Il mercatino di Natale del Southbank Centre.

Quest’anno Londra  è  stata più che mai invasa dei mercatini di Natale: ce ne sono ovunque, persino nella centralissima Leicester Square ai piedi della statua di Shakespeare e davanti a Tate Modern. Ma il mio preferito (forse perche il primo a cui sono stata) è  quello che da anni decora la zona di SouthBank dominata da quella bellissima bruttura architettonica che è la sala da concerti della Royal Festival Hall. Anni fa si chiamava Cologne Christmas Market, dalla città di Colonia, ma forse adesso che è  più affermato nel calendario dell’inverno londinese, gli organizzatori del mercato non sentono più il bisogno di sottolineare la sua origine tedesca. Chissa’..

Southbank Centre Christmas Market © Jason Alden

Southbank Centre Christmas Market © Jason Alden

Perché i merctini di Natale sono di origine tedesca. Se vogliamo credere a Wikipedia, i mercatini di Natale hanno avuto origine nel tardo medioevo, in quella parte dell’Europa di lingua tedesca che includeva anche quelle regioni della Francia e Svizzera che un tempo appartenevano al Sacro Romano Impero ed erano noti generalmente come Mercato di San Nicola. Il primo documento che attesta un mercato di Natale risale al 1434 e cita uno Striezelmarkt (mercato degli ‘Striezel’, un dolce tipico tedesco) avvenuto a Dresda il lunedì precedente il Natale.

I primi mercatini di Natale non erano altro che fiere invernali che duravano un paio di giorni e che si tenevano intorno alla chiesa principale della città per sfruttare il passaggio dei fedeli che andavano a messa. Almeno fino a quando questa posizione si rivelò essere troppo efficace, tanto da spingere un parroco di Norimberga nel 1616 a lamentarsi di non poter officiare il rito pomeridiano della vigilia di Natale in quanto nessuno ci andava piú! Con tutta probabilità questo boom della popolarità dei mercatini di Natale avvenne durante la Riforma protestante, quando Martin Luther – notoriamente contrario al culto dei santi – cambiò il nome del Mercato di San Nicola in Christkindlmarkt, introducendo l’usanza nota anche in molte regioni d’Italia che sia Gesù Bambino a portare i regali ai bambini e non San Nicola (da cui il nome Christkindlsmarkt). Un’ironia, se vogliamo, che una tradizione Protestante si sia affermata nella patria del cattolicesimo. Mi chiedo sie la mia religiosissima nonna lo sapeva!

Anche al mercatino di Natale di Southbank, i prodotti in vendita nelle bancarelle a forma di chalet alpino sono quasi sempre gli stessi che si trovano in tutti gli altri Christmas Markets., e mi piacciono proprio per quello: le colorate decorazioni per l’albero di Natale, i dolci tipici natalizi  come il gingerbread, il pan di zenzero a forma di cuore, di omino stilizzato o di albero di natale, piccoli oggetti di artigianato assolutamnete inutili, ma di cui (ogni anno) si pensa  di non poter fare  a meno, e regali e regalini unici e meno unici con cui riempire la calza della Befana. Il tutto naturalmente accompagnato da profumato vin brulé, panini, salsicce e würstel caldi annaffiati da tanta birra. Quest’anno il mercato è più grande del solito ed e’ accompagnato da conferenze, eventi legati alle festività natalizie al Southbank Centre Winter Festival, di cui tutte le informazioni sono qui

Londra//fino al 25 Gennaio 2017

Southbank Centre
Belvedere Road
London
SE1 8XX

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London Art Fair 2016

London Art fair 2016. 2016 © Paola Cacciari

Non sarà famosa come Frieze, ma la London Art Fair resta comunque la più grande fiera di arte moderna e contemporanea del Regno Unito e dove artisti conosciuti e nuovi talenti vanno a braccetto. Ospitata come d’abitudine nell’elegante edifico del Business Design Centre di Angel, il super-trendy quartiere al Nord di Londra e quest’anno giunta alla sua ventottesimo edizione, la London Art Fair inaugura il nutrito calendario artistico londinese.

