Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Nella sua vita Michail Afanas’evič Bulgakov (1891-1940) è riuscito ad essere allo stesso tempo dentro e (pericolosamente) fuori dagli schemi, considerato il periodo storico in cui si è trovato a vivere…

Laureatosi in medicina nel 1916 all’Università di Kiev, Bulgakov viene inviato a Nikol’skoe nel governatorato di Smolensk, come dirigente medico dell’ospedale del circondariato prima di fare ritorno a Kiev nel 1918, dove apre uno studio medico di dermatosifilopatologia. A Kiev Bulgakov afferma di aver assistito a diversi capovolgimenti politici, molti dei quali lo coinvolgono in prima persona. Non a caso è in questo periodo che decide di abbandonare la medicina, visto come pubblico ufficiale era troppo soggetto al potere politico.

La Russia di Iosif Vissarionovič Džugašvili detto Stalin (1878-1953) infatti non era un luogo facile per nessuno, meno che meno  per artisti e scrittori. Bulgakov si trova pertanto intrappolato in una nazione che riesce al tempo stesso ad affascinarlo e a sconvolgerlo dopo la Guerra Civile. Che mentre la sua famiglia abbandona la Russia per rifugiarsi in Europa, il nostro finisce i suoi giorni nella terra dei suoi avi, dove non si preoccupa di celare la sua offesa per le ruberie e la barbarie del nuovo regime.

Collerico di natura, lo scrittore si rifiuta di moderare le sue frequenti parodie del brutale regime bolscevico, cosa che lo vede abitare in modo pressoché perpetuo la lista nera di Stalin. Ma se questo significava che non poteva vivere della sua penna – una condizione peraltro comune a molti altri scrittori del periodo (la poetessa Anna Akhmatova e lo scrittore Boris Pasternak salgono alla mente), bisogna dire che a differenza di altri artisti e letterati contemporaneai, l’avere ammiratori ai piani alti del regime ha salvato Bulgakov dal gulag se non dalla condanna a morte. E a salvarlo dal suo destino fu proprio il più improbabile dei personaggi, Stalin. Pare infatti che nel 1932 il Leader dello stato bolscevico abbia fatto annullare la censura su uno dei drammi di Bulgakov, I giorni dei Turbin, tratto dal romanzo La guardia bianca del 1924, semplicemente perchè gli piaceva. E pare che gli fosse piaciuto così tanto da vederlo una quindicina di volte, spesso in incognito.

Ma il fatto che Stalin fosse un ammiratore della sua opera, non significò che Bulgakov fosse libero di scrivere quello che voleva, al contrario. Che lungi da dargli mano libera, il suo baffuto patrono si preoccupò di censurare virtualmente tutto ciò che lo scrittore produceva. Forse fu proprio questo strano altalenarsi tra libertà e censura e il vivere in una situazione di continua incertezza che diede a Bulgakov la spinta necessaria per scrivere il suo capolavoro, Il Maestro e Margherita (non vi sto a raccontare la trama che trovate qui)…

Il ragionamento di Bulgakov non fa una piega: visto che praticamente tutte le sue opere erano censurate, una più non avrebbe fatto nessuna differenza. Ma a differenza di altri scrittori del periodo, Bulgakov sapeva che l’avere Stalin tra i suoi lettori significava che almeno non sarebbe stato ucciso e questa non era una cosa da poco nel pieno del Grande Terrore e basta a dargli coraggio. Ma cosa ne sarebbe stato del suo romanzo Bulgakov non lo seppe mai, visto che morì nel 1940 a quasi 49 anni, per una nefrosclerosi, la stessa malattia di cui era morto anche il padre, mentre stava apportando gli ultimi ritocchi al capolavoro che lo aveva impegnato per gli ultimi dieci anni della sua vita.

Naturalmente il romanzo non passò la censura. Fu solo nel 1967 che Il Maestro e Margherita filtrò in Europa, sebbene pesantemente censurato. Ma a quanto pare aveva mantenuto abbastanza verve da ispirare Mick Jagger a scrivere la canzone Simpathy for the Devil. Uh

Come sempre accade con la grande letterature, il romanzo si presta a numerose letture: ilare presa in giro, profonda allegoria filosofica, caustica satira politica e sociale sulla società sovietica e sulla sua immancabile burocrazia. A voi l’ardua sentenza. Io personalmente mi chiedo solo come mai non l’ho letto prima…

2018 ©Paola Cacciari

Annunci

3 pensieri riguardo “Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.