L’età di Giorgione in mostra alla Royal Academy

Ci sono cosi tante mostre in questo momento ed io ho avuto così poco tempo ultimamente che quasi stavo per perdermi questa su uno dei grandi del primo Rinascimento, Giorgione (c.1477-1510).

Questo 2016 fin’ora è stato un anno stellare qui a Londra per il Rinascimento Italiano, con la mostra dedicata a  Botticelli (beh, una parte) al Victoria al Albert Museum, quella appena termitata alla Courtauld  Gallery dedicata ai disegni fatti da Botticelli per la Divina Commedia appartenenti alla Hamilton Collection e questa della Royal Academy su questo grandissimo pittore veneto.

Giorgione Il Tramonto (The Sunset) 1506–10. Photograph The National Gallery, London

Giorgione Il Tramonto (The Sunset). Photograph The National Gallery, London

Da sempre ho una passione sviscerata per Venezia, la sua arte la sua architettura la sua cultura. E Venezia all’inizo del XVI secolo era una potenza economica e politica in grado da trattare alla pari con Papato e impero, di fare e disfare alleanze, di decidere la sorte di alleanze e trattati. Venezia allora era La Serenissima. E Giorgione era il più sereno dei suoi figli.

Non che gli altri fossero da meno sia ben chiaro. Che insieme al suddetto maestro, le pareti della Royal Academy offrono un cast stellare come personaggi come Giovanni Bellini, Dürer, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Lorenzo Lotto – il titolo In The Age of Giorgione indica la volontà dei curatori di prendere in esame, oltre al pittore, un particolare momento storico e culturale e di un’altrettanto particolare area geografica. Il risultato è una mostra di grande bellezza e poesia che illumina con i brillanti colori veneziani questo particolare momento della storia della’arte. 

Ma non è tutto oro quello che luccica che sebbene ricca e prospera, Venezia era costantemente minacciata da guerre e pestilenze e inondazioni. E forse proprio in questo sta il fascino di Giorgione, nel senso di fragilità e caducità che è cosi tanta parte del suo lavoro.

Nato Giorgio Zorzi da Castelfranco dal nome del suo paese natale a pochi km dalla citta lagunare, della sua vita prima che diventasse “Giorgione” si conosce pochissimo. E quello che si conosce bisogna comunque maneggiarlo con cura, come i suoi bellissimi e frangilissimi dipinti.

Giorgione, La Vecchia, 1506 Gallerie dell'Accademia Venezia

Giorgione, La Vecchia, 1506 Gallerie dell’Accademia Venezia

Non si sa quando abbia lasciato Castelfranco o quando esattamente sia arrivato a Venezia. Quello che si sa è che era giovanissimo quando l’ha fatto, e approda nientemeno che alla bottega di Giovanni Bellini da cui apprende l’amore per il colore e per il paesaggio.

E se manca La Tempesta, uno dei suoi dipinti più iconici, giudicato troppo fragile per viaggiare, abbiamo il meraviglioso  Il Tramonto (1506–10) che venendo dalla National Gallery non ha dovuto viaggiare molto… E comunque considerato che i dipinti autografi del pittore sono davvero pochi, quello che c’è in mostra è bellissimo. Che Giorgione non sarà stato l’inventore della pittura di paesaggio (che quella  non esisteva come genere prima che  Albrecht Dürer la portasse da Nuremberg), ma è stato certamente il primo (o uno tra i primi) a sperimentare con la rivoluzione psicologica portata da Leonardo quando visita Venezia nel 1499.

Dipinta attorno al 1506 (con Giorgione non si sa mai), questo raffigurante La Vecchia (1506) è un quadro che mi ha sempre affascinato. Qui una donna anziana ritratta a mezzo busto dietro un parapetto, leggermente di tre quarti, stagliata su uno sfondo scuro ci lancia uno sguardo di saggia rassegnazione mentre, seppur indicando se stessa,  sembra rivolgere a chi la guarda le parole scritte sul cartiglio che essa tiene in mano: “Col tempo”. Una riflessione sulla vecchiaia portatrice di decadimento fisico, ma anche di crescita interiore e di saggezza. Che dir si voglia, siamo lontanissimi dalla satira crudele de La Duchessa brutta dipinta pochi ani dopo, nel 1513, dal fiammingo Quentin Massys. Giorgione imbeve il soggetto di una dignità totalmente assente dal quadro di Massys.

Non che la cosa l’abbia riguardato, il diventare vecchio dico. Che Giorgione muore di peste a soli 32 anni lasciando campo libero a Tiziano, come accade con Marlowe e Shakespeare. E come Marlowe, chi sa cosa sarebbe stato di Giorgione se fosse vissuto.

 

Londra//fino al 4 Giugno 2016.

The Royal Academy of Arts

royalacademy.org.uk

 

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4 pensieri su “L’età di Giorgione in mostra alla Royal Academy

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