E non occorre essere collezionisti di arte contemporanea per godersi una bella passeggiata a curiosare tra gli stands (tutti e 126…) per verificare lo stato dell’arte contemporanea da questa parte della Manica. Certamente io e la mia amica A. che oggi mi ha accompagnato oggi in questa passeggiata tra i geni (ok, non sempre…) collezioniste non lo siamo, anche se devo ammettere non mi dispiacerebbe esserlo, soprattutto dopo aver realizzato che un disegno di Mirò non è poì così costoso…. 🙂 E così abbiamo trascorso un ameno pomeriggio curiosando tra le sculture a forma di medicinali di Damian Hirst, le macchie colorate di Patrik Heron, gli incubi di Francis Bacon e le levigate superfici di Barbara Hepworth e molti, molti altri, meno famosi ma altrettanto interessanti. E certamente piu’ divertenti, come questo fotomontaggio della Torre di Babele fatto di cartelli che si trovano in giro per la Capitale: una’ironica quanto azzecatissima metafora di Londra.

Emily Allchurch, London Babel (after Bruegel) 2015. GBS Fine Art

Emily Allchurch, London Babel (after Bruegel) 2015. GBS Fine Art. 2016 © Paola Cacciari

 

Emily Allchurch, London Babel (after Bruegel) 2015. GBS Fine Art. 2016 © Paola Cacciari

Sulla scia del successo ottenuto gli anni passati con insolite partnership con Hepworth Wakefield, museo dello Yorkshire dedicato a Barbara Hepworth, e con la prestigiosa Pallant House di Chichester, l’insolita collaborazione tra una fiera ed un museo ritorna nell’edizione del 2016 con la  Jerwood Gallery di Hastings, nella Contea dell’East Sussex, al Sud del Paese e specializzata in arte contemporanea made in Britain.

London Art fair 2016. By Paola Cacciari

London Art fair 2016. © Paola Cacciari

Come sempre, ampio spazio è come sempre dato alla fotografia contemporanea con Photo 50 2016, una vera e propria mostra nella mostra, curata quest’anno dalla nostrana Federica Ciocchetti dal titolo Feminine Masculine: On the Struggle and Fascination of Dealing with the Other Sex. La mostra è liberamente ispirata al capolavoro di  Jean-Luc Godard del 1966  Masculin Féminin e si propone di esplorare la sfida della rappresentazione delle misteriose dinamiche che si verificano tra uomo e donna.

E come sempre la mia sezione preferita è stata quella degli Arts Projects, le gallerie emergenti, che presenta  gli ultimi sviluppi del contemporaneo britannico e non, con  installazioni, mostre personali e collettive. Quello che mi piace è la varieta’ di questa sezione, con gallerie tedesche, olandesi e coreane e italiane, come l’emergente dalla Rosa Gallery della formidabile Giovanna Paternò.

 

Londra// fino al 24 Gennaio 2016

London Art Fair 2016, Business Design Centre, 52 Upper Street London N1 0QH

londonartfair.co.uk

Pearly Kings and Queens Harvest Festival 2015

A Londra finito un festival ne comincia un altro. E dopo la celebrazione della sua architettura avvenuta la scorsa settimana con il mitico Open House London week-end, ora è tempo di celebrare la cultura della Capitale. Che nella City of London l’ultima domenica di Settembre significa solo una cosa: il Pearly Kings and Queens Harvest Festival. Ogni anno infatti, da circa 125 anni, la Guildhall Yard, la grande piazza antistante il magnifico edificio che ospita gli uffici amministrativi della City of London Corporation, diventa il palcoscenico per questo festival tradizionale tipicamente inglese che celebra l’abbondanza del raccolto autunnale. Con eccentrici cappelli di piume e abiti ricoperti di bottoni di perle, i Pearly Kings and Queens sono i veri protagonisti dell’evento. Con i loro abiti scuri, ricoperti di centinaia di chiarissimi bottoni di perle, sono uno spettacolo affascinante e indimenticabile. Ma non finisce qui: ci sono danze popolari come la Maypole dance (la danza attorno all’ albero della cuccagna), Morris dance (in cui gruppi di danzatori indossano campanelli alle caviglie ed eseguono passi ritmati e figure coreografiche, maneggiando bastoni bastoni e fazzoletti) e naturalmente bande musicali che, a ccompagnati da colorati calessi tirati da placidi asinelli e altrettanto placidi cavalli da tiro, sfilano per le strade della City of London fino alla Chiesa di St Mary-le-Bow, dove si tiene la tradizionale funzione religiosa di ringraziamento.

