La tragedia della Grenfell Tower

Case bianche risplendenti, colonnati palladiani, glicine in fiore, Laborghini e Aston Martin parcheggiate nei vialetti d’accesso. Ma anche case popolari (perlopiu’ grattacieli brutalisti in cemento armato accessibili da due ascensori e una singola scala) costruite tra il dopoguerra e gli Settanta come la Grenfell Tower. Benvenuti nel mondo disfunzionale del Royal Borough di Kensington and Chelsea, dove estrema povertà ed estrema ricchezza vivono l’una accanto all’altra. Ma ci voleva una tragedia come l’incendio che ha distrutto la Grenfell Tower, il grattacielo nella zona di North Kensington completato nel 1974 e distrutto dalle fiamme lo scorso 14 Giugno, per sottolineare nel modo più atroce la disuguaglianza tra ricchi e poveri che caratterizza la Gran Bretagna XXI secolo.

Atrocità come questa non dovrebbero accadere, non nel nostro secolo e non con tutte le nosrme di sicurezza a norma che dovrebbero farci stare al sicuro almeno a casa nostra. Norme di sicurezza che pare a Grenfell siano state completamente ignorate. A partire dai rubinetti incastrati nei soffitti volti ad aprire l’acqua in caso d’incendio, che avrebbero certamente consentito a più persone di scendere in strada e mettersi ala sicuro. O di scale anti incendio accessibili. E non parlariamo poi della scelta del rivestimento esterno della torre. Il fatto è che quelle come la Grenfell Tower sono costruzioni vecchie e brutte, impossibili da migliorare senza raderle al suolo completamte e ricostruirle. Ma tutto cio costa e lo Stato non avendo i soldi per farlo si è limitato ad un’opera di “abbellimento” esteriore  volta a rendere la vista di questa bruttura in cemento armato meno dolorosa agli occhi delicati dei ricchi residenti del Royal Borough. Rivestimento quasi certa,ente colpevole di aver causato la velocita con cui l’incendio si è propagato, avviluppando l’esterno della torre come una torna. Una scena che ricorda in modo agghiacciante le torri gemelle di New York dell’11 Settembre 2001.

Tutta colpa dei Conservatori, i cui tagli hanno portato l’amministrazione di quartiere (sempre Tory) ad optare per un rivestimento esterno normale (un materiale proibito sia in Germania e in USA) invece di quello anti-incendio che sarebbe costato 5,000 sterline in piú. 5000 sterline che avrebbe evitato 30 morti e oltre 70 dispersi. In certe case di Kensington ci sono banchi da cucina che costano di più.

La tragedia di Grenfell non ha fatto altro che evidenziare il problema delle abitazioni nella Gran Bretagna contemporanea. Da quando negli anni Ottanta Margaret Thatcher offrì ai residenti delle case popolari la possibilità di acquistare a prezzi stracciati l’appartamento in cui vivevano e di diventare così landlord, molte di queste case popolari sono state privatizzate e ristrutturate e gli appartamenti venduti o affittati. Da allora il governo non ha mai rispettato la promessa di costruire un numero adeguato di case popolari o quantomeno a buon mercato da rimpiazzare quelle comprate, con il risultato che il mercato delle abitazioni è impazzito. Anche per chi ha la fortuna di posserne una, le case britanniche sono tra le più piccole e costose in Europa. La voragine tra chi una casa ce l’ha e chi non potrà mai permettersela è dolorosamente acuta e negli ultimi anni ha auto un impatto notevole sulla qualità della vita delle persone e sull’economia stessa del Paese. La gente non spende soldi perche’ una volta pagato l’affitto, le bollette e fatto la spesa non resta molto, e di conseguenza l’economia non gira.

Non è una sorpresa: da anni gli stipendi del settore pubblico sono bloccati, l’inflazione è alta e come ha detto Theresa May ad un’infermiera dell’NHS, il settore sanitario britannico, “there is no magic money”, i soldi non appaiono per magia. Ma daltronde come scrive Loretta Napoleoni su Il Fatto Quotidiano, “I ricchi non usano l’Nhs, il sistema sanitario pubblico, non fanno la fila per mesi per fare la chemio, non mandano i figli alla scuola pubblica, a stento usano la metro… I ricchi abitano la Londra del settore privato dove tutto funziona, tutto è sicuro e tutto è costosissimo.” Questo è particolarmente evidente in Kensington, un quartiere famoso per l’alto numeoro di case vuote comprate come investimento da ricchi stranieri e dal momento che la creazione del collegio elettorale nel 1974, dal 1974 nelle mani di un amministrazione conservatrice. Nel 2010 e nel 2015 il candidato conservatore ha vinto con più di 7.000 voti. Fino a due settimane fa, quando le elezioni anticipate indette da Theresa May hanno fatto sì che per la prima volta in assoluto Kensington, la più ricca circoscrizione elettorale del paese, abbia un deputato laburista, Emma Dent Coad che ha battuto la conservatrice Victoria Borwick di soli 20 voti, ma che segnala un cambiamento di opinione dell’11,11%. Ma se tutti conoscono South Kensington, North Kensington il parente povero, tende ad essere ignorato.

