I diari del COVID-19 #2

Ho fatto la mia passeggiata quotidiana per le stradine fiorite del quartiere, ammirando avidamente le case bianche, il cielo blu e gli alberi in fiore. Ho patto il pieno di odori e di colori. Non aiuta il fatto che nell’ultimo mese, in perfetto stile Murphys Law, il tempo sia stato glorioso. La mia ora d’aria, ma almeno qui, sebbene con molte restrizioni, ci è ancora permesso uscire. Mi manca il non poter uscire liberamente, andare al parco e sedermi sull’erba profumata a leggere un libro o a fare il cruciverba. Mi manca il Museo, e mi mancano i miei colleghi-amici – la mia stana famiglia lavorativa. Chi l’avrebbe mai detto che nel giro di poche settimane le nostre viste sarebbero state messe sottosopra in questo modo? La mia vita e le mie circostanze si sono drammaticamente ristrette, ma mi sento fortunata che io almeno, ho ancora delle “circostanze” mentre altri non hanno questo lusso.

Qui medici e infermieri mancano di protezioni appropriate e stanno morendo come mosche infettati dal COVID, per colpa di un Governo stupido che non ha ordinato abbastanza equipaggiamento quando avrebbe dovuto farlo, ed ora è tardi. Così come gli anziani, che stanno morendo in massa nelle case di riposo, uccisi dalla negligenza e dal disinteresse delle politiche economiche di un Governo che ha vergognosamente ignorato proprio i più deboli e vulnerabili all’infezione.

Boris Johnson, in convalescenza nella sua residenza di campagna dopo essere stato salvato proprio dal COVID (avendo provato sulla sua stessa pelle che forse l’immunità di gregge non era una buona idea…) ha detto che il personale sanitario gli ha salvato la vita. Vero.
Mi chiedo se questa è stata la sua “Damasco”, l’occasione che ha fatto aprire a lui e a quelli come lui, ricchi privilegiati, gli occhi sulla realtà del popolino e vedere la luce. Che gli ha fatto capire insomma che la situazione non può andare avanti così. Ma non ci credo, davvero non ci riesco. Boris Jonson

2020 ©Paola Cacciari

6 thoughts on “I diari del COVID-19 #2

  1. Anche qui (ma penso che tu sia aggiornata) personale sanitario e anziani (case di riposo) sono stati vittime (una strage) a causa di mancati tempestivi interventi. Anche qui il sistema sanitario a forza di tagli si è rivelato insufficiente. Unica e non poca differenza che il nostro governo non aveva alla testa un mentecatto (complimenti agli elettori inglesi) quale Boris Johnson per cui mentre BJ faceva proclami fuori di testa, da noi si interveniva. Con questo, anche qui le pecche ci sono state e ci sono e ci saranno a causa della classe dirigente in generale e dei quadri, le cui nomine sono per lo più per appartenenza politica e non per merito.
    D’altronde tra Bolsonaro, Trump, Putin, Erdogan e a cominciare dalla Cina, origine del tutto, non vedo benemeriti innocenti.

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  2. Davvero tutto il mondo è paese, sebbene con alcune differenze. Ci accomunano sicuramente lo smarrimento e la consapevolezza della nostra fragilità. Un saluto da Bologna, dove splende un sole che ci allieta e ci tormenta allo stesso tempo…

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