Gli Uffizi hanno bisogno di Tiktok? La risposta è Sì

Dare un contatto diretto, un assaggio dell’arte, durante il distanziamento sociale causato dall’emergenza Covid-19. Le Gallerie degli Uffizi come nuovo esempio di promozione del patrimonio, e i social network per il rinnovo della Pubblica Amministrazione. Profilo Tiktok degli Uffizi Martedì 24 novembre si è tenuto il seminario “Social Media e Promozione del Patrimonio Culturale” con […]

Gli Uffizi hanno bisogno di Tiktok? La risposta è Sì

Drawing dialogues on Bolognina

Once upon a time, just across the central Station, there was quite a large district of town called Bolognina (yes, it translates exactly “Little Bologna”: how sweet is that?). Mainly inhabited by the working class and quietly out of the radar, it gained some popularity in the Nineties after becoming synonymous with the official death […]

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Dario Franceschini: “Adesso chiuderanno anche i musei”

Il Ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini, in merito al nuovo DPCM, anticipa, in collegamento con Fabio Fazio, su Rai Tre, la chiusura dei musei. Ha infatti dichiarato: “adesso chiuderanno anche i musei…” Continue reading Dario Franceschini: “Adesso chiuderanno anche i musei” at Uozzart.

Dario Franceschini: “Adesso chiuderanno anche i musei”

L’umanità fragile, i personaggi di Alberto Sordi in mostra alla Casa del Cinema di Roma

Apre alla Casa del Cinema di Roma la mostra fotografica di Fondazione 3M “L’umanità fragile”, dedicata ad Alberto Sordi. L’esposizione, visitabile fino al 28 novembre, raccoglie le immagini scattate sui set di molti dei film di cui l’attore romano è stato protagonista

L’umanità fragile, i personaggi di Alberto Sordi in mostra alla Casa del Cinema di Roma

Ai Musei Capitolini il lockdown italiano visto dalla Stampa Estera

Prende il via giovedì 8 ottobre, sino al 1° novembre, a Palazzo dei Conservatori, la mostra fotografica “LOCKDOWN ITALIA visto dalla Stampa Estera”, a cura dell’Associazione della Stampa Estera in Italia… Continue reading Ai Musei Capitolini il lockdown italiano visto dalla Stampa Estera at Uozzart.

Ai Musei Capitolini il lockdown italiano visto dalla Stampa Estera

The Shadow King di Maaza Mengiste

Non so quando questo libro sarà pubblicato in Italia. La campagna di Etiopia è stato un fiasco coloniale spiacevole da ricordare, messo a tacere per anni e di cui si parla ancora poco. Ed ora, con l’estrema destra che sta rialzando la testa dubito si voglia rispolverare quella lontana vergogna avvenuta nel 1935 e risuscitare fantasmi lontani di cui tanto poco si parla. Soprattutto a scuola, non c’è mai il tempo. Non c’è mai abbastanza tempo per fare tutto come si deve, soprattutto le cose importanti. Ne sa qualcosa la mia amica insegnante alle medie, che deve ricordare a se stessa tutti i giorni che le sue energie non sono inesauribili e che il lottare contro programmi scolastici miopi e ministri ciechi e sordi è come la battaglia di Don Chisciotte contro mulini a vento.

Secondo un recente sondaggio Eurispes, il 15 % degli Italiani intervistati neghi Auschwitz e la Shoah – una cosa non solo sconfortante, ma che ha addirittura dell’incredibile. Con questi presupposti non sorprende l’apocalittica ignoranza di gran parte di noi italiani nei confronti dei crimini coloniali commessi dagli nostri compartioti in Etiopia come in Libia – un crimine ripetutamente messo a tacere dalla stampa che non ha quasi traccia di quegli eventi nella nostra memoria nazionale. Inclusa la mia.

Map showing the military actions from February to May 1936
Map showing the military actions from February to May 1936

“Nelle famiglie etiopi” ha raccontato Maaza Mengiste (che in in Etiopia ci è nata nel 1974, ma da cui la sua famiglia è fuggita quando era una bambina per sfuggire al regime della giunta militare che aveva rovesciato l’imperatore Hailé Selassié I) durante una serie di conferenze a Ca’ Foscari “si parla molte volte degli italiani, e dei decenni che hanno trascorso sul Corno d’Africa. Gli anziani hanno decine di storie da raccontare sui bianchi che vennero dalle nostre parti. Invece, ho notato che in Italia questa cosa non accade. È sintomo di un passato che si vuole dimenticare, o che perlomeno non si accetta.” Una considerazione illuminante, che fa capire quanto sia controversa l’eredità del colonialismo nel nostro Paese.

