Natale a Kew Gardens

Dopo quasi vent’anni di Londra, pensavo di aver visto se non tutto, almeno molto. Certo avevo visto i Kew Gardens (i magnifici giardini botanici nella zona Ovest della Capitale) diverse volte che io e la mia dolce metàci andiamo regolamente in Primavera e in Autunno per ammirane i gloriosi colori. Ma per Natale non c’ero mai stata. Fortunatamente la mia autoctona (ed energetica) amica-collega Nicky ha posto fine a questa mia grave lacuna e, in una gelida sera del Dicembre britannico insieme ad altri due amici-colleghi, ci siamo avventurati alla scoperta del Natale a Kew Gardens che per l’occasione sono aperto fino alle 22.00.

Christmas at Kew gardens. London, 2017 © Paola Cacciari
Christmas at Kew gardens. London, 2017 © Paola Cacciari

E che rivelazione! Alla sera il giardino è illuminato da migliaia di luci colorare che donano all’ambiente circostante un’atmosfera incantata. Alberi di Natale dalle chiome luccicanti, ponti magici e luci verticali a cascata e colorate, un tunnel di luce e un giardino di fuoco.

E musica di sottofondo. Wow!! Uno spettacolo davvero indimenticabile!! E se come me siete freddolosi, niente paura: ci sono numerosi chioschi lungo il percorso che vendono Mulled wine (vin brûlé) e mince pies, i tipici dolcetti natalizi di di pastafrolla ricoperti di zucchero a velo e ripieni di frutta e aromatizzati da cannella e chiodi di garofano. Yummy!!! E dopo un paio di bicchieroni di vino aromatizzato caldo e qualche torina, non sentirete piu’ nulla!! E allora buon divertimento e Buon Natale!! 🙂

2017 ©Paola Cacciari

Londra//fino al 1 Gennaio 2018

Royal Bothanic Gardens Kew

kew.org

Lo Schiaccianoci

 

Evviva! Arriva Natale e con esso anche il più natalizio dei balletti classici, Lo Schiaccianoci che da queste parti si chiama The Nutcraker. Cerco di andare ogni anno a vederlo alla Royal Opera House, ma quest’anno la mia recente discesa in Italia per fare visita alla famiglia ha coinciso con il mio appuntamento con la Fata Confetto e Clara, lo Schiaccianoci e il Re Topo. Per fortuna c’è il blog Balletto Classico a riempire il vuoto con questo bellissimo post! Buona lettura!

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Steven McRae as The Prince and Sarah Lamb as The Sugar Plum Fairy in the Royal Opera House The Nutcracker

 

 

 

Balletto Classico

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Lo schiaccianoci (in russo Щелкунчик, Ščelkunčik) è un balletto tardoromantico del 1892, che attinge al patrimonio fiabesco, su coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov e con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 71).

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L’inghilterra in cucina: il pranzo di Natale

Anche quest’anno non sono riuscita da avere le ferie per Natale, che il museo non si ferma mai se non per soli tre gg dal 24 al 26 durante i quali anche noi Gallery Assistants ci godiamo un po’ di meritato riposo. Cosí invece di tornare in Italia, nella mia natia Bologna come ho fatto per anni, trascorrero’ un altro Natale inglese in compagnia della mia dolce metà e della sua inglesissima famiglia. E devo dire che pur sentendo la mancanza dei tortellini e dello zampone (in fondo in fondo sono pur sempre una bolognese…), le cose che popolano la tavola natalizia inglese sopperiscono alla loro mancanza piuttosto bene!

A cominciare dal tacchino ripieno, accompagnato da salsa ai mirtilli (e non arricciate il naso prima di averlo provato!!) e servito con patate arrosto e parsnips, le pastinache, radici molto simili alle patate e che (come le patate) possono essere preparate al forno o fritte (ma che a differenza delle patate sono sparite quasi completamente dalle nostre tavole nel XIX secolo), mini-salsiccie di maiale avvolte in sottili fette di bacon chiamate pigs in blankets (‘maialini coperti’), cavoletti di Bruxelles cucinati con bacon e castagne (etc etc etc). Non occorre essere Pellegrino Artusi per notare che a differenza dell’Italia, dove il menù varia davvero molto a seconda della regione in questione, in Gran Bretagna il pranzo di Natale è pressoché lo stesso ovunque e quando le differenze ci sono, sono pressoché inesistenti.

