The Shadow King di Maaza Mengiste

Non so quando questo libro sarà pubblicato in Italia. La campagna di Etiopia è stato un fiasco coloniale spiacevole da ricordare, messo a tacere per anni e di cui si parla ancora poco. Ed ora, con l’estrema destra che sta rialzando la testa dubito si voglia rispolverare quella lontana vergogna avvenuta nel 1935 e risuscitare fantasmi lontani di cui tanto poco si parla. Soprattutto a scuola, non c’è mai il tempo. Non c’è mai abbastanza tempo per fare tutto come si deve, soprattutto le cose importanti. Ne sa qualcosa la mia amica insegnante alle medie, che deve ricordare a se stessa tutti i giorni che le sue energie non sono inesauribili e che il lottare contro programmi scolastici miopi e ministri ciechi e sordi è come la battaglia di Don Chisciotte contro mulini a vento.

Secondo un recente sondaggio Eurispes, il 15 % degli Italiani intervistati neghi Auschwitz e la Shoah – una cosa non solo sconfortante, ma che ha addirittura dell’incredibile. Con questi presupposti non sorprende l’apocalittica ignoranza di gran parte di noi italiani nei confronti dei crimini coloniali commessi dagli nostri compartioti in Etiopia come in Libia – un crimine ripetutamente messo a tacere dalla stampa che non ha quasi traccia di quegli eventi nella nostra memoria nazionale. Inclusa la mia.

Map showing the military actions from February to May 1936
Map showing the military actions from February to May 1936

“Nelle famiglie etiopi” ha raccontato Maaza Mengiste (che in in Etiopia ci è nata nel 1974, ma da cui la sua famiglia è fuggita quando era una bambina per sfuggire al regime della giunta militare che aveva rovesciato l’imperatore Hailé Selassié I) durante una serie di conferenze a Ca’ Foscari “si parla molte volte degli italiani, e dei decenni che hanno trascorso sul Corno d’Africa. Gli anziani hanno decine di storie da raccontare sui bianchi che vennero dalle nostre parti. Invece, ho notato che in Italia questa cosa non accade. È sintomo di un passato che si vuole dimenticare, o che perlomeno non si accetta.” Una considerazione illuminante, che fa capire quanto sia controversa l’eredità del colonialismo nel nostro Paese.

Le sue ricerche hanno spesso portato Mengiste  ad incrociare la storia italiana. Ed è proprio il passato coloniale italiano al centro di The shadow King, il suo secondo romanzo (il primo, Beneath the lion’s gaze – Lo sguardo del leone, e’ stato pubblicato nel 2010 dall’editore Neri Pozza). 43726511

Raccontato da diverse prospettive, si concentra sull’esperienza delle donne etiopi che hanno giocato un ruolo fondamentale nella vittoria della guerra, così come su quella dei soldati italiani e del re esiliato, Hailé Selassié. Una storia, quella di Mengiste che attinge alla sua personale storia familiare, con un nonno che ha combattuto contro gli italiani – e una bisnonna che si era arruolata per combattere in prima linea durante la Guerra di Abissinia (1895-1896).

Ha imparato l’italiano per fare ricerche su questo libro. E questo l’ha avvicinata all’esperienza dei soldati fascisti.  Un passato di cui io stessa conosco pochissimo,  fino a quando mi e’ capitato di leggere questa intevista della Mengiste sull’Observer di Febbraio:

“Ero in tournée per il primo libro e sono andata in Calabria, nel sud Italia. Ho capito che molti dei fanti nel 1935 erano calabresi e siciliani. I generali venivano dal nord. Il popolo meridionale d’Italia, è il loro sangue in terra etiope.
Mi trovavo in una minuscola libreria di un piccolo paese della Calabria e durante la sessione di domande e risposte un uomo si è alzato e ha detto: “Vorrei parlarvi del 1935″. E l’intera stanza si è irrigidita.
L’Italia non ha parlato di questa storia; è ancora difficile per gli italiani capire cosa hanno fatto in Africa orientale. Alcune persone cominciarono a borbottare che si sedesse. Ma era visibilmente emotivamente scosso. Mi ha detto che suo padre era un pilota durante la guerra. Disse: “Mio padre ha lanciato del veleno sulla tua gente. Come posso chiedere il tuo perdono? ” E ha iniziato a piangere.

Ecco, perchè non se ne parla?

Massacri italiani in Etiopia e coscienza storica

“BE A LEADER & TAKE A PAY CUT!”