L’usanza di indossare abiti decorati da bottoni di madreperla risale al XIX secolo e si fa risalire ad Henry Croft, un orfano che lavorava come spazzino a Londra. Deciso a dedicarsi dedicarsi alla causa dei più bisognosi, Henry prese ispirazione dai “Costermongers”, un gruppo di Mercanti di frutta e verdure dell’east End di Londra che cucivano bottoni sui vestiti per potersi riconoscere e la cui parlata “in codice” fu formalizzato nel cockney, per creare un abito interamente ricoperto di bottoni di madreperla con cui sperava di attirare l’attenzione dei passanti e aiutando così la sua racconta di fondi. Ancora oggi (e indipendentemente dal festival) non è affatto insolito imbattersi in questi simpatici personaggi per le strade di Londra – una testimonianza ambulante che l’intuizione dei Henry Croft era giusta…

Pearly Kings and Queens.  London. 2014 © Paola Cacciari

Pearly Kings and Queens. London. 2014 © Paola Cacciari

27 Settembre 2015.

Per maggiori informazioni Visit London e pearlysociety.co.uk

La bellezza delle case aperte. A Londra.

Adoro passeggiare per i quartieri di Londra e come Nanni Moretti in Caro Diario (ma senza Vespa) la cosa che mi piace fare più di tutte è guardare le case. Case dove mi piacerebbe abitare e che non potrò mai permettermi visto l’andazzo delle proprietà a Londra, e di cui di solito posso solo immaginare l’interno. Fortunatamante per soddisfare la curiosità compulsiva di persone come me, ogni anno a Londra c’è l’Open House London, un intero week-end in cui circa 800 edifici, distribuiti in circa 30 quartieri della Capitale aprono le porte al pubblico. O almeno aprono quelle parti che non sono normalmente accessibili (come gli uffici della BBC per esempio…) o lo sono dietro il pagamento del biglietto d’accesso. E il fatto che quest’anno la manifestazione festeggi il suo 23esimo compleanno la dice lunga sul suo successo, che è diventato tale che so di persone che arrivano quasi a pianificarci le ferie attorno.

Ma un po’ di pianificazione è necessaria per evitare di correre come pazzi da una parte all’altra della città senza vedere nulla (com’è capitato a me e alla mia dolce metà qualche anno fa, quando earvamo ancora dei novizi della situazione…). Per questo assicuratevi una copia della guida, o se siete tipi tecnologici, per £2,99 potete scaricare la app per lo smartphone.

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La Trellick Tower di Londra, il capolavoro brutalista dell’architetto Ernő Goldfinger, costruita nel 1972.

Numerosi edifici, storici (e non), pubblici e privati e governativi, oltre a chiese e sinagoghe sono visitabili o il sabato o la domenica; in alcuni casi è richiesta la prenotazione, non perché siano necessariamente più speciali di altri ma perché hanno spazio limitato come 30 St Mary Axe il grattacielo a forma di siluro affettuasamente soprannominato The Gherkin, il cetriolo, il Lloyd Buidling di Richard Rogers o la Trellick Tower, il capolavoro brutalista dell’architetto Ernő Goldfinger (1902-1987) – propio lui, quello che ispirò il romanziere Ian Fleming a creare l’omonimo “cattivone” di 007.

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View from The Gerkins

Edifici come la bellissima cappella universitaria del King’s College London e il Foreign & Commonwealth Office (altrimenti detto Foreign Office o FCO, l’istituzione responsabile per la promozione degli interessi del Regno Unito all’estero), entrambi progettati negli anni Sessanta del XIX secolo da Sir George Gilbert Scott (quello dell’Albert Memorial e della Stazione di St Pancras), sono una vera e propria chicca del revival gotico vittoriano, e sono visibili ai comuni mortali solo di rado, in occasioni come queste delle case aperte, mentre capolavori dell’Estetismo come 18 Stafford Terrace, la dimora del fotografo e disegnatore satirico Edward Linley Sambourne e Leighton House, il capolavoro orientalista voluto dal pittore e scultore vittoriano Lord Frederic Leighton sono normalmente a pagamento.

