Un gentiluomo a Mosca (A Gentleman in Moscow) di Amor Towles

Quest’anno ho letto molti libri belli. E questo di Amor Towles è certamente tra uno tra i piu’ belli. Che Un Gentiluomo a Mosca riesce ad essere allo stesso tempo un libro profondo e delicato, tragico e ironico, leggero e impeccabile, pur restando sempre attentissimo ai fatti storici di un periodo crudele e complesso come la Russia di Stalin.

Russia, Hotel Metropol in Moscow, view from the Bolshoi Theater

Una scrittura scintillante, ma controllata e permeata di una costante e gentile ironia da’ vita ad una serie di personaggi indimenticabili che va da aristocratici e cucitrici a chefs irascibili, stelle del cinema, artisti e intellettuali disillusi, managers frustrati e maître de salle di squista sensibilità. Dal lusso del Grand Hotel Metropol, in Piazza del Teatro a Mosca, a pochi passi dal famoso Bolshoi, dove è esiliato agli arresti domicigliari dal 1922, il Conte Alexander Rostov guarda per oltre trent’anni il dipanarsi della storia della Russia moderna. Bandito e dimenticato, relegato dopo la Rivoluzione al ruolo di ex-aristocratico il  Conte vede il mondo in cui è nato e cresciuto svanire sotto i propri occhi. Ma la prigione dorata in cui è stato rinchiuso a pochi passi dal Cremlino, finisce per proteggerlo dalle brutalità del regime di Stalin, dalle carestie di massa e dalle purghe, e persino dalla Seconda Guerra Mondiale.

Un libro che ha avuto su di me lo stesso effetto di Pane e Tulipani: una ventata di speranza in un mondo sempre piu’ brutale. Da lkeggere nei momenti di depressione. 🙂

2018 ©Paola Cacciari

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9 pensieri riguardo “Un gentiluomo a Mosca (A Gentleman in Moscow) di Amor Towles

  1. Capisco che possa essere interessante, perchè lo spunto alla base è già di per se stesso inedito e consente una carrellata su un periodo altrimenti dimenticato o quanto meno accantonato che, peraltro, dovrebbe essere di lezione per il presente. Purtroppo, il conoscere e sforzarsi di sapere appartiene sempre a pochi e invece chi ha il potere lo consegue proprio per la sua profonda ignoranza, che è grazie alla quale -ahimè – che riesce a comunicare e a conquistare gli ignoranti. La democrazia è la più bella delle conquiste se non fosse che spesso si riduce a trionfo dei più beceri (Brexit, Trump, ed evito di parlare dell’Italia per amor di patria).

    Piace a 3 people

    1. E’ un periodo molto inquietante questo in cui stiamo vivendo Guido, spero ci sia un po’ di luce alla fine del tunnel. Nel frattempo ci si accontanta di un bel libro per ritrovare un po’ di speranza nel futuro… Un abbraccio! 🙂

      Piace a 2 people

  2. Sai, per uno che ha 70 anni da poco compiuti come me non vedo più le cose in termini di crisi, buio e lumicino in fondo. Si apprezza la vita in tutte le sue forme. Mi piacciono i giovani e i bambini, dò da mangiare agli uccellini sul mio terrazzo (chi mai sognava di fare queste cose solo 10 anni fa?), un po’ come il replicante biondo e killer di Blade Runner che, prima di morire, accarezza la colomba e salva la vita al protagonista, cacciatore di replicanti.

    Da questa prospettiva, un libro del genere mi interessa molto. Perché, pur nella tragedia dello stalinismo, c’è vita, vita bella.

    Avendo lavorato un anno in Russia, la cosa mi intriga ancor di più. Si vedrà.
    Bellissima recensione.
    Giovanni

    Piace a 1 persona

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