Quando Nilde Iotti divenne la prima donna Presidente della Camera

Nilde Iotti era stata una staffetta porta-ordini durante la Resistenza ed entrò nella Costituente e poi in Parlamento con la Repubblica. Fu la prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello stato, per questo la ricordiamo oggi che il partito a cui apparteneva non ha espresso neanche una donna nel Governo Draghi. Nilde […]

Quando Nilde Iotti divenne la prima donna Presidente della Camera

Storia del teatro italiano – Giorgio Strehler e il modello teatrale italiano in Europa

Figura emblematica del Novecento, Giorgio Strehler è stato uno dei registi più rappresentativi di tutto il teatro europeo. Durante la sua carriera il regista ne elabora infatti una sua concezione personale, sintesi di svago e didattica… Figura emblematica del teatro del Novecento, Giorgio Strehler (Trieste, 14 agosto 1921 – Lugano, 25 dicembre 1997) è stato […]

Storia del teatro italiano – Giorgio Strehler e il modello teatrale italiano in Europa

Ripensando (ancora) al 2020…

Che anno.

Il 2020 è stato un anno di perdite immani, a livello personale e universale. E’ stato l’anno dei non-abbracci e dei saluti toccandosi i gomiti, delle cantate alle finestre e dei battimani per gli operartori sanitari il giovedì alle 8pm; della ginnastica online, delle videochiamate su Skype con padre e suocera ultraottantenni e degli aperitivi su zoom con le amiche, della caccia alla carta igienica, dei neologismi (covidioti), dei meeting di lavoro su Team, dei quadri famosi ricreati da singoli o gruppi e postati su Instagram.

Ma è anche stato un anno di grandissima crescita interiore. Un anno in cui ho capito davvero il significato della parola resilience e di quanto le mie passeggiate quotidane al parco o per le strade del mio quartiere a fotografare i colori della primavera prima e dell’autunno poi, siano state (e lo sono ancora, nonostante il freddo!) vitali per il mio benessere psicofisico. Oltre naturalmente all’amore e all’amicizia delle persone importanti che popolano la mia vita, la famiglia, gli amici (italiani e londinesi) e molti colleghi che durante questo periodo sono divenuti veri amici.

Ho sempre detto che il mio lavoro ideale sarebbe stato fare la studentessa a vita o quantomeno ritagliarmi una carriera universitaria (e per un periodo ci ho pure creduto, che fosse possibile dico per una persona assolutamente priva contatti come lo ero io, accedere ad un dottorato di ricerca per puri meriti accademici. Naturalmete mi sbagliavo…). La combinazione quarantena + integrazione è stata la cosa più vicina a al mio sogno di essere pagata (nonostante meno del normale) per studiare. E l’ho fatto avidamente, sfruttando corsi online semi-gratuiti su LinkedIn, FutureLearn, Coursera.

Ho scoperto quel pozzo senza fondo che è Amazon Prime Video (OK, è la storia della mia vita arrivare sempre tardi su tutto… 😉😂) e ho ampliato considerevolemnte la mia educazione cinematografica contemporanea, con grande gioia del mio collega/regista.

Ho iniziato a studiare seriamente (o almeno più seramente di quanto avevo fatto in passato) il russo, anche grazie ai numerosi film e sceneggiati storici in lingua originale con sottotitoli in inglese gentilmente forniti dalla suddetta Prime Video. Ho imparato molto su Caterina II la Grande (Ekaterina), Sophia e Godunov, oltre ad essermi acculturata non poco sul ruolo pienamnete operativo avuto dalle donne nell’esercito dell’Armata Rossa durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale – dalle donne pilota del 46º Reggimento guardie di Taman per il bombardamento leggero notturno, e soprannominate dai tedeschi Streghe della Notte, l’asso dell’aeronautica militare Sovietica, Lydia Litvyak, e il cecchino Lyudmila Pavlichenko, soprannominata dagli americani Lady Death.

Ho goduto a piene mani dei repertori di opera e danza messi a disposizione gratuitamente dalla Royal Opera House di Londra, al Metropolitan di New York e al Bolshoi di Mosca sui loro canali YouTube seduta sul mio divano.

