo di Chanel, la mostra racconta la storia della casa Chanel, il suo ruolo nella haute couture e le vicende che portarono alla nascita del suo iconico profumo, Chanel No 5. E se non bastano una serie di abiti mozzafiato (anche se non abbastanza per i miei gusti…) per farci sognare, c’è anche la famosa collezione ‘Bijoux de Diamants’, la prima ed unica collezione di gioielli create dalla stessa Coco Chanel nel 1932.

Mademoiselle Prive. Chanel

‘Coco’ Chanel famosamente disse che “Per essere insostituibili bisogna essere diversi”. E visto l’immutato successo della casa di moda francese, la signora aveva certamente aveva ragione…

Londra// fino al 1 Novembre 2015.
Saatchi Gallery

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7 pensieri su “Il magico mondo di Mademoiselle Privé alla Saatchi Gallery

  1. L’immagine non esibisce climi certamente vivaci, vira su toni e accostamenti malinconici, la moda italiana è più accattivante e brillante. Resta il plauso, in ogni caso, all’efficacia rappresentativa del soggetto scelto e la bravura e sensibilità di chi il soggetto ha selezionato e ripreso.
    Sul genere di mostra… roba da donne, mi verrebbe da dire, se non fosse che un pensiero successivo mi suggerisce che bene o male ‘ste femmine rappresentano la metà del cielo anzi diciamo pure della terra, per cui sono una realtà con cui – sempre bene o male – fare i conti.
    AVVERTENZA: Il mio commento non è tanto diretto a Paola C. quanto, accompagnato da sogghigno, alla storica corrispondente, Mrs. Garrick, contando su un suo perfido rimando.
    (La nostalgia fa strani scherzi, a volte.)

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  2. Cara Paola, in quel tag non ho citato tra le cosidette “nomine” il tuo blog perchè quel tipo di giochino che finora peraltro ho sempre evitato, comporta impieghi di tempo e un meccanismo che ti avrebbero oberato, tu già full up.
    Sarebbe una cosa interessante per far conoscere ulteriormente in patria, il tuo arcipelago di blog posizionati in luoghi e materie inedite e fuori dagli standard qui, in patria, usuali.
    Ti avevo pensato ma… vale quanto sopra detto.
    Ho fatto bene?
    Confortami 🙂

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