Le sue ricerche hanno spesso portato Mengiste  ad incrociare la storia italiana. Ed è proprio il passato coloniale italiano al centro di The shadow King, il suo secondo romanzo (il primo, Beneath the lion’s gaze – Lo sguardo del leone, e’ stato pubblicato nel 2010 dall’editore Neri Pozza). 43726511

Raccontato da diverse prospettive, si concentra sull’esperienza delle donne etiopi che hanno giocato un ruolo fondamentale nella vittoria della guerra, così come su quella dei soldati italiani e del re esiliato, Hailé Selassié. Una storia, quella di Mengiste che attinge alla sua personale storia familiare, con un nonno che ha combattuto contro gli italiani – e una bisnonna che si era arruolata per combattere in prima linea durante la Guerra di Abissinia (1895-1896).

Ha imparato l’italiano per fare ricerche su questo libro. E questo l’ha avvicinata all’esperienza dei soldati fascisti.  Un passato di cui io stessa conosco pochissimo,  fino a quando mi e’ capitato di leggere questa intevista della Mengiste sull’Observer di Febbraio:

“Ero in tournée per il primo libro e sono andata in Calabria, nel sud Italia. Ho capito che molti dei fanti nel 1935 erano calabresi e siciliani. I generali venivano dal nord. Il popolo meridionale d’Italia, è il loro sangue in terra etiope.
Mi trovavo in una minuscola libreria di un piccolo paese della Calabria e durante la sessione di domande e risposte un uomo si è alzato e ha detto: “Vorrei parlarvi del 1935″. E l’intera stanza si è irrigidita.
L’Italia non ha parlato di questa storia; è ancora difficile per gli italiani capire cosa hanno fatto in Africa orientale. Alcune persone cominciarono a borbottare che si sedesse. Ma era visibilmente emotivamente scosso. Mi ha detto che suo padre era un pilota durante la guerra. Disse: “Mio padre ha lanciato del veleno sulla tua gente. Come posso chiedere il tuo perdono? ” E ha iniziato a piangere.

Ecco, perchè non se ne parla?

Massacri italiani in Etiopia e coscienza storica

Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

In merito ai Recovery Fund, tra le priorità del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, la digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico nazionale, l’ammodernamento delle agenzie di viaggio e dei tour operator, la prosecuzione della decontribuzione per il settore turistico, la riqualificazione del patrimonio edilizio rurale, un grande piano nazionale…

Franceschini sui Recovery Fund: “Cultura e turismo centrali per il nostro Paese”

Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la strage di Bologna

Il sonno della ragione genera mostri è un dipinto ad acquarello dell’artista Renato Guttuso. Fu eseguito per un numero speciale del settimanale L’Espresso dedicato alla strage di Bologna. Guttuso, per quest’opera, si ispira all’omonima incisione di Francisco Goya… Continue reading Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la…

Il dipinto del 1980: Il sonno della ragione genera mostri di Renato Guttuso e la strage di Bologna

Addio a Philippe Daverio

È morto Philippe Daverio, ultimo divulgatore dell'arte in televisione

Gli occhiali tondi e il farfallino, la erre moscia e la simpatia: Philippe Daverio era un entusiasta amate dell’arte, una passione che riusciva a trasmettere agli spettatori dei suoi programmi e ai lettori delle sue pubblicazioni, forse perche’ parlava una lingua che la gente comune, i non appartenenti al settore dico, poteva comprendere. Per leggere i suoi articoli non occorreva una laurea in Storia dell’Arte, proprio per questo la gente lo seguiva, perche’ da lui imparava che tutti potevano apprezzare l’arte. Che divulgare non significa abbassare il livello, ma solo usare un linguaggio che la gente può capire. Daverio amava raccontare non solo la storia dell’arte, ma le storie nell’arte, con competenza di un esperto, e la simpatia di un amatore. Ho letto Art e Dossier per anni e i ho amato i suoi editoriali. Mi dispiace che se ne sia andato.

R.I.P Philippe Daverio (17 October 1949 – 2 September 2020)