La guerra dell’arte: in briciole la casa Tchaikovsky, distrutta dall’esercito russo

La guerra è orribile, su questo non ci piove. Ogni giorno leggo le news con rinnovato orrore e come tutti non riesco a credere che tutto questo accada in Europa, in pieno XXI secolo. Ma come spesso accade nelle guerre, oltre ai civili la guerra colpisce anche anche un altro aspetto di una nazione, il patrimonio culturale.

E’ un argomento che mi sta molto a cuore, di cui mi ero già occupata in passato con questo post Quando il Patrimonio Culturale è sotto assedio. Mai avrei pensato di doverci ritornare sopra così presto. Il patrimonio culturale di una nazione rappresenta l’identità di una nazione, di un popolo, ma è patrimonio comune dell l’umanità e troppo spesso è divenuto parte integrante delle guerre – un altro modo per distruggere e conquistare una società cancellandone la memoria. Esattamente come sta succedendo in Ucraina incutesti giorni con il bombardamento di Leopoli, protetta dall’Unesco.

L’ultima vittima della barbarie è stata la casa nel nord-est dell’Ucraina in cui il ventiquattrenne Pyotr Ilyich Tchaikovsky ha composto l’ouverture La Tempesta, distrutta ridotta in macerie dallo stesso esercito russo. Nel 1864, quando ci si trova Tchaikovsky, la cittadina di Trostinets, vicino a Kharkov era parte dell’Impero russo. Il giovane compositore era ospite della tenuta di famiglia del principe Aleksey Vasilievich Golitsyn e scrisse l’ouverture come esercizio durante questa sua vacanza. Esercizio, appunto. Non lo considerandolo degno di pubblicazione, non fu mai eseguito durante la sua vita. La prima, fu eseguita postuma a San Pietroburgo il 7 marzo 1896, diretta da Alexander Glazunov.

Tchaikovsky stayed in Trostyanets in his 20s; the city is now destroyed. Picture: Getty

Ma la villa, come d’altronde il resto di Trostyanets, è ora ridotta ad un cumulo di rovine in seguito alla presa della città il 1 marzo 2022 da parte delle truppe russe. Dopo un mese di occupazione e combattimenti tra le forze russe e ucraine per riprenderne il controllo, della città non è rimasto che un cumulo di rovine – spesso marcate con la lettera “Z” verniciata o scritta con il gesso, la stessa che appare su carri armati, mezzi blindati e camion militari russi che hanno invaso l’Ucraina, e divenuto il simbolo dei nazionalisti e della propaganda russi.

L’articolo intero su Classic FM

2022 © Paola Cacciari

11 thoughts on “La guerra dell’arte: in briciole la casa Tchaikovsky, distrutta dall’esercito russo

      1. Beh su questo tema c’è da dire: la lezione di Paolo Nori sullo scrittore russoo il concorso europeo sugli alberi: non hanno ammesso una quercia russa mi pare di 150 anni.

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  1. Il mio commento sarebbe tanto ovvio che… dico solo che fino a pochi giorni fa pensavo all’equazione Hitler-Putin ma adesso incomincio anche a dubitare della sua soldataglia, ho il dubbio che sia peggiore addirittura delle SS e anche della Wermacht, il che è il massimo.

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    1. Tutto questo mi fa orrore Guido 😔 ancora di più perchè per colpa di Putin, il popolo russo, quello che non vuole la guerra, che protesta e che si oppone a questa barbarie, dovrà vivere per sempre con il marchio di questa infamia. E la cosa mi rende disperatamente triste 😔

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      1. Condivido pienamente questo aspetto (tra i tanti ma che tu rilevi!) dei dissenzienti che non solo paga e non poco le pene della repressione, ma beffa oltre al danno, dovrà vivere con il marchio.

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