Una nuova guida per Bologna, un viaggio tra storia e cultura

Bologna: cittĆ  dā€™arte e di cultura, affascina ed attrae visitatori da tutto il mondo per le sue bellezze storiche e artistiche. Da sempre turisti e studenti si aggirano per le strade del centro storico, tra i caratteristici portici e scorci suggestivi, forse spesso ignari della storia in cui sono immersi. Bologna ĆØ una cittĆ  cosƬ [ā€¦]

Una nuova guida per Bologna, un viaggio tra storia e cultura

Da Roma a Bologna, i luoghi della cultura e le mostre che riaprono

Riaprono oggi i luoghi della cultura in Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Lazio e Calabria. In tutte queste regioni i musei saranno pertanto aperti dal lunedƬ al venerdƬ nei soli giorni feriali. Ecco quindi cosa fare a Roma, Bologna, Torino, Genova e in tante altre cittĆ  italianeā€¦

Da Roma a Bologna, i luoghi della cultura e le mostre che riaprono

A presto, Sala Borsa!

Qualche giorno fa, la newsletter che ricevo dallā€™Istituzione Biblioteche di Bologna (anzi no, lā€™Istituzione non esiste piĆ¹, cancellata e riassorbita allā€™interno del Settore Cultura del Comune ā€¦ ma questo ĆØ un altro discorso) conteneva lā€™invito a compilare un questionario predisposto da AIB (Associazione Italiana Biblioteche) per rilevare i bisogni negati dalla chiusura delle biblioteche e [ā€¦]

A presto, Sala Borsa!

Drawing dialogues on Bolognina

Once upon a time, just across the central Station, there was quite a large district of town called Bolognina (yes, it translates exactly ā€œLittle Bolognaā€: how sweet is that?). Mainly inhabited by the working class and quietly out of the radar, it gained some popularity in the Nineties after becoming synonymous with the official death [ā€¦]

Drawing dialogues on Bolognina

Lucio, a 40 anni dalla sua uscita torna lā€™album ā€œDallaā€: i suoi brani piĆ¹ belli

A 40 anni dallā€™uscita, torna nei negozi lā€™album ā€œDallaā€, in unā€™edizione limitata rimasterizzata per recuperare le sonoritĆ  originale. In uscita il 13 novembre per Sony Music, conterrĆ  brani come Balla balla ballerino, Cara, Futura e Siamo deiā€¦ A 40 anni dallā€™uscita, torna nei negozi lā€™album ā€œDallaā€, in unā€™edizione limitata rimasterizzata per recuperare le sonoritĆ  originale.ā€¦

Lucio, a 40 anni dalla sua uscita torna lā€™album ā€œDallaā€: i suoi brani piĆ¹ belli

Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la strage di Bologna

Il sonno della ragione genera mostri ĆØ un dipinto ad acquarello dell’artista Renato Guttuso. Fu eseguito per un numero speciale del settimanale L’Espresso dedicato alla strage di Bologna. Guttuso, per quest’opera, si ispira all’omonima incisione di Francisco Goya… Continue reading Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e laā€¦

Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la strage di Bologna

What to do in Bologna for free in august ā€” Flaneur in Bologna

It took me some time (you know, some errands here, a pandemia there) but Iā€™m back. Just in time for giving away some tips on how to face this weird august in the city, with less tourists than the years before and more locals around because the economic consequences of the recent lockdown made itĀ [ā€¦]

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Angelo Minghetti, ceramista e bolognese

Chi lā€™avrebbe mai detto! Che proprio nelle sale delle ceramiche del “mio” museo ci fosse un pezzo di Bologna! Anzi non uno, ma tre, che questi grandi busti in terracotta invetriata raffiguranti gli imperatori Tiberio, Caligola e Domiziano furono prodotti nientemeno che dal mio concittadino Angelo Minghetti tra il 1858 e il 1885.

Angelo Minghetti, Busto dell’imperatore Calingola. Victoria and Albert Museum, Londra 2018 Ā©Paola Cacciari

Nato a Bologna il 16 giugno 1822 il quinto di nove figli, Angelo Minghetti ĆØ costretto, ancora fanciullo, a sbarcare il lunario lavorando presso un fornaio per contribuire alle finanze famigliari, che erano nettamente peggiorate quando il padre fu fu chiamato a servire nelle campagne dā€™Italia, Spagna e Russia nel periodo napoleonico.

Dopo lā€™Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si era iscritto alle classi di elementi dā€™ornato ed elementi di figura, Minghetti si trasferƬ ad Ancona, diventanto nel 1841 fuciliere e scrivano dellā€™esercito pontificio. Ma nel capoluogo marchigiano fu vittima di una calunnia e, accusato di furto, fu processato dal tribunale militare di Ancona – accusa dalla quale fu assolto nel 1843.

