La guerra al sole: all’Estorick Collection

Ancora oggi in Italia quando si parla di Caporetto si parla di disastro. Chiunque abbia prestato attenzione alle lezioni di storia  a scuola sa che in quella che fu una terribile battaglia della Prima Guerra Mondiale si scontrarono il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche e tedesche con risultati devatanti per entrambi gli eserciti, ma soprattutto per il nostro  che vide 30,000 soldati uccisi o feriti e circa 265,000 soldati fatti prigionieri – per non parlare di quelli fucilati per diserzione (le fucilazioni dei disertori – alcuni ragazzini di appena 17 anni sono uno dei capitoli più crudeli della nostra storia). Quello che molti non sanno è che l’Italia chiese aiuto alla Gran Bretagna che, dovutamente, spedì 200 mila truppe alla volta del Belpaese. Truppe che combatterono – e morirono – a migliaia a fianco delle forze italiane durante la Grande Guerra. E questa è la storia che ci racconta War In The Sunshine: The British In Italy 1917-1918 la nuova mostra di una rinnovata Estorick Collection of Modern Italian Art.

Certo, il trasporto di un tale numero di armi, uomini e munizioni attraverso l’Europa e attraverso le Alpi fu un’altra battaglia da cui la Gran Bretagna uscì vittoriosa anche grazie a cinque squadroni del Royal Flying Corps, tra i cui piloti era anche il pittore Sydney Carline (1888-1929).

Made on the wing’: British Scouts leaving their Aerodrome on Patrol, over the Asiago Plateau, Italy, 1918 by Sydney Carline. Photograph: Courtesy Imperial War Museum

Made on the wing’: British Scouts leaving their Aerodrome on Patrol, over the Asiago Plateau, Italy, 1918 by Sydney Carline. Photograph: Courtesy Imperial War Museum

Nato a Londra in una famiglia di artisti (suo cognato è un altro famoso artista di guerra, Stanley Spencer) Carline frequenta la prestigiosa Slade School dove incontra il guru dell’Omega Workshop, Roger Fry. Nel 1916 il pittore decide di partire volontario per la guerra e dopo aver superato con successo l’addestramento come pilota (un periodo in cui morivano almeno 35 allievi piloti al mese) viene spedito in missione in Francia dove viene abbattuto dalla contraerea tedesca. Si salva e riesce a tornare a casa solo poi essere rispedito nuovamente al fronte, questa volta in Italia. Incredibilmente Carline riesce ad unire il suo essere pilota da guerra con l’essere artista, a volte facendo le due cose contemporaneamente – letteralmente. Alcuni dei suo acquerelli, in fatti, sono stati fatti durante voli di ricognizione e con grandissime difficoltà, pilotando l’aereo con le ginocchia mentre cercava di scaldare l’acqua per dipingere con il fiato, visto che l’acqua si ghiacciava a quelle altezze. Tra i suoi ammiratori Carline contava Duncan Grant dell’Omega Wokshop, e Paul Nash, lui stesso artista di guerra e che come Carline alla fine del conflitto si troverà disoccupato.

Italian Infantry and British Troops of 143rd Brigade, 48th Division advancing down the Val d’Assa mountain road, 10 am (1918), William Joseph Brunell. Courtesy: Imperial War Museum

Italian Infantry and British Troops of 143rd Brigade, 48th Division advancing down the Val d’Assa mountain road, 10 am (1918), William Joseph Brunell. Courtesy: Imperial War Museum

Ma c’è un’altra parte della mostra della Estorick, ed è quella raccontata dalle fotografie di Ernest Brooks e William Joseph Brunell. Se entrambi furono fotografi ufficiali di guerra, è tuttavia l’opera di Brunell che a mio avvivo cattura in pieno la stranezza di questa insolita alleanza: un’alleanza odiata da molti italiani i quali credevano che potesse prolungare il conflitto, ma voluta e festeggiata da molti altri che invece si rallegravano del sostegno britannico. E così nelle foto di Brunell troviamo insoliti incontri tra gli Highlanders scozzesi in kilt e i carabinieri di Venezia, tra fanti inglesi e bellezze italiane – incontri esitanti, di tanto in tanto sospetti, ma sempre pieni di curiosità come l’incontro tra queste due nazioni.

Londra//fino al 19Marzo 2017

War in the Sunshine: The British in Italy 1917-1918 @ Estorick Collection, London N1

estorickcollection.com

Annunci

8 pensieri su “La guerra al sole: all’Estorick Collection

  1. Ignoravo totalmente. Sfido a conoscere quanti ne siano a conoscenza. 200.000 uomini! e tutta l’operazione di logistica che ha comportato! Probabilmente, l’episodio è stato cancellato anche dalla seguente retorica fascista e nazionalismo: le canzoncine irridenti: Re Giorgetto d’Inghilterra ecc. – per non parlare di peggio, dei vari slogan: Dio stramaledica gli Inglesi!!!!.
    L’imbellicità umana (e pochezza) è senza limiti di spazio nè di tempo.
    Resta l’interesse del tuo post, svolto come sempre inappuntabile – e quel magnifico dipinto sopra, che mi piace moltissimo.
    Grazie, Paola. Alla prossima!

    Nota: le cose passano, ma i Musei restano 🙂 inoppugnabili! 🙂

    Liked by 2 people

  2. E’ stata una vera scoperta anche per me, non ne avevo idea neppure io. Ma che la propaganda abbia fatto veri e propri disastri che ancora oggi (o almeno ai tempi di quando andavo a scuola io che comunque non e’ poi tantissimo tempo fa…) si ripercuotono sul programma scolastico da seguire me ne sono accorta abitando in un paese come l’Inghilterra dove (almeno fino ad ora) regna ancora la libertà di parola e ho letto interessantissimi libri di storia scritti da storici britannici sulla nostra penisola, tra cui una magnifica biografia di D’Annunzio di Lucy Hughes­Hallett (che ho visto e’ stata tradotta in italiano https://www.ibs.it/gabriele-d-annunzio-uomo-poeta-libro-lucy-hugheshallett/e/9788817067508) da cui ho appreso molti fatti sulla prima guerra mondiale che prima non conoscevo…

    Liked by 1 persona

  3. Penso che al di là degli obnubilamenti tipo brexit, che poi se vogliamo sono proprio effetto di … eccessi di democrazia, penso che tutto sommato esista una tradizione anglosassone forse unica su tutto il pianeta, di obiettività e serenità di analisi. Resta pur sempre il Paese della Magna Charta, pur questa con tutti i suoi limiti, ma comunque apri-pista.
    Alla prossima, Paola! 🙂

    Liked by 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...