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Invece del panettone c’è il Christmas pudding, un dolce dalla forma rotonda e a base di uova, mandorle, frutta candita, spezie e zucchero bollito nel brandy, preparato – secondo la tradizione – nel periodo dell’Avvento e portato in tavola il 25 dicembre. Nato nell’Inghilterra medievale (pare fosse già molto diffuso nel XVI secolo), il Christmas pudding o plum pudding (come veniva anche chiamato nonostante non contesse prugne) fu poi abolito dai Puritani di Oliver Cromwell insieme alle mince pies, al teatro, alla musica e ad ogni altra cosa che comportasse anche solo remotamente il godersi la vita. Bisognerà aspettare il XIX secolo perché il dolce torni alla “piena legalità”, apparendo nientemeno che sulla tavola dalla regina Vittoria e tra le pagine del Canto di Natale (1843) di Charles Dickens e diventando dall’oggi al domani il principale dolce natalizio inglese. La prima a chiamarlo Christmas Pudding fu la cuoca Eliza Acton nel suo bestseller Modern Cookery for Private Families, pubblicato nel 1845, anche se  bignerà attendere il 1858 perche’ lo scrittore Anthony Trollope lo citi con questo nome per la prima volta in un suo racconto. Di solito lo si serve flambé accompagnato da panna liquida normale o al brandy. Inutile dire che è una vera e propria bomba atomica di calorie (pensate al panettone elevato all’ennesima potenza) decisamente non adatta agli astemi, ai diabetici o a chi, come la mia dolce metà, non ama la frutta…

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 Per questi ultimi ci sono molte opzioni, tra cui lo Yule log, l’immancabile torta al cioccolato fatta a forma di tronco d’albero, anche questa rigorosamente accompagnata da panna liquida o burro al brandy. Quest’anno la responsabilità di produrre questa prelibatezza e’ ricaduta sulle spalle di mia nipote più grande, una cioccolato-dipendente come sua zia acquisita (io). Inutile dire che a parte un tenue strato di  pan di Spagna all’interno, il suo Yule Log era un solido pezzo di cioccolata spolverato da zucchero che a sua volta e’ stato opportunnamente spolverato da un gruppo di parenti golosi.

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E per finire le mie adorate Mince Pies, tortine di pastafrolla ricoperte di zucchero a velo e ripiene di frutta e aromatizzate da spezie come la cannella e chiodi di garofano, perfette servite calde e accompagnate da un bicchierino di sherry. Ma io da vera e propria filistea le mangio anche a temperatura ambiente a colazione, che con un buon caffè espresso fatto con la moka Bialetti ci stanno benissimo… 🙂 E a quanto pare non sono la sola a pensarla così. Secondo la tradizione infatti, anche Babbo Natale ne va matto ragion per cui ogni famiglia che si rispetti deve lasciare un piattino di mince pies vicino al camino (meglio se insieme ad un bicchiere di brandy o di sherry e da una carota per la renna) per ringraziare Babbo Natale per i doni. 🙂

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Ed ora per favore non parlatemi di cibo per qualche settimana…  🙂

2016 © Paola Cacciari

Un Buon Natale vittoriano

Natale al museo quest’anno ha il sapore antico dell’epoca vittoriana. Canzoni di natale, alberi (veri e finti) magnificamente decorati ovunque nelle sale, all’entrata principale, persino nel ristorante. E visto che il Victoria and Albert Museum ha la fortuna di possederlo tra i suoi innumerevoli tesori, in mostra c’è anche lui, il primo biglietto natalizio della storia, realizzato nel 1843 ad opera dell’infaticabile Henry Cole (il futuro primo direttore del nostro meraviglioso museo) commissionò al suo amico artista John Callcott Horsley  la realizzazione di 1.000 biglietti di auguri di Natale da inviare ad amici e parenti.

Che anche la creazione del primo biglietto di auguri di Natale sia dovuta ad Henry Cole non mi sorprende, che il suddetto personaggio collezionò un sacco di primati durante la sua impressionante carriera di impiegato statale, tra cui l’invenzione delle London Blue Plaques, le targhe rotonde di ceramica blu che occhieggiano discrete dai muri delle case e dei palazzi della Capitale e che ci raccontano dei grandi personaggi inglesi e stranieri che in quei luoghi hanno vissuto, dormito, o anche solamente mangiato. Ma dubito che persino lui, con tutto il suo talento e la sua geniale visione imprenditoriale, potesse prevedere che questo suo gesto così pragmatico (era un uomo molto impegnato lui, e a quanto pare non aveva tempo per scrivere lunghe lettere) si sarebbe trasformato in quel fenomeno commerciale che conosciamo ora. John Callcot Horsley, dal canto suo, pensò di celebrare tutte le generazioni di una tipica famiglia vittoriana intenta a brindare al Natale, il tutto accompagnato dalla scritta:

“A Merry Christmas and a Happy New Year to You” .

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Xmasse 1843’, London, 1843. Recognised as the first Christmas card. © Victoria and Albert Museum, London

E speriamo in bene, che questo 2016 è stato un anno bisestile e come diceva sempre mia nonna “anno bisesto anno funesto”…

 

 

 

Il mercatino di Natale del Southbank Centre.

Quest’anno Londra  è  stata più che mai invasa dei mercatini di Natale: ce ne sono ovunque, persino nella centralissima Leicester Square ai piedi della statua di Shakespeare e davanti a Tate Modern. Ma il mio preferito (forse perche il primo a cui sono stata) è  quello che da anni decora la zona di SouthBank dominata da quella bellissima bruttura architettonica che è la sala da concerti della Royal Festival Hall. Anni fa si chiamava Cologne Christmas Market, dalla città di Colonia, ma forse adesso che è  più affermato nel calendario dell’inverno londinese, gli organizzatori del mercato non sentono più il bisogno di sottolineare la sua origine tedesca. Chissa’..