Arab Hall, Leighton House

Arab Hall, Leighton House (built 1877-81). London.

Dal 19-20 Settember 2015

Open House London events.londonopenhouse.org

London Design Festival 2015

Ed anche quest’anno è arrivato, puntuale come il susseguirsi delle stagioni: è il London Design Festival 2015, con il Frieze Art Fair e il London Fashion Week uno degli appuntamenti imperdibili dell’autunno londinese.

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Giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, questo grande festival del design che quest’anno si tiene dal 19 al 27 Settembre, è senza dubbio l’evento e che studenti, progettisti, rivenditori e semplici appassionati attendono con entusiasmo e guardano con interesse per captare le nuove tendenze manifatturiere e del mercato.

Per nove giorni la capitale britannica si trasforma nella capitale europea del design, con eventi, showroom, laboratori, conferenze, mostre e installazioni la cui ubicazione varia da edifici storici e grandi magazzini, ad aree della città in cui grandi progetti architettonici mirano a cambiare il volto del paesaggio.

Nato nel 2003 con lo scopo di promuovere l’immenso potenziale creativo della città, il London Design Festival è diventato nel corso degli anni un evento di proporzioni colossali. E con i suoi circa 350 display e installazioni distribuiti tra musei e gallerie, spazi pubblici, negozi di lusso e d’avanguardia disseminati per sette ‘distretti’ cittadini, l’edizione 2015 del grande festival del design d’oltremanica si preannuncia davvero una delle più ambiziose.

Per il settimo anno consecutivo continua la collaborazione tra il London Design Festival e il Victoria and Albert Museum che, insieme a Sommerset House sullo Strand, sarà allo stesso tempo cuore e centro direzionale di questo grande festival del design. Ma nulla di meno ci si poteva aspettare da un’istituzione nata nel XIX secolo come il Museum di Art and Manufactures e votata sin dalle sue origini vittoriane, a esporre e migliorare il design britannico e ad ispirare la creatività in tutti, studenti e non. E anche quest’anno il V&A ospita una serie di eccitanti opere contemporanee esposte all’interno delle sale del museo inserite nel tessuto delle sue collezioni.

'The Tower of Babel' by Barnaby Barford

‘The Tower of Babel’ by Barnaby Barford, image courtesy of the London Design Festival

Tra le star del 2015, The Tower of Babel dell’artista Barnaby Barford, è una fragile struttura verticale formata da 3000 “casette” in porcellana disposte in fasce soprapposte a comporre quella che a prima vista sembra una traballante castello di carte. Ma basta avvicinarsi un po’ per realizzare che in realtà non si tratta di case, ma della fedele riproduzione di 3000 vetrine di negozi di Londra realmente esistenti – anche quelli con la facciata chiusa con assi di legno alla base della torre, mantre Harrods e Harvey Nichols naturalmente sono alla sommità. Il progetto, che è costato a Barford due anni di lavoro, vuole essere un’ironica e peculiare riflessione sul sempre crescente divario economico che separa i ricchi e poveri. Nel giardino del museo di South Kensington invece, l’installazione dell’artista messicana Frida Escobedo dal titolo You Know You Cannot See Yourself So Well As By Reflection e sponsorizzata dal Governo del Messico, è composta da una serie di piattaforme disposte geometricamente e ispirate alla strade di Tenochtitlán, l’antica città azteca fondata nel 1325 e che ha dato origine alla Capitale, Città del Messico. Nella Settecentesca Norfolk House Music Room delle British Galleries, Curiosity Cloud, del gruppo austriaco mischer’traxler per Champagne Perrier-Jouët è un omaggio alla Natura e all’uso di motivi movimento Art Nouveau.

'Curiosity Cloud' by mischer'traxler for Champagne Perrier-Jouët, image courtesy of the London Design Festival

‘Curiosity Cloud’ by mischer’traxler for Champagne Perrier-Jouët, image courtesy of the London Design Festival

Nel corso degli anni il London Design Festival ha esteso sempre più i suoi originali confini geografici, espandendosi dai tradizionali distretti centrali di Brompton, Chelsea e Clerkewell ad altre zone della città come Islington, Queens Park e Shoreditch, con Bankside come nuova entrata. Quest’ultimo, che si estende da Borough Market all’Oxo Tower, è il primo distretto del festival al Sud del Tamigi: un importante centro creativo con numerose gallerie commerciali, studi di artisti e architetti e agenzie creative.

