La Banda Mario, i “patrioti stranieri” contro il nazifascismo — iStorica

Il regime fascista li aveva presi in Africa e portati in Italia per esporli come trofei alla Triennale di Napoli. Ma molti di loro si liberarono, entrando in quella Resistenza che avrebbe abbattuto per sempre l’Impero fascista. Erano  eritrei, etiopi, libici, somali, il governo li aveva presi nelle colonie con le loro famiglie e costrettiContinua…

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Fine della corsa per i “Boris Buses” di Londra?

Oh dear! Chi l’avrebbe detto che l’ultimo modello di Routemasters, quello super sleek disegnato da Thomas Heatherwick potrebbe essere arrivato al capolinea?

Prodigio del design britannico, il nome di Heatherwick è diventato famoso anche fra i non addetti al lavori per aver progettato il Calderone per la fiamma olimpica del 2012, il Curling Bridge a Paddington Basin e, con in squadra con lo stesso Boris Johnson, l’elaborato (e interrotto) Garden Bridge il ponte-giardino completo di erba, alberi, fiori e piante selvatiche che doveva offrire un’alternativa al traffico e all’inquinamento degli altri ponti.

Thomas Heatherwick

Introdotti nel 2012 da Bori Johnson quando era sindaco di Londra, i “Boris Bus” (gli autobus erano stati inizialmente soprannominati gli “Heatherwick busses”, ma così come era accaduto con le biciclette a noleggio che punteggiano le strade di Londra che divennero le “Boris Bikes”, il nome è stato cambiato in “Boris Busses”: chiaramente ai londinesi piacciono le allitterazioni…) dovevano sostituire e onorare i famosi Routemaster di Londra, introdotti negli anni Cinquanta e ancora ampiamente utilizzati nel ventunesimo secolo e dovevano durare almeno 14 anni.

Tuttavia, il design di Thomas Heatherwick incontrò quasi subito una serie di problemi. I nuovi autobus erano enormi, molto più lunghi degli originali e difficili da manovrare per le strade di Londra, e la loro eco-efficienza è presto risultata molto meno ecologica di quanto previsto dal loro motore ibrido. Il fatto poi he fossero stati concepiti senza finestrini apribili in quanto gli autobus erano tecnicamente dotati di aria condizionata (che era spesso non funzionante per mantenere la eco-efficenza) li rendeva roventi trappole infernali in cui era preferibile non avventurarsi soprattutto in estate, non li rendeva particolarmente popolari tra i commuters. Infine, c’era il prezzo: ogni New Routemaster costava l’incredibile cifra di £ 355.000, circa il doppio di un normale autobus a due piani.

Nel 2017 il sindaco Sadiq Khan ha annunciato che Tfl, (Transport for London) non avrebbe comprato nessun nuovo Routemasters. Ogni nuovo autobus era stato concepito per durare 14 anni, ma ora dopo dieci anni di uso, la flotta di 1.000 autobus ha bisogno di una ristrutturazione di 31 milioni di sterline che il povero TfL, duramente colpito dalla pandemia con la gente che lavora da casa e la mancanza di turisti, semplicemente non può permettersi.

London New Routemaster Heatherwick Studio

La questione ora è: cosa ci si fa con un migliaio di super complicati mega-autobus? Quando il neo-eletto sindaco Boris ha fatto piazza pulita dei bendy buses (gli autobus snodabili) introdotti dal suo predecessore Ken Livingstone e giudicati pericolosi e causa di numerosi incidenti, almeno è riuscito a sbolognarli a Malta. Ma mentre i bendy buses avevano un motore Mercedes che garantiva facili riparazioni, l’unicità del London New Routemaster rende manutenzioni e riparazioni molto più difficili e costose, e rende la sua futura permanenza nelle strade di Londra davvero molto incerta.

Tuttavia, devo dire che questi veicoli sono ancora fantastici – un po’ sciupati dal tempo e dall’uso, vero, ma ancora bellissimi. Gli interni sono confortevoli ed eleganti nonostante dieci anni di maltrattamenti, e l’esterno, dalla slanciata linea retrò-futuristica, è certamente molto più accattivante di mezzi utilizzati in altre città del mondo. Ah, e dopo qualche modifica ora è anche possibile aprire i finestrini e lasciare entrare aria fresca durante la cosa… What more one should want? 😉

2022 ©Paola Cacciari

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Ogni anno, il 27 gennaio, si celebra il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah. In tal senso, la lettura di un libro può essere davvero utile. Ecco cinque titoli da recuperare/scoprire…

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Raffaella Carrà – “Ballo ballo”

Da bambina ho passato ore davanti allo specchio cercando di imitarne il sorriso, lo sguardo e la repentina alzata di testa che le scompigliava la frangia bionda e le dava quell’aria allo stesso tempo sexy e sbarazzina.

Ma la Carrà era inimitabile, e non solo nel caschetto biondo, ma anche nella sua umanità che la rendeva a tutti così cara. E anche se io da lì a poco avrei scoperto i Duran Duran e il “mullet” di Simon le Bon, la cosa non mi ha mai impedito di guardare ogni puntata di Fantastico e Pronto Raffaella e di essere un po’ orgogliosa della mia concittadina … 😄

Con Milva e Battiato anche questo è un pezzo della mia storia che se ne va. Ciao Raffaella. 💕🎤💃