Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

In merito ai Recovery Fund, tra le priorità del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, la digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico nazionale, l’ammodernamento delle agenzie di viaggio e dei tour operator, la prosecuzione della decontribuzione per il settore turistico, la riqualificazione del patrimonio edilizio rurale, un grande piano nazionale…

Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

Gli obiettivi di vita delle persone sono collegati alla loro personalità

Le persone formulano obiettivi personali coerenti con i loro tratti di personalità e i loro obiettivi sono correlati a come la loro personalità cambia nel tempo.

Gli obiettivi di vita delle persone sono collegati alla loro personalità

La Battaglia dell’Aldi… 😉

Ieri al Museo, nella Photography Gallery, mi è capitata sotto agli occhi una foto del 1853 di Gustave Le Gray  che riproduce una scultura dell’Arco di Trionfo di Parigi intitolata La partenza dei volontari del 1792, detta anche La Marseillaise, dello scultore François Rude.

File:Attributed to Gustave Le Gray, "Marseillaise," Arc de Triomphe, Paris, about 1853.jpg
Attributed to Gustave Le Gray, “Marseillaise,” Arc de Triomphe, Paris, about 1853

E allora mi sono ricordata di questa meme che circolava su Internet lo scorso Aprile, in pieno Covid-lockdown, quando il popolo inferocito ha dato l’assalto a negozi e supermercati come fossero la Bastiglia, uscendo invece che con le le armi, con carrelli pieni di pasta, barattoli e carta igienica. Non a caso, è opportunamente intitolata Bataille de l’Aldi (Aprile 2020 D.C.)

Bataille de l'Aldi (Aprile 2020 D.C.)
Bataille de l’Aldi (Aprile 2020 D.C.)

Ora, con i casi di Covid che continuano ad aumentare senza sosta – cortesia dei covidioti che non non rispettano le regole, la distanza e non indossano la mascherina, Boris Johnson minaccia multe feroci e un un nuovo lockdown. E certo come il raffreddore in inverno, è il fatto che la gente ha ripreso ad assaltare i supermercati.😬 Corsi e ricorsi della storia… 🙄

Riflessioni sulla quarantena.

Penso a tutte le esperienze che ho fatto durante la quarantena. E non parlo solo della serie di incredibili balletti che il Teatro Bolshoi e la Royal Opera House hanno messo a disposizione gratuitamente sui loro canali YouTube; o delle opere (sempre gratuite) in streaming on demand sul sito del Metropolitan Teatre di New York; o dell’abbonamento a Prime Video fatto per errore (sono sempre stata restia, non chiedetemi perché…) e che mi ha fatto scoprire il mondo straordinario dei film e delle serie TV internazionali – russe, e tedesche, e francesi e italiane – si’, anche quelle di casa nostra, che quando vengo in Italia non ho mai tempo di andare al cinema o guardare la TV. Ma di tutte le cose che ho imparato, o ri-imparato.

La quarantena mi ha riabituato a pensare all’oggi, a vivere nel presente, a cercare di godermi gli attimi di felicità che la vita mi mette davanti di continuo e che troppo spesso ho scelto di non vedere. Come guardare per la centesima volta L’Ispettore Barnaby sul divano con la mia dolce metà 😉 mangiando il tiramisù che avevo fatto nel pomeriggio, e senza sentirmi in colpa perché non sto stirando, per esempio.

Da quando ho ricominciato a lavorare, ho  smesso di affannarmi a cercare di infilare quante più cose possibili nella mia giornata di libertà come facevo prima, tutta presa com’ero dalla paura di perdermi anche solo un attimo di quella Londra straordinaria che niente e nessuno avrebbero mai potuto restituirmi. Eccetto che nella mia foga di “vedre gente e fare cose” (per quotare il Nanni Moretti di Ecce Bombo) non mi accorgevo che la mia vita stava andando più veloce di me, ed io non riuscivo a starle dietro. Poi il Covid ha tirato il freno a mano e tutto si è fermato di colpo. E ho scoperto che tanta fretta non mi manca. Non mi manca più. E non lo dico solo per il fatto che, nonostante mostre e musei stiano riaprendo (i teatri sono ancora off-limits per il pubblico), ma perché semplicemente non riesco a vedere più lontano della settimana prossima. Non parliamo quindi di biglietti per l’opera comprati con sei mesi di anticipo – che da qui a sei mesi con la Brexit che incombe, l’inverno e la probabile seconda ondata di Covid e la crisi economica che aleggia cupamente nell’aria, chissà come saranno le cose, come sarà l’economia, se ci sarà ancora un un’economia o lavoro con cui pagare il teatro, o un teatro in cui andare e a vedere il balletto. Chissà.