E naturalmente ho letto moltissimo, soprattutto non-fiction approfondendo temi su cui mi ero sempre soffermata poco e male perché ancora troppo vicini a me, come la Seconda Guerra Mondiale (i nonni) e la Guerra Fredda (la mia gioventù) e per questo molto inquietanti.

Ma proprio guardando l’arte e il balletto online, ho capito quanto sia importante per me il vivere fisicamente qualcosa come l’Arte, in tutte le sue forme. Cose semplici come il prendere l’autobus o la metro dopo una giornata passata la museo, incontrare la mia amica e opera buddy (compagna di opera e balletto) nel foyer della Royal Opera House, il chiacchierare della giornata passata leggendo il programma della performance e pregustare la maestrie delle etoiles, guardare e silenziosamente , il prendere posto sulla balconata, l’attesa elettrizzante prima dello spettacolo al vivo, incrociando le dita pur sapendo che sarebbe stato bellissimo.

Ho capito quanto mi piaccia il mio lavoro al museo, e quanto mi piacciano i miei colleghi, quel gruppo di persone così stimolanti e diverse tra loro per età, sesso, e provenienza geografica e culturale e quanto mi dispiacerebbe perdere tutto questo. Ma sarà quel che sarà, per cui largo al 2021.

E incrociamo le dita! 🤞🙏

2020 ©Paola Cacciari

I Nobel italiani per la letteratura – Giosuè Carducci, il primo italiano vincitore del Premio

Questa la motivazione per il premio assegnato a Giosuè Carducci: «Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile e alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica». Continue reading I Nobel italiani per la letteratura – Giosuè Carducci, il…

I Nobel italiani per la letteratura – Giosuè Carducci, il primo italiano vincitore del Premio

Storia del teatro italiano – Il genio di Luigi Pirandello e il suo metateatro

Come Luigi Pirandello influenzò il teatro mondiale. Dal teatro siciliano ai successi internazionali con Marta Abba e Ruggero Ruggeri. Poi la fase del metateatro, con la sua collaborazione con Eduardo De Filippo, e il teatro dei miti… Continue reading Storia del teatro italiano – Il genio di Luigi Pirandello e il suo metateatro at Uozzart.

Storia del teatro italiano – Il genio di Luigi Pirandello e il suo metateatro

Il capolavoro letterario del 1974: La Storia di Elsa Morante

Il capolavoro di Elsa Morante, pubblicato da Einaudi nel 1974. La tragica esistenza di Ida Ramundo e dei suoi due figli Nino e Useppe nell’Italia degli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Continue reading Il capolavoro letterario del 1974: La Storia di Elsa Morante at Uozzart.

Il capolavoro letterario del 1974: La Storia di Elsa Morante

L’umanità fragile, i personaggi di Alberto Sordi in mostra alla Casa del Cinema di Roma

Apre alla Casa del Cinema di Roma la mostra fotografica di Fondazione 3M “L’umanità fragile”, dedicata ad Alberto Sordi. L’esposizione, visitabile fino al 28 novembre, raccoglie le immagini scattate sui set di molti dei film di cui l’attore romano è stato protagonista

L’umanità fragile, i personaggi di Alberto Sordi in mostra alla Casa del Cinema di Roma

The Shadow King di Maaza Mengiste

Non so quando questo libro sarà pubblicato in Italia. La campagna di Etiopia è stato un fiasco coloniale spiacevole da ricordare, messo a tacere per anni e di cui si parla ancora poco. Ed ora, con l’estrema destra che sta rialzando la testa dubito si voglia rispolverare quella lontana vergogna avvenuta nel 1935 e risuscitare fantasmi lontani di cui tanto poco si parla. Soprattutto a scuola, non c’è mai il tempo. Non c’è mai abbastanza tempo per fare tutto come si deve, soprattutto le cose importanti. Ne sa qualcosa la mia amica insegnante alle medie, che deve ricordare a se stessa tutti i giorni che le sue energie non sono inesauribili e che il lottare contro programmi scolastici miopi e ministri ciechi e sordi è come la battaglia di Don Chisciotte contro mulini a vento.

