Green pass: cos’è e come funziona il certificato digitale europeo per il turismo

Il nuovo Eu Digital Covid Certificate o Green Pass Ue dovrà attestare che la persona sia stata vaccinata con due dosi o una nel caso del vaccino Janssen, oppure sia risultata negativa al tampone o guarita dal virus. Sarà valido un anno

Green pass: cos’è e come funziona il certificato digitale europeo per il turismo

Erika Fatland | Sovietistan. Un viaggio in Asia Centrale

Nel 2018 il Victoria and Albert Museum ha ospitato una mostra straordinaria dal titolo Fashioned from Nature, sul rapporto tra moda e natura dal 1600 ai nostri giorni. Ho passato molto tempo ad invigilare all’interno della mostra e ho avuto modo di apprendere molte cose inquietanti, come per esempio che la scomparsa del Mare di Aral è uno dei più grandi disastri ambientali legati all’industria dell’abbigliamento.

Quello che una volta ospitava migliaia di pesci e di animali selvatici è ora un vasto deserto dove i cammelli si muovono su quello che era un tempo il fondo del mare. La ragione della sua scomparsa è semplice: i fiumi che un tempo sfociavano in questo mare interno sono stati deviati deviati per irrigare i campi di cotone e rifornirli d’acqua. Inutile dire che questo cambiamento ambientale di dimensioni apocalittiche ha finito con l’influenzare tutto, dalle stagioni con estati più calde e inverni più rigidi, alla salute della comunità locale che si trova a far fronte alla mancanza d’acqua di vegetazione. La cosa che ho trovato più sconvolgente però, è stato lo scoprire che la produzione del Denim necessario per il mio paio di jeans preferito ha consumato 7,600 di litri d’acqua. A causa della produzione di tessuti di contone una superficie d’acqua delle dimensioni dell’Irlanda è scomparsa nel giro di 40 anni.

Di questo e di molte altre cose racconta l’affascinante ‘Sovietistan‘ dell’antropologa sociale norvegese Erika Fatland, la cui recensione ri-bloggo felicemente da Il Giro del mondo attraverso il Libri. Buona lettura! 🙂

Il giro del mondo attraverso i libri

Gli abitanti dell’Asia centrale non hanno mai vissuto isolati, ma attraverso i millenni hanno avuto a che fare con eserciti invasori provenienti da est e da ovest, da nord e da sud. Gruppi etnici sono arrivati a piedi da tutti i punti cardinali (…) La caratteristica distintiva dell’Asia centrale è stata, appunto sempre la sua posizione centrale, nel cuore dell’Asia, tra l’Europa e l’Asia (…) È questo destino, questa posizione, questo afflusso di genti e di idee, ad aver fatto sì che città come Samarcanda, Bukhara e Merv siano diventate ai loro tempi fiorenti centri del sapere. I decenni sotto il governo sovietico, quando l’Asia centrale costituiva la periferia dell’impero e per giunta era chiusa dietro rigide barriere di filo spinato, costituiscono (…) un’anomalia nella sua storia [Sovietistan. Un viaggio nell’Asia Centrale, Erika Fatland, trad. E. Kampamann]

Erika Fatland è un’antropologa sociale norvegese che nel corso di due viaggi, durati…

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Deutschland 89

Dopo quella che mi è sembrata un’eternità, inconsolabile orfana di Martin Rauch e delle sue avventure, Channel 4 ha finalmente reso disponibile l’ultima parte della trilogia ambientata nella Germania della Guerra Fredda, Deutschland 89.

Che tutti sanno che nel 1989 il muro che divideva Berlino è caduto e, sotto gli occhi increduli del mondo, gli abitanti delle due parti della città si sono abbracciati e hanno festeggiato la fine del comunismo. La Germania è diveuta un paese unico e la DDR ha di esistere. “E tutti vissero felici e contenti…”

Ma se nelle favole la storia finisce qui, che a nessuno interessa conoscere cosa succede a Cenerentola e il Principe Azzurro dopo il matrimonio, la realtà per la Germania (soprattutto quella dell’Est) non è affatto stata così semplice. Agli abbracci e au festeggiamenti sono seguiti il caos e il vuoto di potere. Le vecchie strutture sono cadute, senza che ce ne fossero di nuove a rimpiazzarle. Il paese ha dovuto reinventarsi, così come molti dei personaggi politici che lo guidavano.

L’anno scorso, reduce com’ero da una settimana di intenso binge-watching di Deutschland 83 e Deutschland 86 avvenuto durante la prima quarantena (che adesso le quarantene hanno una successione cronologica…), ho sentito il bisogno di saperne di più, che negli anni Ottanta ero un’adolescente troppo presa da me stessa e dalla mia piccola vita per prestare attenzione a quello che accadeva nel mondo. Semplicemente non ero in grado di comprendere la portata di un evento che avrebbe avuto conseguenze apocalittiche come la caduta del muro di Berlino.

Stasiland di Anna Funder è un libro agghiacciante e straordinario, che racconta storie altrettanto agghiaccianti straordinarie dal ventre dell’ex Germania dell’Est, un paese in cui il quartier generale della polizia segreta, la Stasi può diventare un museo letteralmente dall’oggi al domani, e in cui un abitante su cinquanta informava (volente o nolente) sui propri vicini di casa e colleghi. La Funder raccoglie le testimonianze di persone che quella storia l’hanno vissuta sulla propria pelle, sia le di vittime che i carnefici. E devo dire che sono state le storie di questi ultimino che mi hanno affascinato di più. Storie complesse, in cui la realtà non è mai totalmente bianca o nera, ma è fatta da molte sfumature di grigio.

Deutschland 89, racconta la storia della caduta del Muro, ma quello che è accaduto dopo. E lo fa con una colonna sonora spettacolare che mi ha riportato indietro al tempo di Nena e dei suoi 99 Red Balloons, e  David BowieNew Order Eurythmics solo per citarne alcuni.

E che dire della moda? La ricordo bene la moda di quel periodo, nel bene e nel male così come i tagli di capelli…

Major Tom (Coming Home) Peter Schilling  1983

Madonna – Like A Virgin (Official Music Video)

Che la si ami o la si odi, Like a Virgin è uno dei pezzi più famosi di Madonna, se non addirittura il più famoso. Che è una di quelle canzoni che definiscono non solo la carriera di un’artista, ma un intera epoca. Certamente ha definito l’epoca degli adultoscenti come me… 😉

Madonna – Like A Virgin (1984)