Io, lui e l’altro (Valentino)

Portrait of a Young Man, 1480-5. London, The National Gallery

Qualche giorno fa mi trovavo dalle parti di Trafalgar Square quando mi sono ricordata che non lo vedevo da una vita. Che non so neppure come si chiami, LUI dico, l’altro mio grande amore (il primo essendo la mia dolce metà, of course…) il giovane che Sandro Botticelli ha ritratto nel 1483. Non è mai stato identificato, ma mi ricorda l’Alessandro Gassman dei tempi migliori. E comunque continua a popolare i miei sogni da quando, quasi sedici anni or sono, varcai con il mio piedino ansioso la sacra soglia di quel tempio dell’arte che è la National Gallery.

Così quando sono in zona passo a salutarlo, godendomi ancora per il momento la gioia dei musei gratis – che i tagli ci sono pure qua e non si sa mica cosa abbia in serbo il futuro per noi amanti dell’arte

Il fatto è che per chi, come me, passa intere giornate in un museo per lavoro, non c’è niente di strano a parlare con gli oggetti o con i dipinti in mostra: si diventa possessivi, protettivi, gelosi. E comunque quadri, sculture e affini a volte sono meglio loro del pubblico o dei colleghi: almeno loro, i quadri dico, non parlano.

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4 pensieri su “Io, lui e l’altro (Valentino)

  1. Pingback: Botticelli reinventato al Victoria and Albert Museum di Londra | Vita da Museo

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