Secondo un recente sondaggio Eurispes, il 15 % degli Italiani intervistati neghi Auschwitz e la Shoah – una cosa non solo sconfortante, ma che ha addirittura dell’incredibile. Con questi presupposti non sorprende l’apocalittica ignoranza di gran parte di noi italiani nei confronti dei crimini coloniali commessi dagli nostri compartioti in Etiopia come in Libia – un crimine ripetutamente messo a tacere dalla stampa che non ha quasi traccia di quegli eventi nella nostra memoria nazionale. Inclusa la mia.

Map showing the military actions from February to May 1936
Map showing the military actions from February to May 1936

“Nelle famiglie etiopi” ha raccontato Maaza Mengiste (che in in Etiopia ci è nata nel 1974, ma da cui la sua famiglia è fuggita quando era una bambina per sfuggire al regime della giunta militare che aveva rovesciato l’imperatore Hailé Selassié I) durante una serie di conferenze a Ca’ Foscari “si parla molte volte degli italiani, e dei decenni che hanno trascorso sul Corno d’Africa. Gli anziani hanno decine di storie da raccontare sui bianchi che vennero dalle nostre parti. Invece, ho notato che in Italia questa cosa non accade. È sintomo di un passato che si vuole dimenticare, o che perlomeno non si accetta.” Una considerazione illuminante, che fa capire quanto sia controversa l’eredità del colonialismo nel nostro Paese.

Le sue ricerche hanno spesso portato Mengiste  ad incrociare la storia italiana. Ed è proprio il passato coloniale italiano al centro di The shadow King, il suo secondo romanzo (il primo, Beneath the lion’s gaze – Lo sguardo del leone, e’ stato pubblicato nel 2010 dall’editore Neri Pozza). 43726511

Raccontato da diverse prospettive, si concentra sull’esperienza delle donne etiopi che hanno giocato un ruolo fondamentale nella vittoria della guerra, così come su quella dei soldati italiani e del re esiliato, Hailé Selassié. Una storia, quella di Mengiste che attinge alla sua personale storia familiare, con un nonno che ha combattuto contro gli italiani – e una bisnonna che si era arruolata per combattere in prima linea durante la Guerra di Abissinia (1895-1896).

Ha imparato l’italiano per fare ricerche su questo libro. E questo l’ha avvicinata all’esperienza dei soldati fascisti.  Un passato di cui io stessa conosco pochissimo,  fino a quando mi e’ capitato di leggere questa intevista della Mengiste sull’Observer di Febbraio:

“Ero in tournée per il primo libro e sono andata in Calabria, nel sud Italia. Ho capito che molti dei fanti nel 1935 erano calabresi e siciliani. I generali venivano dal nord. Il popolo meridionale d’Italia, è il loro sangue in terra etiope.
Mi trovavo in una minuscola libreria di un piccolo paese della Calabria e durante la sessione di domande e risposte un uomo si è alzato e ha detto: “Vorrei parlarvi del 1935″. E l’intera stanza si è irrigidita.
L’Italia non ha parlato di questa storia; è ancora difficile per gli italiani capire cosa hanno fatto in Africa orientale. Alcune persone cominciarono a borbottare che si sedesse. Ma era visibilmente emotivamente scosso. Mi ha detto che suo padre era un pilota durante la guerra. Disse: “Mio padre ha lanciato del veleno sulla tua gente. Come posso chiedere il tuo perdono? ” E ha iniziato a piangere.

Ecco, perchè non se ne parla?

Massacri italiani in Etiopia e coscienza storica

E’ morto Quino, il papà di Mafalda: la strana genesi della bambina sempre polemica

Era il 1963 quando nacque Mafalda, il personaggio cult nato dalla penna di Quino. La genesi della piccola-grande bambina è abbastanza strana. Doveva infatti servire per una pubblicità… Continue reading E’ morto Quino, il papà di Mafalda: la strana genesi della bambina sempre polemica at Uozzart.

E’ morto Quino, il papà di Mafalda: la strana genesi della bambina sempre polemica