Madness – Our House (Official HD Remastered Video)

In these mad times, here you go: the Madness. Mi sembra appropriato. Buona settimana! 😄

Our House – Madness (1982)

Father wears his Sunday best
Mother’s tired, she needs a rest
The kids are playing up downstairs
Sister’s sighing in her sleep
Brother’s got a date to keep
He can’t hang around

Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our

Our house it has a crowd
There’s always something happening
And it’s usually quite loud
Our mum, she’s so house-proud
Nothing ever slows her down
And a mess is not allowed

Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our
Our house, in the middle of our street
Our house (Something tells you)
(That you’ve got to move away from it) In the middle of our

Father gets up late for work
Mother has to iron his shirt
Then she sends the kids to school
Sees them off with a small kiss (Ah, ah, ah, ah)
She’s the one they’re going to miss
In lots of ways

Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our

I remember way back then
When everything was true and when
We would have such a very good time
Such a fine time, such a happy time
And I remember how we’d play
Simply waste the day away
Then we’d say nothing would come between us
Two dreamersFather wears his Sunday best
Mother’s tired she needs a rest
The kids are playing up downstairs
Sister’s sighing in her sleep
Brother’s got a date to keep
He can’t hang around

Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our street
Our house, in the middle of our

Our house, was our castle and our keep
Our house, in the middle of our street
Our house, that was where we used to sleep
Our house, in the middle of our street
Our house

The Bangles – Walk Like an Egyptian

The Bangles – Walk Like an Egyptian (1986)

All the old paintings on the tombs
They do the sand dance don’t you know?
If they move too quick (oh whey oh)
They’re falling down like a domino

All the bazaar men by the Nile
They got the money on a bet
Gold crocodiles (oh whey oh)
They snap their teeth on your cigarette

Foreign types with the hookah pipes say
(Whey oh whey oh, ay oh whey oh)
Walk like an Egyptian

The blonde waitresses take their trays
They spin around and they cross the floor
They’ve got the moves (oh whey oh)
You drop your drink, then they bring you more

All the school kids so sick of books
They like the punk and the metal band
When the buzzer rings (oh whey oh)
They’re walking like an Egyptian

All the kids in the marketplace say
(Whey oh whey oh, ay oh whey oh)
Walk like an Egyptian

Slide…

UB40 – Red Red Wine

UB40 – Red Red Wine (1983)

Nel 1983 il gruppo reggae fusion britannico UB40 ha pubblicato una cover del singolo di Neil Diamond del 1968 Red Red Wine che raggiunse la prima posizione della classifica britannica Official Singles Chart.

Davvero, a volte un bicchiere di vino rosso (p bianco, or rosè) è proprio quello che ci vuole in periodi come questi… #coronavirusuk

Ma che sorpresa! La Brexit sta colpendo il commercio britannico! 😠

Domenica. Ho dato una veloce scorsa al giornale e sono già di cattivo umore. Difficile non esserlo quando il titolo di prima pagina dell’Observer è “FURY AT GOVE AS EXPORTS TO EU SLASHED 68% SINCE BREXIT”. Come se questa fosse una sorpresa!

Da mesi, anzi da anni, anzi da quando la Gran Bretagna ha votato Leave in quel infausto referendum del 2016 industriali e commercianti , i cosidetti “esperti del settore” lo dicono che uscire dall’EU trade agreement sarebbe stato un suicidio per l’economia. Ma no. Grazie a Michael Gove, Boris Johnson e a un gruppo di Tories convinti di abitare ancora la a sia ancora la stessa potenza imperiale che dominava i mari nel Settecento e nell’Ottocento, ora la GB è davvero un’isola. Solo, non sono sicura che ritornerà mai ad essere quella “sceptred island” descitta da Shakespeare in Richard II e tantomeno la Rule Britannia di Elgar. Che ora India, Australia e tutti i paese dell’ex Commonwealth britannico sono indipendenti, e dubito che siano interessati a scambi di stile coloniale.

Gli effetti della Brexit cominciano già a farsi sentire. Il commercio con i paesi dell’UE sta diminuendo rapidamente causa dell’aumento dell’IVA e delle spese di gestione, cosa che ha portato acquirenti da entrambi i lati della manica a rallentare o a cessare le vendite per mancanza di convenienza, mentre al supermercato c’è meno scelta di verdure e di carne, i prezzi salgono lentamente, di poco alla volta, ma salgono, e i rifornimenti sono più lenti.

