L’importanza della passione: Ezio Bosso

Se non lavorassi al museo mi piacerebbe lavorare in teatro. Anzi, nel più bel teatro di Londra: la Royal Opera House. E non solo perché gli usher hanno una bella uniforme (che se voi come me foste costretti per contratto a trascorrere i tre quarti del vostro tempo indossando un uniforme allora capireste il mio interesse per quelle degli altri), ma perché è un edificio bellissimo e da quando vivo a Londra e ho scoperto che per il prezzo di un biglietto da cinema o pco più posso andare all’opera e al balletto, vado ogni volta che posso. E finisce che scopro cose nuove. Come qualche sera fa, per esempio quando ho visto un programma misto dal titolo Obsidian Tear/The Invitation/Within the Golden Hour, tre balletti di un atto ad opera rispettivamente dei coreografi Wayne McGregor, Sir Kenneth MacMillan (sì, quello di Romeo e Giulietta con le musiche di Prokofiev), e Christopher Wheeldon. Ed è stato quest’ultimo quello che mi ha strappato il cuore.

 

Se il balletto è musica fatta immagine, allora questo Within The Golden Hour creato nel 2008 dal coreografo del Royal Ballet Christopher Wheeldon per il San Francisco Ballet è un  inno alla bellezza del movimento, un piccolo gioiello di astrazione neoclassica. Ma per me non sarebbe stata la stessa cosa senza la meravigliosa musica del compositore  Ezio Bosso. Non mi interesso molto di musica contemporanea e a parte quel mito di Ennio Morricone e quel ricciolone di Giovanni Allevi non conosco molti altri compositori contemporanei di spicco. Così l’ho cercato su Google e oltre ad un CV da far paura, ho scoperto che Ezio è affetto da Sclerosi Multipla (SM), una malattia autoimmune che gli è stata diagnosticata nel 2011. Inutile dire che la cosa mi ha gelato il sangue anche solo per il fatto che mia madre se n’è andata da questo mondo con una malattia neurologica autoimmune, e so quanto le malattie di questo tipo siano terribili per chi ne è affetto e per i famigliari.

 

 

 

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Ezio Bosso

Tra i tanti video che ho trovato su Internet, c’è quello della sua performance al Festival di San Remo di quest’anno e mi ha commosso profondamente. Ma non perché Ezio è sulla sedia a rotelle, al contrario. No, la mia era pura ammirazione. Così come la mia ammirazione per Beethoven cresce ogni volta che ascolto il Chiaro di Luna e non riesco a capacitarmi del fatto che quando l’ha composto il musicista era completamente sordo. E così, mentre guardavo le mani di Ezio Bosso – di questa persona di cui fino a ieri non conoscevo l’esistenza e la cui bellissima musica The Sky seen from the Moon per  Whitin The Golden Hour mi ha toccato il cuore così profondamente qualche sera prima a teatro – accarezzare delicatamente i tasti del pianoforte con un sorriso pieno di pura gioia stampato sulla faccia, ho avuto ancora una volta la conferma che le passioni, quelle vere, saranno sempre un inno alla bellezza della vita, anche quando è un po’ bastarda.

                                   San Francisco Ballet in “Within the Golden Hour”

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