Shout out to our Deputy Director Tim Reeve and Director Tristram Hunt for turning up to VE Briefing this morning to face one of the departments they are planning to make redundant! OH WAIT, THEY DIDN’T SHOW! (Isn’t that ironic)
So here’s what you wouldn’t let staff say to your face- BE A LEADER & TAKE A PAY CUT!

#vandamuseum #redundancies #directorwhatdirector #paycutnow #noredundacies #savevandaworkers #lowestandmostdivers #victorianadalbertmuseum #pcs #solidarity #joinaunion #wearethemuseum #pcsunion #saveve #werenotjustnumbers

V&A to make 10% of staff redundant amid coronavirus pandemic

The Victoria and Albert Museum is planning to make 103 retail and visitor experience staff redundant – approximately 10% of its overall workforce – with job losses in other departments set to follow.

Staff were briefed on Tuesday about a process to reduce costs by £10m annually to tackle what the London museum described as “the most significant financial challenge” in its history.

Tristram Hunt, the museum’s director, said the redundancies were needed “in order to secure the V&A’s survival and prepare for the challenging years ahead”.

He added: “Every colleague plays a vital role in the success of the V&A – their creativity and expertise are unparalleled, and the loss of their institutional knowledge will be felt for years to come. We will do everything we can to consult openly and transparently, to support our staff community during this exceptionally difficult time, and to rebuild the V&A once more.”

The V&A said it had been through three of its most successful years before 2020, building self-generated income to 55% of its annual turnover.

But the coronavirus pandemic had closed the museum for five months, led to a collapse in tourism and social distancing requirements had reduced capacity, meaning its ability to generate income had been significantly reduced.

In a statement the V&A said: “With visitor figures currently down by 85% and likely to remain severely depressed for some time, we anticipate that our financial recovery will take several years, and are facing the very real prospect that we might never return to the level of visitation and associated income we were able to generate pre-Covid-19.”

Since the start of the pandemic, the V&A said it had “taken every step” to reduce costs including cancelling or postponing sections of its programme, furloughing the majority of staff, freezing recruitment, cancelling staff bonuses and only opening on five days a week.

It has also received emergency money from the government “which gave us a crucial lifeline and some time to stabilise and plan, but unfortunately, this only supports us for this financial year and not beyond March 2021”.

The redundancy proposal is for 103 roles in retail and visitor experience to be cut, which is 85 full-time equivalents. More, as yet unquantified, job losses will follow in phases involving “staff at all levels across every department”.

The Public and Commercial Services union (PCS) said: “Management’s decision to immediately enter a consultation for compulsory redundancy for front-of-house workers, while running a voluntary-only redundancy scheme for all other departments, is a direct attack on the most diverse and some of the lowest-paid workers at the museum.

“It is a disgrace that the V&A has chosen not to use the government job support scheme when jobs across the museum, even with reduced visitor numbers, are sustainable.

“PCS will not accept the museum’s current approach and call for an immediate end to compulsory redundancies and to engage constructively with PCS, Prospect, and FDA unions.”

The Guardian 

What to do in Bologna for free in august — Flaneur in Bologna

It took me some time (you know, some errands here, a pandemia there) but I’m back. Just in time for giving away some tips on how to face this weird august in the city, with less tourists than the years before and more locals around because the economic consequences of the recent lockdown made it […]

via What to do in Bologna for free in august — Flaneur in Bologna

And Quiet Flows the Don (1928) by Mikhail Sholokhov

“When swept out of its normal channel, life scatters into innumerable streams. It is difficult to foresee which it will take in its treacherous and winding course. Where today it flows in shallows, like a rivulet over sandbanks, so shallow that the shoals are visible, tomorrow it will flow richly and fully.”

Mikhail Sholokhov

 

 

Boris Johnson e il COVID-19 🇬🇧

La gestione della pandemia da parte del Governo di Boris Johnson 🇬🇧 sarebbe degna di un aforisma di Pirandello.
Meglio vedere il lato comico allora, che se ci si ferma a riflettere finisce che ci si mette a piangere… 😒 

Statuary: Heritage or Modern Horror? — HistorianRuby: An Historian’s Miscellany

The dumping of the statue of slave trader Edward Colston into the harbour at Bristol has brought into question the veritable army of statues that Britain displays in towns and cities. Many of us walk by without giving them a second glance. Many of them are relics of Britain’s defunct Empire and proudly display men […]

via Statuary: Heritage or Modern Horror? — HistorianRuby: An Historian’s Miscellany