Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

In merito ai Recovery Fund, tra le priorità del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, la digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico nazionale, l’ammodernamento delle agenzie di viaggio e dei tour operator, la prosecuzione della decontribuzione per il settore turistico, la riqualificazione del patrimonio edilizio rurale, un grande piano nazionale…

Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

Gli obiettivi di vita delle persone sono collegati alla loro personalità

Le persone formulano obiettivi personali coerenti con i loro tratti di personalità e i loro obiettivi sono correlati a come la loro personalità cambia nel tempo.

Gli obiettivi di vita delle persone sono collegati alla loro personalità

La Bielorussia ti chiama, Maria.

Una sera dell’inizio di Settembre, un’immagine stilizzata della leader dell’opposizione bielorussa, Maria Kolesnikova, è stata proiettata sul muro di un condominio di Minsk. Flautista e insegnante di musica, Maria Kolesnikova, è diventata una delle figure di riferimento delle proteste contro il regime autoritario di Alexander Lukashenko.

L’immagine, creata dall’artista Ania Redko mostra la donna vestita di rosso, con in mano il suo passaporto strappato – un riferimento alla sua azione quando i servizi di sicurezza di Lukashenko hanno cercato di deportarla dal suo stesso Paese. “La Madrepatria ti chiama, Maria” dice il testo. E Maria è determinata a rispondere, nonostante dopo il fallito tentativo di trasportarla a forza in Ucraina, gli agenti di sicurezza le abbiano detto che sarebbe stata rimossa dalla Bielorussia “viva o in pezzi”.

A poster of Maria Kolesnikova with her torn-up passport created by the illustrator Anna Redko. Photograph: Anna Redko
A poster of Maria Kolesnikova with her torn-up passport created by the illustrator Anna Redko. Photograph: Anna Redko
Maria Kolesnikova è rappresentata nella stessa posa di un famoso poster sovietico della Seconda Guerra Mondiale, “La Madrepatria sta chiamando!” Creato nel 1941 dall’artista sovietico Irakli Toidze per incoraggiare la coscrizione, dopo l’invasione a sorpresa dell’Unione Sovietica da parte di Hitler, mostrava una donna vestita di rosso, fiancheggiata dai fucili e con in mano una lettera di coscrizione, che incoraggiava i cittadini a iscriversi allo sforzo bellico. In un epoca pre-internet e pre-televisione, i manifesti erano un mezzo efficace ed economico largamente utilizzato dalla propaganda per influenzare la coscienza pubblica.
"The Motherland Is Calling," says a World War II Soviet military recruitment poster by Irakly Toidze featuring Mother Russia holding out the Red Army Oath of Allegiance in 1941. Photo by Laski Diffusion/Getty Images
“The Motherland Is Calling,” says a World War II Soviet military recruitment poster by Irakly Toidze featuring Mother Russia holding out the Red Army Oath of Allegiance in 1941. Photo by Laski Diffusion/Getty Images

L’ispirazione al famoso poster sovietico non è casuale, e non solo perché il regime autoritario di Alexander Lukashenko ha tentato più volte di imbavagliare i dimostranti interrompendo Internet, divenuto uno dei mezzi più efficaci usati per far conoscere la protesta all’estero. Come la donna simbolo della Madrepatria del poster sovietico, Maria Kolesnikova è divenuta il simbolo dell’opposizione bielorussa.

Lukashenko, al potere dal 1994,  continua a mantiene l’appoggio di Vladimir Putin, il suo alleato chiave. Finora l’Occidente è stato cauto nell’intraprendere un’azione decisa che potrebbe provocare un intervento russo, sebbene l’UE stia stilando un elenco di funzionari bielorussi da colpire con sanzioni. Nel frattempo si continua a non sapere nulla della sorte di Maria Kolesnikova. Le ultime notizie la danno trattenuta in una prigione del KGB a Minsk, dopo il suo rapimento, avvenuto nella capitale bielorussa lo scorso 7 Settembre. Dita incrociate.

Boris Johnson e il COVID-19 🇬🇧

La gestione della pandemia da parte del Governo di Boris Johnson 🇬🇧 sarebbe degna di un aforisma di Pirandello.
Meglio vedere il lato comico allora, che se ci si ferma a riflettere finisce che ci si mette a piangere… 😒 

Statuary: Heritage or Modern Horror? — HistorianRuby: An Historian’s Miscellany

The dumping of the statue of slave trader Edward Colston into the harbour at Bristol has brought into question the veritable army of statues that Britain displays in towns and cities. Many of us walk by without giving them a second glance. Many of them are relics of Britain’s defunct Empire and proudly display men […]

via Statuary: Heritage or Modern Horror? — HistorianRuby: An Historian’s Miscellany

I diari del COVID_19 #10

Ho accolto con grande soddisfazione l’annuncio del Governo che dalla prossima settimana sarà obbligatoria la mascherina sui mezzi di trasporto nazionali – anzi non capsico perche’ non sia obbligatoria e basta per chiunque voglia mettere il naso fuori di casa.

Tuttavia per chi come eme porta gli occhiali questo comporta un certo problema logistico: il costante appannamento degli occhiali… 🤓