I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch

Non sono molto per il fantasy, io. Che a parte Neil Gaiman fatico con il supernaturale e con la mancanza di fatti concreti. Ma una cosa che mi ha sempre affascinata della storia di Londra sono i suoi fiumi sotterranei, gli affluenti del Tamigi nascosti nel tessuto della metropoli durante la sua espansione e dimenticati e questo Rivers of London (tradotto per una volta il modo letterale che suppongo il titolo stesso non lasciasse molto spazio alla fantasia…) mi ha preso talmente tanto che l’ho letto in due giorni. .

Il suo autore, Ben Aaronovitch è nato a Londra nel 1964 e ha avuto il tipo di infanzia noiosa e routinaria che spinge un uomo a bere o a scrivere fantascienza. E lui si è buttato sulla seconda, scrivendo la sceneggiatura per alcuni episodi di Doctor Who prodotti dalla BBC alla fine dgli anni 1980 (non guardo Doctor Who, ma so che molti lo fanno e si divertono pure tanto).

Il protagonista Peter Grant, è un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra. Le sue due maggiori preoccupazioni sono evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un’inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l’attenzione dell’enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l’ultimo mago d’Inghilterra, capo di un’unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l’ordine nel caos che domina Londra. (grazie ibs.it 🙂 )

E se sembra una storia assurda, non dimentichiamo che questa è la Gran Bretagna, la nazione che ha dato i natali a J.R.R. Tolkien, Neil Gaiman, Terry Pratchet e J.K. Rowling. E questo libro si ispira a tutti loro, un “urban fantasy” ironico e divertente nella piu’ tipica tradizione britannica, un misto di Buona Apocalisse a Tutti (The Good Omen) e Nessun Dove (Neverwhere) di Gaimam, del mondo magico di Tolkien e della Rowling di Harry Potter. Mondo magico sì, ma sempre estremamente realistico – tanto che io mi sono ritrovato a leggerlo con la London A-Z, la completa mappa di Londra, aperta sulle ginocchia. Aspetto con ansia di leggere il resto della serie… 🙂

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6 pensieri riguardo “I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch

  1. Ho passato il post a Ebby, che se la veda lui con quella Mrs Garrick che si perde in mille… rivoli e (My God!) nel phantasy.
    Questa poi! Che già Tolkien, comprato e annusato, è stato riposto, affidato alla polvere di un angolo di cui perdere memoria.
    Nota: con la Brexit non è che gli Inglesi stiano mostrando molto humour, noi in questo momento (modestamente) riusciamo ad essere molto ma molto più divertenti. La tradizione della migliore Commedia dell’Arte ci riemerge gloriosa.

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    1. Caro Guido, non parlarmi della Brexit che mi deprimo! :/ Pero’ devo dire che Tolkien, JK Rowiling e Neil Gaiman piacciono molto anche a Mrs Garrick, che pero’ continua ad amare il giallo sopra ogni cosa… L’esimio Sig. Ebby puo’ stare tranquillo! 🙂

      Piace a 1 persona

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