Il danno, tuttavia, era fatto e nel febbraio del 1842 il nostro eroe fece ritorno a Bologna dove, dopo la morte del padre, lavorĆ² come imbianchino, decoratore e liquorista. Nel 1848 Minghetti combatte sulle barricate durante i moti risorgimentali bolognesi e lā€™8 agosto partecipĆ² alla battaglia della Montagnola, combattuta l’8 agosto 1848 tra i cittadini bolognesi e le truppe dell’impero austriaco.
Terminati gli scontri, l’inquieto Minghetti iniziĆ² la produzione di ceramiche collaborando con la fabbrica Bucci di Imola nel 1848 per poi tonare a Bologna una volta appresi i segreti del mestiere.

E fu nella cittĆ  felsinea che, nel 1858, Minghetti aprƬ la sua prima fornace in palazzo Pepoli, in via Castiglione. Lā€™ampliamento dellā€™attivitĆ  richiese una nuova fornace che nel 1864 lui aprƬ in palazzo Malvasia in via Zamboni e successivamente, dal 1878, in via S. Vitale 87.

Minghetti si dedicĆ² anche alla produzione di ceramiche ispirate a modelli rinascimentali, specialmente a quelli dei Della Robbia, presentando per la prima volta le sue opere nel 1869 allā€™Esposizione dellā€™agricoltura industriale di Bologna, dove fu premiato con una medaglia dā€™argento. Nel 1870 espose anche allā€™International Exhibition of world a Londra e nello stesso anno alla Mostra dā€™arte a Roma. Il successo crebbe ulteriormente allā€™Esposizione universale di Vienna del 1873, dove fu premiato con medaglia al merito per aver presentato un vaso di maiolica alto m 2,30, unā€™opera dallā€™altezza mai proposta a quel tempo e la cui decorazione era ispirata al Trionfo di Bacco carraccesco della galleria Farnese. Lā€™opera colpƬ perchĆ© la realizzazione e la decorazione facevano sembrare la ceramica un vero vaso antico, tanto che Minghetti fu considerato il rinnovatore della ceramica italiana e gli fu conferito il diploma dā€™onore. Allā€™Esposizione nazionale di Milano del 1881 fu premiato con medaglia dā€™oro.

MorƬ a Bologna nel febbraio 1885 e riposa nel cimitero della Certosa in una tomba in ceramica che ricorda la tipologia dei Della Robbia, secondo il volere dei figli Gennaro e Arturo, divenuti titolari della ditta Minghetti nel 1885. La manifattura fu attiva fino al 1967. Nel 1949 fu aperto in piazza Galvani a Bologna un negozio di ceramiche Minghetti, che cessĆ² lā€™attivitĆ  nel 1989

2020 Ā© Paola Cacciari

Dizionario Biografico degli Italiani Minghetti

Bologna in Russia

Viale Fioravanti a Bologna non andrebbe molto lontano in un concorso di bellezza sulle vie della cittĆ . Nel quartiere Navile, al Nord della linea ferroviaria, un tempo era una delle aree piĆ¹ produttive della cittĆ , sede del mercato ortofrutticolo, ma da tempo caduta in disgrazia e abbandonata alla microcriminalitaā€™, nonostante i vari tentativi di riconversione e riqualificazione urbana operati dal Comune.
Nella mia mente, viale Fioravanti sarebbe sempre stato associato al Centro Sociale indipendente LINK (acronimo di L’Isola nel Kantiere o LINK Project), in cui andavo a sentire musica tecno e a bere birra durante i miei giorni universitari, e ai bellissimi murales che lā€™artista di strada Blu aveva dipinto sui uri esterni della struttura.
Non ho mai pensato al nome della strada o al personaggio che le aveva dato il nome ā€“ che un nome ce l’aveva, Aristotele Fioravanti. Ma non mi sono mai preoccupata di sapere chi fosse. Fino a due giorni fa, quando su Amazon Prime mi sono imbattuta su una serie televisiva russa sulla storia della Principessa Sofia Paleologa.

Ora, direte voi, che centrano una serie TV russa e una principessa bizantina con una strada di Bologna? Centrano, centrano. Abbiate pazienza. Che se non fossi stata bloccata dal COVID-19 e non avessi ceduto alle lusinghe della sottoscrizioni su internet, non sarei mai venuta a conoscenza di questo singolare scambio interculturale tra la Russia e la mia Bologna avvenuto nella seconda meta’ del XV secolo.