“Non è una sorpresa che il Labour abbia vinto….” gongola soddisfatto la mia dolce metà. “I milionari stranieri non votano, i ricconi sono in minoranza e la gente normale che vive qui è furiosa.” E lo è ancora di più dopo l’incendio. Corbyn ha richiesto la requisizione delle case vuote per ospitare le persone rimaste senza casa. Certamente queste sono dotate di un sistema anti-incendio che funziona, al contrario della torre che era priva di rubinetti anti-incendio,  visto che nel 2014 il ministro conservatore Brandon Lewis rifiutò di approvare una legge che li rendesse obbligatori. Ma questa non è una sorpresa. Per anni il Labour party ha cercato di far approvare una serie di leggi che tutelino gli inquilini difendendoli da padroni di casa senza scrupoli. Leggi sempre rifiutate dai conservatori (la maggioranza dei quali sono notoriamente loro stessi landlords) preoccupati dal costo che regolamentazioni avrebbero posto sul mercato delle case. Di fatto quella della Grenfell Tower è una tragedia che poteva essere evitata. Una dimostrazione dell’indifferenza del governo per le vita dei poveri. Un vergogna che certamente costerà molto cara al governo.

Annunci

14 pensieri su “La tragedia della Grenfell Tower

  1. Non ho parole, in quest’articolo hai riassunto perfettamente il grande divario tra classi sociali. Non ho parole neanche per quello che è successo…un palazzo esternamente spettacolare quanto povero di…sicurezza. Mah!!!

    Liked by 1 persona

    • Londra è una città piena di contraddizioni, ma il divario tra ricchi e poveri non è ma stato cosí evidente come adesso. La gente è furiosa e l’umore è in ebollizione. Siamo alla vigilia di una rivoluzione di qualche tipo… 😡

      Liked by 1 persona

  2. Inutile dire che ti ho letto con molto interesse, sempre precisa e circostanziata e mai gratuita. Comunque qui la stampa ha dato molto rilievo all’episodio e alla follia del rivestimento.
    Uno dei miei chiodi fissi è, in ogni caso, la disumanità di queste costruzioni spettacolari. A Milano le voci ufficiali decantano i recenti grattacieli, sono di moda le “archistar”, che già la parola mi fa incazzare nero. Star: mi va bene fin che si tratta di ballerine che mostrano le tette (che apprezzo eccome!), ma non fuori e giù da un palcoscenico.
    Ma come si può sentire un essere umano, iscatolato a un trentesimo piano! Dov’ è il quartiere? Il bar sottocasa per le quattro chiacchiere o la vicina di pianerottolo con la quale ci si aiuta reciprocamente a facilitare il quotidiano?
    La gara all’altezza lasciamola alle montagne, per il resto è contro natura, contro il nostro essere da sempre, e lì a Londra il guaio si è manifestato in un certo modo, altrove succederà in un altro, ma è il concetto alla base sbagliato. L’essere umano non è altezza dell’altezza!

    Liked by 1 persona

    • Anch’io non sono una grande amante dei grattacieli, mi mettono ansia. Il Principe Carlo e’ sempre stato molto attivo nel cercare di contenere la costruzione di troppi grattacieli a Londra, ma con sempre meno successo. In fondo lui riveste solo un ruolo di rappresentanza e non ha potere effettivo. Ragion per cui negli ultimi dieci anni i grattacieli sono spuntati come funghi nel cielo di Londra, specialmente lungo il Tamigi, nella City o nell’East End della città. Ma questi sono firmati dalla cosiddette “archistar” Renzo Piano, Richard Rogers, Norman Forster e non potrebbero essere più diversi da casermoni come la Grenfell Tower. Li scommetto che i sistemi di sicurezza sono tutti a norma, così come gli allarmi e le scale antincendio e i rubinetti nei soffitti… 😦
      Questo vecchio articolo del Corriere e’ illuminante… http://www.corriere.it/esteri/08_febbraio_02/londra_carlo_grattacieli_25308102-d159-11dc-af66-0003ba99c667.shtml

      Mi piace

  3. Ah li da vergognarsi avrà il governo e tutti i piccoli proprietari che locavano quei buchi. Personalmente mi auguro che ognuno di loro possa avere a vita tutte queste persone sulla coscienza e soprattutto che habbia i rimorsi a vita…. ma sono cose che non accadranno mai… così come a new york se ne sono dimenticati tutti -.-

    Mi piace

  4. Purtroppo non credo più nelle capacità della politica di trovare soluzioni, indirizzare le scelte del futuro, e quindi men che meno nelle differenze fra destra e sinistra. In generale, ovunque in Europa, fatte salve piccole eccezioni, casi singoli, situazioni particolari. Per il resto, ovunque regna il delirio di problemi da risolvere, le urla di quelli che sarebbero più capaci ma che non governano, e che quando invece governano dimostrano le stesse inettitudini. Non ci sono più isole felici, ci sono solo grandi problemi comuni che conivolgono il vecchio continente (ed egoisticamente mi limito a questo) ma che non siamo disposti a risolvere tutti assieme ed urgentemente. Spero vivamente in quel “verrà un giorno”.

    Liked by 1 persona

    • Lo speriamo tutti Gianni, altrimenti che senso ha continuare a vivere?? Ma e’ vero, non ci sono più isole felici. Con tutti I suoi difetti la Gran Bretagna (e Londra in particolare) lo e’ stata un isola felice. Poi il giocattolo si e’ rotto e e adesso e’ solo un’isola, ma non più così felice… :/

      Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...