Gli impressioni australiani @ National Gallery

“In un paese bruciato dal sole”, penso mentre guardo sbalordita il quadro che mi sta davanti. Si tratta di Fire’s On di Arthur Streeton (1867-1943).

 Arthur Streeton Fire’s On, 1891. Photograph: © Art Gallery of New South Wales

Arthur Streeton Fire’s On, 1891. Photograph: © Art Gallery of New South Wales

Il collegamento con il libro di Bill Bryson, che nella traduzione italiana porta come titolo quella frase, mi sembra più che appropriato che questo paesaggio  è un’esplosione di colori densi  illuminati da una luce così accecante da sembrare quasi piatta e dura. Chiamarlo impressionistra mi sembra una forzatura che lo spazio qui non è indistinto e la luce non è morbida ed opalescente come nei quadri dei francesi. Anzi, qui le superfici sembrano aride e asciutte, come se il caldo sole degli antipodi avesse asciugato il colore troppo in fretta. Dipinto nel 1891 fa parte di quella  piccola chicca di mostra che è Australia’s Impressionists alla  National Gallery.

L’Australia mi sembra così lontana che mi sembra quasi impossibile pensare che l’Impressionismo francese sia arrivato pure down under. Ma ripensandoci, in fondo non è poi così strano: i contatti era frequenti almeno con Il Regno Unito che utilizzava questo continente per le colonie penali.

A Melbourne Streeton conosce due emigrati inglesi, Charles Conder (1868-1909) e Tom Roberts (1856-1931) e i tre diventano amici. Tre artisti artisti che avevano avuto l’opportunità durante viaggi e permanze in Europa di intravedere barlumi di modernità nei notturni di Whistler e nella luce mutevole dell’impressionismo francese e volevano adattare questo vocabolario visivo ai paesaggi di casa loro. E l’Australia del dell’Ottocento era un luogo sorprendentemente urbanizzato, basta guardare alcune tele di Steenton che raccontano di città sotto la pioggia (“Ma piove anche in Australia?” chiede perplessa la signora elegante che mi sta accanto alla sua amica…), di translatlantici che allagano di fumo l’aria del porto, di folle di persone con ombrelli. Il ricordo della piovosa Inghilterra in cui Roberts aveva studiato, pesa  su queste immagini, così come l’influenza del grande James Whistler.

A Holiday at Mentone, 1888, by Charles Conder Art Gallery of South Australia, Adelaide

A Holiday at Mentone, 1888, by Charles Conder Art Gallery of South Australia, Adelaide

Ma anche quando, come nel caso di Conder, provano a rappresentare un soggetto “europeo” come la spiaggia di Mentone, nessuno li potrà mai scambiare per impressionisti francesi che la loro pennellata è robusta e pesante, quasi aggressiva e decisamente più descrittiva che intuitiva. Il loro mondo è lontano da Antibes, e se vogliamo anche dall’Impressionismo stesso (certe immagini annegate nel sole mi ricordano più i macchiaoli che altro). E’ come parlare una lingua straniera: il vocabolario c’è, ma l’accento della terra d’origine resta nonostante gli anni di pratica. E parlo per esperienza. Il paesaggio australiano è misterioso, imponente, a tratti persino minaccioso. Nella pennellata di Streeton si percepisce l’urgenza di fermare sulla tela questa intensità anche quando dipinge un paesaggio marino come Ariadne, dove Arianna e’ abbandonata nel sole accecante degli antipodi: una figuretta solitaria sulla spiaggia bianchissima, contro il turchese dell’oceano.

Arthur Streeton, Ariadne (1895) National Gallery of Australia in Canberra

Arthur Streeton, Ariadne (1895) National Gallery of Australia in Canberra

Il quarto e ultimo della compagnia è John Peter Russell (1858- 1930). Nato  a Sidney, alla morte del padre (un ingegnere australiano) riceve un conspicua eredità che gli permette di scambiare l’ingenieria per l’arte. Nel 1881 il nostro eroe lascia il sole di Sydney per la pioggia e lo smog di Londra prima, dove si iscrive alla Slade School of Fine Art (l’Accademia di Belle Arti) e poi per Parigi. Fu qui che s’imbatté in Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Monet, Sisley e Matisse. Restera’ in Francia per trent’anni e ritorna in Australia da vecchio. Certo, i suoi turbolenti paesaggi marini sono esplosioni vorticose di blu, verde e bianco. Sono confusi, sfocati e così intensi che paiono infrangersi sul vetro della cornice.

 

Londra//fino al 26 Marzo 2017

Australia’s Impressionists @ National Gallery

nationalgallery.org.uk

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5 pensieri su “Gli impressioni australiani @ National Gallery

  1. Oh, Paola, un bel post. Sento che quando l’hai scritto eri caricata. Sei finita dentro quei quadri, accecata dal sole australiano.
    (Mi sono molto piaciuti, ed è vero, c’è dentro una forza-energia non europea… di frontiera!)

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