Ma soprattutto il Festival ha aperto un’intera città al mondo del grande design internazionale. Tra i marchi europei partecipanti all’edizione 2015, numerose sono le aziende manifatturiere italiane che utilizzano questa piattaforma d’avanguardia per portare sul mercato internazionale le ultime creazioni del Made in Italy. E anche quest’anno numerosi saranno gli eventi e gli showroom di marchi italiani, da B&B Italia – che per l’occasione sarà allestito con le ultime novità per la zona giorno firmate da Antonio Citterio, Patricia Urquiola, Vincent Van Duysen e Naoto Fukasawa – al notissimo marchio Poltrona Frau che celebrerà l’apertura del suo primo negozio nella Capitale, in Brompton Cross.

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Nella sede neoclassica di Sommerset House, che con il V&A è l’altro grande centro culturale del festival nel cuore di Londra nonché sede di spettacoli, proiezioni cinematografiche ed eventi espositivi, il designer Luca Nichetto esporrà una selezione delle sue ultime creazioni realizzate per lo studio di design Hem.

Tornano i Landmark Project 2015, i grandi progetti architettonici tradizionalmente affidati a famosi architetti e realizzati con l’aiuto di partner e sponsor e che hanno il compito di trasformare, seppure temporaneamente, alcuni spazi pubblici della Capitale. Tra questi spicca A Bullet From A Shooting Star, un’installazione di 35m creata per la Greenwich Peninsula dall’artista concettuale Alex Chinnock e che ha la forma di un pilastro elettrico capovolto ispirato alla lunga storia industriale dell’area, un tempo sito di grandi raffinerie di olio e di gas. A quanto pare l’installazione sarà visibile dal London’s City Airport, oltre che da Canary Wharf e da Greenwich.

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A Bullet From A Shooting Star by Alex Chinneck Render

Dice la leggenda che quando i suoi occhi si posano sulla volgare carta da parati che decorava la squallida stanza del suo albergo di Parigi, il morente Oscar Wilde abbia sospirato: “La mia carta da parati e io abbiamo ingaggiato un duello all’ultimo sangue – uno di noi deve andarsene.” In un mondo come quello dell’Estetismo, che ha come religione la bellezza e come motto “Art for art’s sake”, anche cose come la carta da parati contavano molto. Perché, lungi dall’essere un mero stile artistico, l’Estetismo era prima di tutto uno stile di vita di Oscar Wilde era l’auto-dichiarato profeta. Gli esteti vestivano in modo flamboyant, portavano capelli lunghi e brache di velluto al ginocchio, amavano i colori sgargianti, le piume di pavone e le ceramiche giapponesi.

Da non perdere 100% Design, la più grande mostra di design contemporaneo della capitale dedicata ai professionisti del settore, quest’anno arrivata alla sua 21° edizione, e Tent and Super Brands che, con i suoi 450 espositori provenienti da 29 paesi, punta sulla scoperta dei talenti emergenti in Europa.
Ma spesso tuttavia sono le piccole gallerie commerciali e i negozi un po’ fuori dai sentieri più battuti a offrire gli oggetti di design più interessanti ed economicamente abbordabili. Sono moltissimi e come nelle passate edizioni, la maggior parte delle installazioni sono gratuite, per cui armatevi della guida del London Design Festival, di una buona mappa di Londra e di scarpe comode che ce ne sarà bisogno.

Il programma completo può essere scaricato dal sito ufficiale London Design Festival.

Dal 19 al 27 Settembre 2015, Londra//Victoria and Albert Museum; Sommerset House; varie ubicazioni.

