Chris Killip: il fotografo della deindustrializzazione inglese

Nella memoria popolare, gli anni Settanta sono passati alla storia come una sorta di ritorno al Medioevo, uno tra i periodi più cupi della Gran Bretagna dalla seconda guerra mondiale, schiacciato tra l’ottimismo degli anni Sessanta di Harold Wilson e i controversi anni Ottanta di Margaret Thatcher. Certamente quelli sono anni che né il mio compagno (inglese), né la sua famiglia ricordano con piacere. Ma se a Londra l’austerity non scherzava, nel Nord dell’Inghilterra la situazione era a dir poco disperata.

La crisi comincia già negli anni Sessanta, quando le giapponesi Yamaha, Suzuki, Honda. e Kawasaki cominciano a innondare il mercato con i loro prodotti, seguite a ruota da industrie tedesche e americane che primeggiavano nel mercato del dopoguerra accelerando la deindustrializzazione del Nord dell’Inghilterra. Le industrie britanniche – troppe, troppo piccole e prive di un sistema manageriale efficiente, semplicemente non riescono a competere con i giganti stranieri. Per intere comunità della classe operaia, basate nei pressi di particolare fabbrica, acciaieria o miniera dove la maggior parte degli uomini che svolgeva lo stesso lavoro del padre o del nonno, il collasso di queste industria significa l’inizio di un inarrestabile declino economico che si sente ancora oggi. Il declino dell’estrazione e della produzione di carbone nell’Inghilterra settentrionale ha portato a confronti con la Rust Belt negli Stati Uniti.

Entri Chris Killip (1946-2020). Nato nel 1946 all’Isola di Man, Killip lascia la scuola a sedici anni e nel 1964 decide di dedicarsi alla fotografia a tempo pieno, sbarcando il lunario come assistente nello studio londinese del fotografo di pubblicità Adrian Flowers. Ma il viaggio a New York del 1969 cambia tutto. Al Museum of Modern Art, ispirato dalle immagini di giganti come Walker Evans, August Sander e Paul Strand, Killip decide di cambiare rotta. Agli inizi degli anni Settanta, abbandona la sua carriera nella pubblicità e torna nella sua nativa Isola di Man per documentare la lenta erosione dello stile di vita tradizionale dell’isola. Successivamente, grazie a commissioni e borse di studio dell’Arts Council, Killip si sposta nel nord-est dell’Inghilterra, nel Northumberland e nel North dello Yorkshire dove, tra gli anni Settanta e Ottanta documenta il declino delle comunità della classe operaia che vivevano all’ombra delle industrie e che nel giro di pochi anni sarebbero state disperse.

Looking east on Camp Road, Wallsend, 1975. Photograph: Chris Killip

Chris Killip, Gordon in the Water, Seacoal Beach, Lynemouth, 1983. Courtesy: © Chris Killip Photography Trust and The Martin Parr Foundation

Chris Killip, Youth on Wall, Jarrow, Tyneside, 1975. Courtesy: © Chris Killip Photography Trust and  The Martin Parr Foundation

Guardando queste foto mi vivere in mente un’altra mostra fotografica alla Photographer’s Gallery e dedicata alla straordinaria This Murtha. Le sue immagini dei giovani della periferia di Newcastle Upon Tyne, che si affacciavano alla vita adulta senza opportunità, vittime di una società che non era in grado di offrire una soluzione o un’alternativa declino industriale e la stagnazione economica. Il Giovane appoggiato al muro di Killip e i giovani disoccupati di Tish Murtha sono cresciuti e hanno votato per la Brexit.

London// fino al 19 Febbraio 2023 @ The Photographers’ Gallery, London

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