Southbank Centre Christmas Market © Jason Alden
Southbank Centre Christmas Market © Jason Alden

Perché i merctini di Natale sono di origine tedesca. Se vogliamo credere a Wikipedia, i mercatini di Natale hanno avuto origine nel tardo medioevo, in quella parte dell’Europa di lingua tedesca che includeva anche quelle regioni della Francia e Svizzera che un tempo appartenevano al Sacro Romano Impero ed erano noti generalmente come Mercato di San Nicola. Il primo documento che attesta un mercato di Natale risale al 1434 e cita uno Striezelmarkt (mercato degli ‘Striezel’, un dolce tipico tedesco) avvenuto a Dresda il lunedì precedente il Natale.

I primi mercatini di Natale non erano altro che fiere invernali che duravano un paio di giorni e che si tenevano intorno alla chiesa principale della città per sfruttare il passaggio dei fedeli che andavano a messa. Almeno fino a quando questa posizione si rivelò essere troppo efficace, tanto da spingere un parroco di Norimberga nel 1616 a lamentarsi di non poter officiare il rito pomeridiano della vigilia di Natale in quanto nessuno ci andava piú! Con tutta probabilità questo boom della popolarità dei mercatini di Natale avvenne durante la Riforma protestante, quando Martin Luther – notoriamente contrario al culto dei santi – cambiò il nome del Mercato di San Nicola in Christkindlmarkt, introducendo l’usanza nota anche in molte regioni d’Italia che sia Gesù Bambino a portare i regali ai bambini e non San Nicola (da cui il nome Christkindlsmarkt). Un’ironia, se vogliamo, che una tradizione Protestante si sia affermata nella patria del cattolicesimo. Mi chiedo sie la mia religiosissima nonna lo sapeva!

Anche al mercatino di Natale di Southbank, i prodotti in vendita nelle bancarelle a forma di chalet alpino sono quasi sempre gli stessi che si trovano in tutti gli altri Christmas Markets., e mi piacciono proprio per quello: le colorate decorazioni per l’albero di Natale, i dolci tipici natalizi  come il gingerbread, il pan di zenzero a forma di cuore, di omino stilizzato o di albero di natale, piccoli oggetti di artigianato assolutamnete inutili, ma di cui (ogni anno) si pensa  di non poter fare  a meno, e regali e regalini unici e meno unici con cui riempire la calza della Befana. Il tutto naturalmente accompagnato da profumato vin brulé, panini, salsicce e würstel caldi annaffiati da tanta birra. Quest’anno il mercato è più grande del solito ed e’ accompagnato da conferenze, eventi legati alle festività natalizie al Southbank Centre Winter Festival, di cui tutte le informazioni sono qui

Londra//fino al 25 Gennaio 2017

Southbank Centre
Belvedere Road
London
SE1 8XX

Hyde Park Winter Wonderland 2014

E anche quest’anno è arrivato, il parco dei divertimenti più famoso di Londra! Giunto alla sua settima edizione, Winter Wonderland è una grande festa per grandi e piccini, uno degli eventi da non perdere nell’inverno londinese. E le interminabili file che si formano all’entrata durante il week-end ne sono una testimonianza evidente…

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Inutile dire che cose da fare sono moltissime e vanno dalla pista di pattinaggio su ghiaccio al Regno Magico, per non parlare di giostre e Luna Park, una ruota panoramica che offre un fantastico panorama su Hyde Park, concerti di Natale e numerosi altri eventi per ogni età. E naturalmente non può mancare la Grotta di Babbo Natale…

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Ma non finsice qui. C’è anche un autentico German Christmas market, il mercatino di natale tedesco con tante, coloratissime bancarelle, chioschi per caffè e bevande calde e, naturalmente, il classico vin brulé.

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Godetevi l’atmosfera di festa nel Bavarian Village, il delizioso villaggio bavarese dove tra bratwurst e birra tedesca potrete deliziare le vostre orecchie ascoltando bande musicali eseguire dal vivo canzoni tipiche bavaresi o, in mancanza degli ottoni, musica pop tedesca (inclusa Nena e i suoi 99 palloncini – per chi è troppo giovane per ricordare gli anni Ottanta o all’epoca era distratto, guardate qui).

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

L’ingresso è gratuito, ma le attrazioni sono a pagamento. Ma non andate senza soldi che il concetto di “ingresso gratuito” è relativo. Se siete dotati di una volontà di ferro riuscirete a passeggiare e assorbire l’atmosfera di festa senza soccombere alla festa di colori, odori e divertimento in offerta. Io non ci riesco mai...

Londra//fino al 4 Gennaio 2015.

Aperto tutti i giorni  dalle 10am alle 10pmPer la pista di pattinaggio è consigliata la prenotazione. Per ulteriori informazioni http://www.hydeparkwinterwonderland.com/ Winter Wonderland tornerà in Novembre 2015.