(Images courtesy of LDF)

Paola Cacciari

Articolo pubblicato su Londonita

Il Carnevale di Notting Hill e altre storie

Se il nome “Notting Hill” evoca molte cose – l’omonima commedia romantica del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts, l’iconico mercatino di Portobello Road e, dal 2004 anche un gruppo di giovani politici del partito conservatore, il cosiddetto Notting Hill Set, a cui appartenevano lo stesso David Cameron e il Ministro del Tesoro George Osborne che all’epoca gravitavano in quest’area. Ma Notting Hill è anche e soprattutto il luogo in cui l’ultimo fine settima di Agosto ha luogo il Carnevale più famoso d’Europa, il Notting Hill Carnival.
Certo, è sconcertante pesare che quest’area, oggi così gentrificata e terribilmente costosa, sia stata nel 1958 teatro di violenti scontri razziali tra bande di giovani bianchi della working-class (il nucleo principale che formava la comunità del quartiere) e gli immigrati caraibici che erano arrivati in Gran Bretagna alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dalla volontà di gettare un ponte tra le comunità e celebrarne al tempo stesso la cultura e la diversità, nacque nel 1959 con il grande carnevale da cui ebbe origine il Notting Hill Carnival che conosciamo oggi. E che, a cinquan’anni dalla sua prima edizione, nel 1964, costituisce uno degli appuntamenti da non mancare del calendario londinese.
Per tre giorni le (altrimenti) tranquille strade tra Westbourne Grove e Notting Hill sono chiuse al traffico per essere invase da una folla colorata e multietnica che danza al ritmo di Salsa, Reggae e Calypso. E se il Sabato è dedicato alla gara di percussioni e la domenica al carnevale dei bambini con una sfilata più breve e la premiazione dei costumi più belli, il lunedì è il giorno in cui il Carnevale raggiunge il sui culmine con la grande sfilata conclusiva. Ma lungi dal finire quando i carri lasciano le strade, la musica e l’atmosfera festaiola continuano con i numerosi after party del Carnevale. Non perdete le bancarelle che vendodno quella delizia caraibica che è il Jamaican Jerk Chicken, il pollo fritto piccante tipicamente giamaicano. E naturalmente, rum e birra a volontà!
Per maggiori informazioni guardate qui: thenottinghillcarnival.com

Notting Hill Carnival 1

Ancora musica, ma stavolta decisamente più moderna nel grande Meltdown Festival che si tiene al Sud del Tamigi, al Southbank Centre. Rinomato per il suo mix di arte, musica e letteratura e per la partecipazione di vecchi e nuovi artisti cutting-edge, il festival è ogni anno affidato alla cura di un genio diverso. Basti pensare che le precedenti edizioni hanno visto personaggi come Patty Smith, Elvis Costello, Nick Cave, David Bowie e Yoko Ono al timone di questo straordinario evento. Quest’anno è il turno di David Byrne, ex-frontman dei mitici Talking Heads che, oltre ad assere il grande musicista che tutti conosciamo, è anche scrittore, artista e regista.

Dal 17 al 30 Agosto, southbankcentre.co.uk

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Per chi ama la folla, ma invece preferisce quella di tipo culturale e non si fa scoraggiare dalle file chilometriche alla biglietteria e le venti sterline del biglietto d’ingresso, l’apertura annuale delle diciannove State Rooms di Buckingham Palace è un’occasione da non perdere. Si tratta delle sale utilizzate dalla Regina e dagli appartenenti alla Famiglia Reale per ricevere e intrattenere gli ospiti durante visite di stato, le cerimonie e gli eventi ufficiali e che, quando la Regina Elisabetta è in vacanza in Scozia, sono aperte ai visitatori. L’impatto è davvero mozzafiato che Buckingham Palace non è un palazzo, ma un attacco ai sensi – tanto che quando sono andata ho dovuto spegnere l’audioguida (inclusa nel prezzo del biglietto) perché il mio cervellino era andato in overdrive e non riusciva a difendersi dal bombardamento di suoni, colori, immagini, forme, statue, dipinti pietre preziose (etc, etc etc…)! Al termine del tour ci si puLa mostra A Royal Welcome è inclusa nel biglietto d’ingresso. Dal 25 Luglio al 27 Settembre, royalcollection.org.uk

Photo London: la prima grande fiera internazionale di fotografia. A Londra.

Photo London 2015La fotografia è arte o è solo uno strumento con cui documentare la realtà? Da quando fu inventata nei primi anni del XIX secolo, questa tecnica non ha mai cessato di far discutere. Ancora negli anni Sessanta o Settanta l’idea che la fotografia potesse essere qualcosa di più di un puro mezzo meccanico utile a riprodurre fedelmente la realtà era considerata con sospetto. Quello della fotografia d’arte era un mondo sotterraneo, abitato da un pubblico di appassionati che si muoveva tra piccole gallerie commerciali e leggeva pubblicazioni specializzate.

