Raymonda Act III – Variation 6 (Natalia Osipova; The Royal Ballet)

Petipa’s Raymonda Act III is Russian classical ballet summarized in one act, full of sparkle and precise technique. Principal of The Royal Ballet Natalia Osipova (Raymonda) dances Variation 6.

Raymonda was created by Marius Petipa in 1898 for the Mariinsky Theatre in St Petersburg. It contains some of his most spectacular choreography and a magnificent score by Alexander Glazunov, full of spirited rhythms and lilting waltzes – George Balanchine called it ‘some of the finest ballet music we have’. Rudolf Nureyev had an intimate knowledge of Raymonda: he performed in the ballet as a young dancer with the Kirov Theatre and staged a full-length version for The Royal Ballet in 1964, reviving many of the dances from memory. Nureyev presented an adapted version of Act III at Covent Garden in 1969. Against an opulent setting created by Barry Kay, a Hungarian folk dance opens the wedding celebrations for a ballerina and her cavalier. A lively male pas de quatre is followed by the famous grand pas hongrois, which contains ensembles for all 10 dancers, who wear radiant white costumes. Act III of Raymonda was performed as part of a tribute to Nureyev at the Royal Opera House in 2003. The final act of Petipa’s grand ballet classic, which contains some of the greatest choreography in Russian ballet, was adapted by Rudolf Nureyev. 

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La scomparsa di Bob the Cat — London SE4

Mi ricordo di James e Bob. Li vedevo sempre, anni fa, a Covent Garden, mentre tornavo a casa dal lavoro. James suonava oppure vendeva The Big Issue in strada e Bob se ne stava in equilibrio sulla sua spalla. La gente si fermava, scattava delle foto. Era così inusuale quel flemmatico gatto rosso, così inseparabile […]

via La scomparsa di Bob the Cat — London SE4

Il Limpido Ruscello (The Bright Stream)

Xenia Pchelkina / Denis Savin / A. Meskova / A. Bolotin / A. Petukhov – The Bright Stream – Bolshoi Theatre 2013

Uno dei balletti più divertenti che mi sia mai capitato di vedere è stato questo Limpido Ruscello del Teatro Bolshoi, su musica di Dmitri Shostakovich. Sfortunatamente Stalin non apprezzò che c’era da aspettarselo che una tale presa in giro non sarebbero andati giù a Mosca) e Shostakovich fu disonorato – una sorte migliore comunque di quella toccata al librettista Fyodor Lupokhov, che invece finì in un gulag. Uh!

 

 

I diari del COVID_19 #10

Ho accolto con grande soddisfazione l’annuncio del Governo che dalla prossima settimana sarà obbligatoria la mascherina sui mezzi di trasporto nazionali – anzi non capsico perche’ non sia obbligatoria e basta per chiunque voglia mettere il naso fuori di casa.

Tuttavia per chi come eme porta gli occhiali questo comporta un certo problema logistico: il costante appannamento degli occhiali… 🤓

I diari del COVID-19 #7

“Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.”

Così scriveva Luigi Pirandello in Uno Nessuno e Centomila. Che quello che sta accadendo nella politica inglese è qualcosa a metà tra un dramma pirandelliano e una canzone di Mina (Parole, Parole, Parole… ), con una punta di Checkov.

Se in durante la campagna elettorale del 2016 Steve Bannon era per Donald Trump l’equivalente dei left-behind, di tutti coloro che si sentivano abbandonati dall’America e che hanno votato (e probabilmente lo rivoteranno) Trump, Domininc Cummins è per Boris Johnson il paladino dei ‘forgotten British’, tutti coloro che si sono sentiti abbandonati dal Gorverno di Londra e  hanno votato per la Brexit e per i conservatori.

Da quando Boris è diventato Primo Ministro, Cummings è diventato uno dei suoi collaboratori più influenti. Forse il più influente. Un’influenza sinistra la sua, e che sembra tanto assoluta quanto pericolosa, come quella di Rasputin lo era per gli Zar di Russia. E guarda un po’ cosa è successo…

Comunque.

Cummings è stato definito in vari modi: anticristo, sociopatico, pazzo, messia o, più semplicemente nelle parole di David Cameron, come uno “psicopatico in cerca di fama”. Ma per chi segue il suo blog (e pare che che ne sia parecchia di gente che lo fa, anche se non riesco a trovare il numero esatto), in cui la filosofia si intreccia con la robotica, Orson Wells e Bismarck, Cummis è una sorta di genio incompreso.

Amato o odiato (ho una propensione per la seconda opzione), resta il fatto che l’eminenza grigia dell’euroscetticismo britannico, questo Richelieu della corte di Boris Johnson, è certamente uno dei personaggi più influenti della politica britannica dopo Johnson stesso: una sorta di intoccabile che si sente tale e pensa di essere al di sopra delle regole.

E il Cummings-gate che è esploso nei giorni passati lo dimostra. Lo scandalo in questione, che in un altro momento sarebbe stato ridicolo, in questo periodo appare di una gravità senza precedenti. Cummings infatti è accusato di aver violato le regole per contenere il coronavirus viaggiando con la sua famiglia attraverso l’Inghilterra per passare la quarantena (e la Pasqua) a casa dei suoi genitori a Durhan, nel nord dell’Inghilterra, nonostante sia lui che la moglie mostrassero già i sintomi da COVID-19.  Del tipo, “fate come dico, non fate come faccio” per intenderci….

Dopo giorni di polemiche, la settimana scorsa il governo ha organizzato una conferenza stampa nel giardino di Downing Street, la residenza del Primo Ministro, dove un seccatissimo Cummings con camicia aperta e senza cravatta, ha letto con la voce monotona e svogliata di chi è costretto a fare una cosa che davvero non vuole fare, un lungo resoconto dei suoi spostamenti. Alle domande dei giornalisti se era dispiaciuto delle sue azioni, ha risposto con un secco no, ripetendo di non aver violato le regole. Poche ore dopo, in un’altra conferenza stampa, lo stesso Primo Ministro si è rifiutato di parlare della vicenda, spiegando sbrigativamente che tutto ciò che era da dire era già stato detto da Cummings, e ripetendo che non lo avrebbe licenziato.

Dominic Cummings speaks at a press conference in the garden of Number 10 Downing Street © PA

Nonostante molti parlamentari conservatori si siano schierati (più o meno volontariamente) con Cummings pubblicato Tweets in sua difesa, molti altri conservatori (forse spinti dalle decine di lettere di protesta ricevute da parte dei loro elettori) non lo hanno fatto, anzi alcuni hanno ufficialmente chiesto le sue dimissioni. Douglas Ross, un sottosegretario del ministero degli Esteri per la Scozia, ha persino annunciato le sue dimissioni dal Governo, dicendo che non poteva spiegare ai suoi elettori che una cosa era sbagliata se fatta da loro, mentre era giusta se fatta da un consigliere del governo. Il livello di approvazione per Johnson è diminuito di 20 punti in 4 giorni.

2020 ©Paola Cacciari

Disease X exhibition online version from the Museum of London

Like many other London museums, the Museum of London has shifted focus to bring first-class online content to visitors at home while our physical doors are closed. A primary strand of this digital programming is publishing objects and stories from some of the museum’s most popular exhibitions from both past and present. The latest instalment […]

Disease X exhibition online version from the Museum of London