I diari del COVID-19 #1

Tutti giovedì alle 8 pm qui in Gran Bretagna c’è un iniziativa che si chiama ‘clap for our carers‘ che invita le persone ad uscire sui balconi, alle finestre o sulla porta e ad applaudire il personale sanitario. È un iniziativa che è stata adottata con entusiasmo dalla gente, grata per lo sforzo sovrumano di medici, infermieri e volontari durante la pandemia, ma che è presto diventatata una sorta di modo per socializzare a distanza, un po’ come le canzoni cantate dalle finestre in Italia. Ma l’altro giorno un medico di uno degli ospedali di Londra è sbottato, e si è sfogato scrivendo un post infuriato sul suo profilo Facebook in cui diceva di smetterla con quest’ipocrisia e che, invece di applaudire, le persone (o almeno certe persone) farebbero meglio a obbedire alle regole e restare a casa, mantene le distanze e smetterla di fare i furbi, per poi prendersela, giustamente, con il Governo dei Conservatori che per anni ha tagliato fondi alla sanità…

Che è inutile reiterare che la risposta del Governo di Boris Johnson alla pandemia è stata pateticamente inadeguata. Tutti presi com’erano da Brexit, i Tories hanno completamente ignorato quanto stava accadendo in Cina prima, e in Europa poi. Come se una volta lasciata l’Unione Europea, il Coronavirus avesse avuto bisogno del passaporto per oltrepassare la Manica e approdare sulle coste britanniche… 😒

Ed ora paghiamo le conseguenze di tanto ritardo, con oltre 15,000 morti accertate – e con questo dico solo le persone morte in ospedale, senza quelle avvenute a casa o nelle case di riposo. Il modo il cui l’emergenza è stata gestita è stata vergognosa, con frasi darwiniane che ricordano la selezione naturale (“immunità di gregge”), o stoiche di sapore churchilliano (“perderemo molti dei nostri cari”) senza pensare che lo stoicismo che contraddistingueva l’Inghilterra di Winston Churchill, quella che ha combattuto i tedeschi e ha ricostruito la Gran Bretagna del dopo guerra, è morta e sepolta, uccisa negli anni Ottanta dall’individualismo propugnato da Margaret Thatcher.

In Febbraio, la ministra Priti Patel, Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito, aveva introdotto nuove misure per ridurre il livello di immigrazione, abbassando la soglia minima di stipendio necessaria per entrare in UK a a £ 25.600, e richiedendo un diploma di scuola superiore o qualifica equivalente e affermando che, “in linea con la fine della libera circolazione, non ci sarà alcuna via di immigrazione per i lavoratori meno qualificati”

E senza pensare, aggiungo io, che questa cifra è a malapena dignitosa per una città come Londra, e che proprio infermiere, medici alle prime armi, inservienti, badanti, lavoratori agricoli, commessi, personale delle pulizie, fattorini, netturbini (etc etc) e che sono spesso immigrati, rientrano tra le categorie al di sotto delle 25, 600 sterline necessarie. In pratica, sono proprio questi “lavoratori meno qualificati” che per anni sono stati praticamente ridotti alla fame dall’austerity imposta dai Tories, che in questo momento di emergenza stanno mandando avanti la baracca, facendo sì che la gente non muoia di fame e che la città non sia invase dai topi.

Vorrei sperare che questo Governo del cavolo abbia imparato la lezione e che la realtà post COVID-19 sarà una più giusta, basata sul rispetto e sull’ugualianza. Ci spero, ma non ci credo. Sono cinica? 🤔

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