Nato a Bologna nel 1415 (motivo per cui gli ĆØ stata dedicata una strada in primo luogo…) Ridolfo “Aristotele” Fioravanti era un architetto e medaglista, ma soprattutto fu un brillante ingegnere militare, civile e idraulico.Ā  E proprio a Bologna Aristotele realizzĆ² importanti opere architettoniche in cui utilizzĆ² innovazioni tecniche, ponteggi e macchinari per la ricostruzione delle torri delle famiglie nobili della cittĆ , cosa per cui divenne celebre. RiuscƬ persino a sposta di oltre 13 metri e senza danneggiarla, la torre di Santa Maria della Magione (alta 24 metri) con un sistema di cilindri – un vero prodigio della meccanica, avvenuto nel 1455 tra lo stupore dei bolognesi. Semre a Bologna, Fioravanti realizzĆ² anche il progetto della nuova facciata del Palazzo del PodestĆ , che chiude con la sua grazia rinascimentale la gotica Piazza Maggiore – anche se l’edificio fu terminato solo nel periodo 1484-1494 da Giovanni II Bentivoglio.

Ma il nostro Fioravanti bolognese non si fermava mai e gli anni tra il 1458 e il 1467 lo vedono prima a Firenze al servizio di Cosimo de’ Medici, poi a Milano; nel 1467 Mattia Corvino, re d’Ungheria chiese il suo intervento per costruire ponti e castelli per arginare l’avanzata dei Turchi.

La sua fama di ingegnere arrivĆ² anche in Russia dove la nipote dell’ultimo imperatore bizantino Costantino XI Paleologo, Zoe Paleologa (1455-1503), aveva sposato Ivan III di Russia ed era diventata la Gran Duchessa e principessa di Mosca con il nome ortodosso di Sofia.

Sofia era una donna straordinaria. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi Ottomani nel 1453, in cui morƬ lā€™ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, il padre di Zoe Tommaso Paleologo (il fratello minore del defunto Costantino XI) fuggƬ a Roma. Qui, il 7 marzo 1461, fece il suo ingresso trionfale come legittimo erede dell’Impero Bizantino1.Ā  Alla morte del padre Tommsaso, Zoe fu adottata dal Papa e crebbe alla corte di Sisto IV, la sua educazione affidata alle cure del cardinale e umanista greco Basilio Bessarione.

Probabilmente fu proprio di Bessarione lā€™idea di proporre Zoe come sposa per sovrano russo Ivan III, probabilmente con la speranza di rafforzare l’influenza della Chiesa cattolica in Russia, o di unire cattolici e ortodossi come era stato stabilito nel Concilio di Firenze. Qualunque fosse il vero motivo del Papa per il matrimonio, il progetto fu un fallimento per Roma, visto che appena arrivata Sofia ritornĆ² immediatamente alla fede Ortodossa dei suoi antenati. Ivan III, dal canto suo, interessato allo status e ai diritti derivatigli da unā€™unione con la principessa di Costantinopoli, fu piĆ¹ fortunato.

Il matrimonio fu celebrato per procura a nella Basilica di San Pietro a Roma nel giugno 1472 e in Novembre Sofia arrivĆ² finalmente a Mosca.
Inutile dire che la presenza di questa greca cresciuta nellā€™Italia umanista colta e dal carattere forte, fu una delle principali fonti di tensione alla corte di Ivan III, secondo cui il Gran Principe si lasciava troppo influenzare dai suggerimenti della moglie. Certo, se fu lei a suggerire allo Zar lā€™introduzione al alla sua core dello splendore e della meticolosa etichetta delle cerimonie bizantine (che se Mosca doveva diventare la Terza Roma bisognava darsi da fare) lui accettĆ² il suggerimento di buon grado…

La Cattedrale della Dormizione di Mosca progettata da Aristotele Fioravanti
La Cattedrale della Dormizione di Mosca progettata da Aristotele Fioravanti

Comunque. Probabilmente fu grazie allā€™insistenza di Sofia che Ivan III di Russia chiamĆ² Aristotele Fioravanti, allora impiegato presso il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, per affidargli la ricostruzione da zero della cattedrale della cattedrale della Dormizione, che era stata distrutta da un terremoto, un evento estremamente raro a Mosca, nel 1474. Qui tra il 1475 e il 1479 Fioravanti diresse la costruzione della nuova cattedrale. Ispirata alla preesistente cattedrale della Dormizione di Vladimir per la costruzione, Fioravanti tuttavia progettĆ² un edificio luminoso e spazioso in cui i retaggi rinascimentali si fondevano alla tradizione russa.
Da eccellente ingegnere qual’era, il bolognese utilizzĆ² per la costruzione una tecnica ultramoderna simile al cemento armato che inglobava uno scheletro di ferro entro la costruzione stessa.

Per anni Fioravanti servƬ fedelmente Ivan III e piĆ¹ volte chiese il permesso di poter tornare in patria, facendo intervenire anche il Governo di Bologna, ma lo zar Ivan III fu irremovibile e negĆ² l’assenso ad ogni sua istanza. Fioravanti morƬ a Mosca nel 1486 circa, senza mai rivedere Bologna.
Non guarderĆ² mai piĆ¹ nĆ© viale Fioravanti nĆ© il Palazzo del PodestĆ  come prima…

2020 Ā©Paola Cacciari