Monuments Men di Robert M. Edsel e Bret Witter

Li chiamavano ‘Monuments Men’, ma il nome intero della task-force militare organizzata dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale era Monuments, Fine Arts, and Archives (MFAA, letteralmente “Monumenti, Belle Arti e Archivi”). Il loro ruolo? Proteggere i beni culturali e le opere d’arte nelle zone di guerra.

Nel film George Clooney (sotto in versione Clark Gable) interpreta il curatore Frank Stokes che, insieme ad un gruppo di uomini come lui di mezza eta’,  come l’architetto Richard Campbell (Bill Murray), lo scultore Walter Garfield (John Goodman), James Granger (Matt Damon) e Preston Savitz (Bob Balaban).

I nomi sono inventati, ma i personaggi su cui sono basati su persone reali: Frank Stokes è modellato su George Stout; Campbell su Robert K. Posey; Garfield su Walker Hancock; Granger su James Rorimer e Savitz su Lincoln Kirstein che, una volta tornato dalla guerra, andra a fondare insieme a George Balanchine, il New York City Ballet. Il diciottenne soldato Sam Epstein (Dimitri Leonidas), è basato su Harry Ettlinger, ebreo tedesco fuggito in America prima dell’inizio della guerra e naturalizzato americano giusto in tempo per essere arrualato nell’esercito e partire alla volta dell’Europa.

Un esiguo plotone di topi di biblioteca, professori universitari, curatori, storici dell’arte, direttori di musei, il gruppo originale degli ufficiali MFAA era composto da 11 uomini, sette americani (tra cui i suddetti Hancock, Posey, Rorimer e Stout e quattro inglesi, tra cui l’accademico Ronald Balfour, ucciso insieme a quattro civili tedeschi, mentre stava evacuando opere d’arte da una chiesa danneggiata a Clèves, in Germania. Isolati, con poca disponibilità di uomini e mezzi, erano partiti volontari con lo scopo di salvare i capolavori dell’arte, limitare i danni dovuti ai combattimenti, e localizzare i beni trafugati dalle truppe di Adolf Hitler per il suo Il Führermuseum, il grande Museo progettato da Hitler stesso a Linz, la città della sua gioventù e destinato ad essere uno dei più grandi musei europei.

Aiutati da collaboratori determinati – come la storica ed esperta d’arte Rose Valland (nel film interpretata da Cate Blanchett), sorvegliante del Museo Jeu de Paume al tempo dell’occupazione tedesca della Francia, quando le truppe naziste iniziarono il sistematico saccheggio di opere d’arte da musei e collezioni d’arte private in tutto il Paese e il Jeu de Paume divenne il luogo di deposito centrale e smistamento dei capolavori in attesa destinati alla Germania. Tendendo segreto il fatto che capiva il tedesco, Rose Valland per anni riuscì a documentare in segreto e a rischio della propria vita le opere d’arte passate dal Jeu de Paume, molte delle quali provenienti non solo ai musei, ma rubate alle famiglie ebree deportate nei campi di sterminio.

London, 2020 ©Paola Cacciari
London, 2020 ©Paola Cacciari

In realtà il numero dei partecipanti al programma era molto più alto e comprendeva 345 civili, professionisti dell’arte, provenienti da 13 nazioni diverse uniti sul campo sotto il ramo operativo del Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force (Quartier generale Supremo delle Forze di Spedizione Alleate) comandato dal Generale Dwight Eisenhower.

La MFAA operò dal 1943 al 1951, riuscendo a recuperare circa 5 milioni di opere d’arte – tra dipinti, sculture e opere d’arte varie, circa 4 milioni dei quali erano stati rubati. Tra le opere recuperate,  il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck, la Madonna di Bruges di Michelangelo e il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt.

Il tutto raccontato in Monuments men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia di Robert M. Edsel e Bret Witter, edito da Sperling & Kupfer.

2020 ©Paola Cacciari

 

4 thoughts on “Monuments Men di Robert M. Edsel e Bret Witter

    1. Io l’ho visto di recente su YouTube, dopo aver letto il libro e anche a me e’ piaciuto molto, soprattutto per la storia che racconta. Se ti capita leggi il libro: offre una panoramica molto piu’ ampia e dettagliata e altrettanto emozionante! 🙂

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  1. Quella di quel periodo era una grande America, lungimirante, e che è stata decisiva per il nostro seguente cosiddetto “miracolo economico”. Ho amato molto gli USA, ricordo bene gli ambiti pacchi UNRA, le navi Liberty col grano a sfamarci (sic!!!). Le generazioni a seguire sono cresciute ignorando. Ai nostalgici odierni andrebbe insegnata la Storia, la distruzione e il suicidio a cui ci aveva condotto la grande Italia agli Italiani, la retorica di quegli idoli che oggi si vuole rispolverare.
    Fa male avere toccato e vissuto il disastro e vedere a distanza di un paio di generazioni che verso quel disastro daccapo si va a marciare. Altro che Coronavirus! Contro l’ignoranza, la follia e la malafede non c’è vaccino.

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    1. Come sempre caro Guido, non posso che darti ragione. 😦 Il risorgere populismo di estrema destra e il sentire certi discorsi fatti da ragazzini appena adolescenti che non hanno assolutamente idea di cosa l’estrema destra abbia significato perl’Europa mi mette una gran tristezza…

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