2020 ©Paola Cacciari

La Bielorussia ti chiama, Maria.

Una sera dell’inizio di Settembre, un’immagine stilizzata della leader dell’opposizione bielorussa, Maria Kolesnikova, è stata proiettata sul muro di un condominio di Minsk. Flautista e insegnante di musica, Maria Kolesnikova, è diventata una delle figure di riferimento delle proteste contro il regime autoritario di Alexander Lukashenko.

L’immagine, creata dall’artista Ania Redko mostra la donna vestita di rosso, con in mano il suo passaporto strappato – un riferimento alla sua azione quando i servizi di sicurezza di Lukashenko hanno cercato di deportarla dal suo stesso Paese. “La Madrepatria ti chiama, Maria” dice il testo. E Maria è determinata a rispondere, nonostante dopo il fallito tentativo di trasportarla a forza in Ucraina, gli agenti di sicurezza le abbiano detto che sarebbe stata rimossa dalla Bielorussia “viva o in pezzi”.

A poster of Maria Kolesnikova with her torn-up passport created by the illustrator Anna Redko. Photograph: Anna Redko
A poster of Maria Kolesnikova with her torn-up passport created by the illustrator Anna Redko. Photograph: Anna Redko
Maria Kolesnikova è rappresentata nella stessa posa di un famoso poster sovietico della Seconda Guerra Mondiale, “La Madrepatria sta chiamando!” Creato nel 1941 dall’artista sovietico Irakli Toidze per incoraggiare la coscrizione, dopo l’invasione a sorpresa dell’Unione Sovietica da parte di Hitler, mostrava una donna vestita di rosso, fiancheggiata dai fucili e con in mano una lettera di coscrizione, che incoraggiava i cittadini a iscriversi allo sforzo bellico. In un epoca pre-internet e pre-televisione, i manifesti erano un mezzo efficace ed economico largamente utilizzato dalla propaganda per influenzare la coscienza pubblica.
"The Motherland Is Calling," says a World War II Soviet military recruitment poster by Irakly Toidze featuring Mother Russia holding out the Red Army Oath of Allegiance in 1941. Photo by Laski Diffusion/Getty Images
“The Motherland Is Calling,” says a World War II Soviet military recruitment poster by Irakly Toidze featuring Mother Russia holding out the Red Army Oath of Allegiance in 1941. Photo by Laski Diffusion/Getty Images

L’ispirazione al famoso poster sovietico non è casuale, e non solo perché il regime autoritario di Alexander Lukashenko ha tentato più volte di imbavagliare i dimostranti interrompendo Internet, divenuto uno dei mezzi più efficaci usati per far conoscere la protesta all’estero. Come la donna simbolo della Madrepatria del poster sovietico, Maria Kolesnikova è divenuta il simbolo dell’opposizione bielorussa.

Lukashenko, al potere dal 1994,  continua a mantiene l’appoggio di Vladimir Putin, il suo alleato chiave. Finora l’Occidente è stato cauto nell’intraprendere un’azione decisa che potrebbe provocare un intervento russo, sebbene l’UE stia stilando un elenco di funzionari bielorussi da colpire con sanzioni. Nel frattempo si continua a non sapere nulla della sorte di Maria Kolesnikova. Le ultime notizie la danno trattenuta in una prigione del KGB a Minsk, dopo il suo rapimento, avvenuto nella capitale bielorussa lo scorso 7 Settembre. Dita incrociate.

Isabel Allende

La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono Isabel Allende Liona, nata a Lima – capitale del Perù, il 2 agosto 1942, è una scrittrice cilena naturalizzata statunitense. E’ una delle autrici latinoamericane di maggior […]

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Wuhan. Diari da una città chiusa: la recensione del libro di Fang Fang

“Wuhan. Diari da una città chiusa”, scritto da di Fang Fang, tradotto da Caterina Chiappa e con la postfazione di Michael Berry, edito in Italia da Rizzoli, è un libro che entrerà nella storia. Senza se e senza ma. La già nota scrittrice cinese ha raccontato per 60 giorni, attraverso altrettanti capitoli pubblicati online, il…

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Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la strage di Bologna

Il sonno della ragione genera mostri è un dipinto ad acquarello dell’artista Renato Guttuso. Fu eseguito per un numero speciale del settimanale L’Espresso dedicato alla strage di Bologna. Guttuso, per quest’opera, si ispira all’omonima incisione di Francisco Goya… Continue reading Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la…

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