Viaggi, glamour e pallottole: la vita di una hostess della Pan Am

Una delle scoperte fatte durante i mesi del lockdown è stata una serie televisiva americana del 2011 chiamata Pan Am e incentrata, come il titolo suggerisce, sulle vicende di due piloti e quattro assistenti di volo della suddetti compagnia aerea nel 1963 e trasmessa per la prima volta in Italia su Cielo nel 2012. E anche se ringrazio le compagnie a basso costo per avermi permesso di vivere in Inghilterra e tornare regolarmente in Italia, devo dire che mi è venuta una certa nostalgia per i tempi passati in cui viaggiare era un lusso (che io probabilmente non avrei potuto permettermi se non occasionalmente) celebrato con champagne e collane di perle.

Diciamocelo: anche prima della pandemia, era difficile trovare nei viaggi aerei internazionali anche una piccola traccia del romanticismo dei tempi passati. Per quanto le compagnie aeree a basso costo abbiano reso volare nel XXI secolo veloce e accessibile, è difficile non pensare ad un volo Ryanair come ad un’esperienza da dimenticare (anche se devo ammettere che dopo tante restrizioni nel viaggiare, sarei pronta anche ad affrontare anche la miseria di un volo con loro…). Certo era molto diverso in passato, non tutti potevano permettersi un biglietto areo e viaggiare era molto speciale. Quindi un nuovo libro che guarda al culmine dell’era del jet offre più di un delizioso sapore di evasione.

The cast of the TV serie Pan Am

Concentrandosi principalmente sulla metà degli anni Sessanta, Come Fly the Wold: The Jet-Age Story of the Women of Pan Am ricorda un’epoca in cui il viaggio aereo era sinonimo di lusso e glamour, non solo per i passeggeri ma anche per le donne assunte per assisterli. Con il mondo occidentale in piena rivoluzione culturale, la modernità e il lusso sono rappresentati dal trasporto aereo, e la Pan American World Airways è leader nel settore. I piloti hanno lo status di rockstar, mentre le hostess (come si chiamavano le assistenti di volo prima che il nome venisse modernizzato in quello attuale), sono donne giovani, raffinate e intelligenti e molto, molto invidiate.

L’autrice, Julia Cooke è figlia di una dirigente della Pan Am, costruisce Come Fly the World attorno alle interviste con cinque donne: Clare, Karen, Lynne, Hazel e Tori; quattro bianche, una di colore; quattro americane, una norvegese. Se per alcune lavorare come hostess della Pan Am è stato il sogno di sempre, per altre, è stato il piano di riserva quando hanno realizzato che il loro sogno di una carriera in biologia o nel servizio diplomatico sarebbe restato, appunto, un sogno per via del loro essere donne. Per tutte loro, lavorare per la Pan Am è stato una svolta nella vita. Che queste ultime vivono infatti la rara opportunità di viaggiare fuori del Paese, qualcosa che, in un’epoca ancora pre-femminista, la maggior parte delle ragazze può solo sognare.

Agli albori dei voli commerciali, infatti, gli assistenti di volo erano esclusivamente uomini, ma negli anni Cinquanta la crescente concorrenza tra i vettori spinge le singole compagnie aeree a promuovere la propria unicità, il massimo livello di lusso e di servizio. All’epoca Pan Am era l’unica compagnia aerea americana a volare esclusivamente su rotte internazionali e aveva una particolare reputazione di raffinatezza, ed eccellenza da mantenere. E, visto che la clientela di allora era composta prevalentemente da uomini, il personale di volo femminile diventa per la compagnia americana un particolare punto di forza.

La strategia di reclutamento della Pan Am è accattivante, mirata ad attrarre donne irrequiete e ambiziose nei propri ranghi. “Come puoi cambiare un mondo che non hai mai visto?” sfidava un annuncio di lavoro. Ciò che la compagnia prometteva alle loro hostess erano una libertà di vita e di movimento ed un’indipendenza economica sconosciute alle donne dell’epoca. Basti pensare nel corso degli anni Sessanta, il 10% delle hostess della Pan Am possedeva una laurea o una qualifica superiore (un numero straordinario in un periodo in cui solo il 6-8% del totale delle donne americane finiva il college o l’Università, preferendo il matrimonio e la famiglia come racconta Betty Friedan nel suo straordinario La mistica della femminilità), anche se l’aspetto fisico era decisamente fondamentale e si poteva essere scartate per avere la testa troppo piccola o aver applicato troppo make up.

