Anno bisesto, anno funesto. Addio 2016.

Tutto è cominciato con la morte di David Bowie in Gennaio. Da quel momento il procedere del 2016 è stata un’inesorabile discesa nell’apocalisse, interrotta da occasionali momenti di gloria (stringere la mano al divino Brian May di passaggio al museo per una conferenza, o avere Simon Callow come vicino sul prato al Derby di Epsom) e di puro inferno culminato con ‘la’ Brexit (perchè in Italia si è deciso che Brexit sia femminile?) e l’elezione di Donald Trump. Mica roba da poco a cui poi bisogna aggiungere tutto il resto – gli attentati, naufragi, migrazioni, allagamenti, bombardamenti, terremoti, esplosioni, sparatorie, kamikaze alla guida di camion impazziti, aerei dirottati. Roba da boccheggiare ogni volta che si  accende la TV o si legge un giornale.

Tutto ciò basterebbe da solo a giustificare il festeggiamento della fine del 2016 (un anno che ha seminato lutti e malattie anche nella mia di famiglia e in quella della mia dolce metà e che si è portato via amici, parenti e colleghi) con un’ubriacatura formidabile. Ma bere per ubriacarmi non mi è mai piaciuto (in più non reggo l’alcool, il che non aiuta soprattutto se si lavora il primo dell’anno, che il museo non si ferma mai….) e sia io che la mia dolce metà odiamo i cenoni di Capodanno. Per cui resteremo in casa e festeggeremo la fine di questo annus horribilis con tanto cibo con un bicchiere di spumante a Mezzanotte guardando i fuochi artificiali lungo il Tamigi alla TV. Che il 2016, oltre a David Bowie, si è portato via anche tanti altri personaggi i cui volti mi hanno accompagnato in momenti diversi della mia vita, a cominciare da quelli di Bud Spencer, il gigante della scazzottatura di cui da bambina adoravo i film in coppia con Terence Hill, e di Umberto Eco, per anni professore di Semiotica all’Univesità di Bologna di cui ho amato il Nome della Rosa sopra ogni cosa e contro la cui emerita pancia ho avuto l’onore di scontrarmi una certa violenza una fredda mattina d’inverno mentre uscivo correndo a tutta velocità dal Dipartimento di Italianistica.

E poi ci sono tutti gli altri. Il merviglioso Alan Rickman, il grandissimo Prince, il divino Johan Cruyff, la straodinaria Zaha Hadid, e il mitico Glenn Frey il cantante degli Eagles (Hotel California) e Rick Parfitt il chitarrista degli Status Quo, che per sua ammissione non sapeva suonare la chitarra ma pieno di carisma. E quando pensavo che fosse tutto per quest’anno, ecco che con un ultimo colpo di coda il 2016 si è portato via pure Carrie Fisher, la Principessa Leia di Star Wars e George Michael, e con loro anche un pezzo della mia adolescenza. 😦 Davanti a tutto questo lo spumante non basta più ci vuole ben altro. Qualcosa di forte e allo stesso tempo consolatorio. Come la Nutella. Altro che champagne! Aspetterò la fine di quest’anno con un barattolo extra-large in una mano ed un cucchiaio nell’altra. E credetemi, non sarà un cucchiaino da caffè.

Cover of The Beatles album Sgt Pepper with celebrities that died in 2016 by British artist Chris Barker
Cover of The Beatles album Sgt Pepper with celebrities that died in 2016 by British artist Chris Barker

E allora Happy New Year year everybody! E speriamo che il 2017 sia più clemente con il mondo intero.

(la lista completa dei personaggi inclusi nel poster la trovate qui)

2016 ©Paola Cacciari

 

 

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17 pensieri riguardo “Anno bisesto, anno funesto. Addio 2016.

  1. Visto che sono un pochino diverso dalla massa, oltre gli auguri ti lascio una frase di un personaggio famoso che mi piace molto, spero ti sia gradita.
    Auguri di Buon Anno Paola!!

    “Ho imparato che ogni giorno dovresti spingerti a toccare qualcuno. La gente ama una carezza affettuosa, o soltanto un amichevole pacca sulla schiena.”
    (Maya Angelou )

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  2. Cara Paola, il tuo lungo elenco di lutti e sinistri accadimenti mi sa che non conosca nè limiti nè riferimenti di calendario, bisestile o meno. Ti dico solo che al telefono ormai lascio solo rispondere mia moglie e quando poi l’incrocio e mi aggiorno, le chiedo regolarmente: «Oggi chi è morto?… Chi si è ammalato?… Chi è all’ospedale?».
    Quanto poi al resto, non dubitare: la malvagità e stupidità umana costituiscono un formidabile sodalizio criminale e, peggio, di infinita e inesauribile creatività.

    Finita la premessa… allegria!, i miei più cari auguri! 🙂

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    1. Io ho dovuto darmi un contegno perche’ stavo lavorando, era un evento privato per gli amici del museo e lui era uno degli speaker. Gran signore devo dire,molto modesto e molto gentile e alla mano con tutti noi dello staff che eravamo COMPLETEMENTE fuori di testa!!! Parlo di sorrisi ebeti e cose di questo tipo… 🙂 D’altra parte non capita tutti i giorni di trovarsi davanti ad un dio in carne ed ossa come lui… 😉

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      1. “Io ho dovuto darmi un contegno” – “COMPLETEMENTE fuori di testa!!!” – “non capita tutti i giorni di trovarsi davanti ad un dio in carne ed ossa…”.
        Santo cielo, Paola, che caduta di stile! Suvvia, quali orribili rigurgiti adolescenziali, ma lo sa Mrs. Garrick?

        Piace a 1 persona

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