E non parliamo del settore dello spoettacolo. Le tournees internazionali si sono interrotte con la pandemia, insieme a tutti gli spettacoli dal vivo, e non solo non si sa quando ripranderanno ma SE riprenderanno. E se lo faranno, resta da vedere il come che grazie alla Brexit le nuove normative e costi relativi a visa, permessi di lavoro per artisti, tecnici del suono e dell’illuminazione (etc etc) richiesti per i paesi dell’UE significano più scartoffie e più scartoffie significano più costi per ogni viaggio. Costi che, nel caso di musicisti emergenti, sono spesso proibitivi, come lo sono per gli orchestrali meno pagati che lavorano a chiamata.

E quando si parla delle arti non stiamo parlando di bruscolini, che nel 2019 solo il settore della musica ha portato 5,8 miliardi di sterline nelle casse dello stato. I sindacati dei musicisti hanno chiesto nuove disposizioni per fornire permessi a breve termine e per velocizzare lo sdoganamento dei veicoli. La loro ricerca mostra che il 44% dei musicisti britannici guadagna una parte sostanziale del proprio reddito nell’UE. I

Oltre 100 musicisti, tra cui personaggi come Elton John, Ed Sheeran e Sir Simon Rattle hanno firmato una lettera aperta al Governo in cui sostengono che l’accordo della Brexit ha “vergognosamente rovinato” il settore. Da parte loro, 283.000 persone (tra cui la sottoscritta) hanno firmato una petizione per consentire ai professionisti del settore dello spettacolo di viaggiare senza visto – cosa che a quanto pare il Governo aveva rifiutato, almeno inizialmente, in quanto esentare gli artisti dal visto sarebbe stato incompatibile con la promessa di “riprendere il controllo” dei confini del Regno Unito. Non manca neppure quell’iprocrita di Roger Daltrey, che dopo aver votato Leave, si lamenta dell’impatto dell’accordo Brexit sui musicisti…

E mentre EU e UK discutono sul di chi sia la colpa di questo caos, il mitico Simon Rattle, tornato a Londra da Berlino ( dove era successo a Claudio Abbado come direttore principale della Berliner Philharmoniker ) per diventare nel 2017 direttore musicale della London Symphony Orchestra, ha prontamente fatto le valigie per tornare in Germania. E questa volta forse per restarci.

2021 Paola Cacciari

Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) – Francesco Guccini & i Nomadi

Auschwitz II-Birkenau gate from inside the camp, 2007

Francesco Guccini & i Nomadi – Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) (Live 1979) Son morto con altri cento Son morto ch’ero bambino Passato per il camino E adesso sono nel vento E adesso sono nel vento Ad Auschwitz c’era la neve Il fumo saliva lento Nel freddo giorno d’inverno E adesso sono nel vento […]

Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) – Francesco Guccini & i Nomadi

Prince & The Revolution – When Doves Cry (Official Music Video)”

Era il 1984, o forse l’85 e non avevo mai sentito parlare di Prince. Ho recuperato in fretta il tempo perduto… ☺️

When Doves Cry (1984)

Dig if you will the picture
Of you and I engaged in a kiss
The sweat of your body covers me
Can you my darling
Can you picture this?

Dream, if you can, a courtyard
An ocean of violets in bloom
Animals strike curious poses
They feel the heat
The heat between me and you

How can you just leave me standing
Alone in a world that’s so cold? (So cold)
Maybe I’m just too demanding
Maybe I’m just like my father, too bold
Maybe you’re just like my mother
She’s never satisfied (she’s never satisfied)
Why do we scream at each other?
This is what it sounds like
When doves cry

Touch if you will my stomach
Feel how it trembles inside
You’ve got the butterflies all tied up
Don’t make me chase you
Even doves have pride

How could you just leave me standing
Alone in a world so cold?…

There’s a Starman waiting in the sky: addio a David Bowie

Sono passati cinque anni dalla sua morte, ma il ricordo del genio di David Bowie resta immutato. ❤

Vita da Museo

L’10 Gennaio 2016 rimarrà per sempre per me il giorno in cui Starman è tornato tra le stelle. Con la morte di David Bowie è scomparso un pezzo della mia vita che non ritornerà mai più.

Quella parte che sognava il ritorno di Major Tom dallo spazio, cosicché potesse dire lui a sua moglie che l’amava invece di ground control. O quella che, esaltata dalla scoperta di Video Music, ascoltava Let’s Dance a tutto volume con il suo primo stereo, uno di quei giganteschi boom boxes che andavano tanto di moda con i rappers degli anni Ottanta e gli adolescenti di tutto il mondo. Certamente con David Bowie è definitivamente scomparsa quella parte di me che a quindici anni lo osservava a bocca aperta in televisione mentre, sul palco del Live Aid, cantava Under Pressurecon quell’altro grande assente della vita, Freddie Mercury, certa del fatto che…

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