Una volta insediata in un lavoro a tempo pieno, una hostess della Pan Am, ha improvvisamente accesso a una serie infinita di nuove esperienze che vanno dal fare shopping a Parigi, all’eludere il KGB a Mosca, o a calmare una cabina piena di passeggeri mentre uomini armati del Ghana rapiscono ministri guineani da un volo ad Accra.

Ma questo inebriante stile di vita aveva un prezzo che poche sarebbero disposte a pagare al giorno d’oggi. Oltre alle lezioni sulla storia dell’aviazione e sulle procedure di emergenza, i manuali di formazione per le aspiranti assistenti di volo contenevano istruzioni sul come selezionare la tonalità di ombretto più appropriata al colore degli occhi e a quello della pelle, sul come come preparare il pollo al curry malese o un cocktail, oltre che suggerimenti pratico-filosofici come quello di non impiegare non perdere tempo in cose inutili come vestirsi, cambiarsi d’abito, fare e dispare le valigie, ma di risparmiare le proprie energie per persone, luoghi e idee. Inoltre le ragazze erano pesate mensilmente e dovevano richiedere l’approvazione del manager se volevano cambiare pettinatura. Il matrimonio o la gravidanza poi, significavano la fine alla carriera, ragion per cui le donne che avevano fatto una di queste scelte cercavano di nasconderle il più a lungo possibile. E’ solo con l’avvento della nuova decade, gli anni Settanta, che le donne impiegate dalle varie compagnie aeree iniziano a presentare reclami alla Commissione per le Pari Opportunità di Lavoro e a vincere le loro cause. Anche se, sia ben chiaro, queste vittorie sono arrivate lentamente.

L’Association of Flight Attendants, il più grande sindacato mondiale di assistenti di volo, ha rilasciato una dichiarazione dopo il lancio della serie, dicendo che questa ricorda i progressi compiuti dalle hostess a partire dalle ingiustizie sociali dell’epoca: 

l primo episodio di Pan Am può essere una fuga nostalgica ai giorni precedenti la deregolamentazione, ma ha anche evidenziato la miriade di ingiustizie sociali superate dalle donne forti che hanno dato forma a un nuovo lavoro. Controlli del peso, dei corsetti, la regola del nubilato, il sessismo, la discriminazione razziale… tutto questo è stato cambiato da donne intelligenti e visionarie che hanno aiutato a far partire le richieste di cambiamento in tutto il paese e in tutto il mondo. Come membri dei sindacati, gli assistenti di volo membri degli equipaggi della Pan American World Airways e delle altre compagnie aeree negli anni 60, hanno fortificato le loro voci per spingere le direzioni delle compagnie e la politica a garantire l’uguaglianza dei diritti, il riconoscimento del loro lavoro, e migliori standard sanitari e di sicurezza nell’aviazione di cui hanno beneficiato i viaggiatori. Negoziare salari migliori, periodi di riposo, assistenza sanitaria e benefici pensionistici hanno fatto sì che le abili hostess ponessero dei nuovi standard per fornire opportunità migliori a tutti gli uomini e a tutte le donne

 Association of Flight Attendants-CWA

Sebbene abbiano fatto molto per i diritti delle donne, tuttavia questa non è l’unica storia delle Pan Am. Alcuni tra i capitoli più sorprendenti della compagnia riguardano infatti il ruolo della Pan Am durante la guerra del Vietnam, quando si offrì di fare volare per il Governo americano le truppe da Saigon attraverso l’Asia per rilassarsi a cifre scontatissime. Le hostess di bordo diventa improvvisamente infermiere, madri e psicologhe dei soldati feriti e traumatizzati, perlopiù giovani ancora pressoché adolescenti, testimoni di eventi in aperto contrasto con la retorica del governo degli Stati Uniti sul Vietnam. Alla fine della guerra, furono queste donne ad essere responsabili del trasporto di centinaia di bambini fuori dal paese durante la controversa Operazione Babylift.

La loro era molto più di una visione in prima fila della storia. “Il mondo sta aspettando”, avevano promesso gli annunci di ricerca della Pan Am. “Vedi le cose, fai le cose, impara le cose”. E così hanno fatto. Dopotutto, era quello per cui si erano iscritte.

2022 ©Paola Cacciari

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