Ma nelle ultime decadi questa domanda sulla natura della fotografia è stata posta con sempre meno frequenza e con voce sempre più debole. Negli ultimi anni anni solo a Londra le mostre fotografiche si sono moltiplicate, con istituzioni come la Photographer’s Gallery diventate vere e propri pilastri del panorama artistico e culturale della Capitale e con nuovi spazi espositivi come il Media Space allo Science Museum dedicati solo ed esclusivamente alle esposizioni fotografiche.The Edmond J. Safra Fountain Court © Marcus Ginns

Ed è in questo effervescente contesto culturale, nella sontuosa cornice di Sommerset House, sullo Strand – il luogo in cui si dice che l’astronomo, matematico e chimico inglese John Hershel abbia coniato per la prima volta il termine fotografia- che dal 21 al 24 di Maggio si terrà Photo London, la prima fiera internazionale di fotografia.

Photo London è un evento unico nel suo genere: una grande celebrazione della fotografia in tutte le sue forme. Suddivisa in sei aree tematiche che vanno dalla fotografia d’epoca all’opera di affermati fotografi contemporanei e di artisti emergent, al fotogiornalismo e a spettacolari immagini del mondo naturale, la fiera conta 70 espositori – tra gallerie d’arte e case editrici specializzate nel settore della fotografia provenienti da tutta Europa, dagli Stati Uniti, dal Giappone e dall’Australia. Il pubblico di Photo London avrà così la possibilità di ammirare e acquistare alcuni tra i migliori esempi di immagini create dalla nascita della fotografia – dai classici “vintage”del XIX e XX secolo alle gemme del contemporaneo. Uno spazio è inoltre dedicato anche a nove gallerie emergenti, riunite nella sezione Discovery.

Mayne Girl Jiving

Roger Mayne “Girl Jiving” 1957Copyright Estate of Roger Mayne

Ma le sorprese non si fermano qui. Oltre alle immagini offerte dalle gallerie partecipanti infatti, Photo London ha commissionato tre mostre e due installazioni che si svolgeranno in contemporanea alla fiera – cinque percorsi tematici alternativi creati appositamente per incoraggiare il pubblico di questo grande evento ad esplorare l’universo della fotografia e le diverse possibilità offerte da questa tecnica così versatile. Da non perdere sono Beneath the Surface, una mostra nella mostra organizzata e curata dal Victoria and Albert Museum, che attinge agli immensi archivi fotografici del museo di South Kensington; una selezione delle strepitose immagini appartenenti a Genesis di Sebastião Salgado, uno straordinario viaggio attraverso il nostro incredibile pianeta; la prima personale del fotografo iraniano Kaveh Golestan in Gran Bretagna con immagini dalla serie Prostitute; e i diorama di Sohei Nishino: CITIES raffiguranti Londra. Il programma della fiera include anche un’esposizione delle opere dei laureati del corso di fotografia del Royal College of Art, mentre The Teaser, un’installazione appositamente commissionata a Rut Blees Luxembourg, abiterà il grande cortile interno al Sommerset House.

Elina Brotherus, En Novembre. 2011, C-Type print, Edition of 6 Copyright: The Artist Courtesy: The Artists and The Wapping Project Bankside

Elina Brotherus, En Novembre. 2011, C-Type print, Edition of 6
Copyright: The Artist Courtesy: The Artists and The Wapping Project Bankside

Photo London è accompagnata da un ricco programma di eventi pubblici diretto ad un pubblico di appassionati, collezionisti o semplici amanti della tecnica con conferenze, concerti e presentazioni di libri e pubblicazioni. Tate Modern inoltre ospiterà nei locali della Turbine Hall una fiera del libro dedicata alla fotografia in concomitanza con Photo London.

Paola Cacciari

Pubblicato su Londonita

Dal 21 – 24 May 2015

Photo London 2015, Sommerset House, Strand, London WC2R 1LA

photolondon.org

 

A spasso tra arte e geni: è tempo di London Art Fair

Stanchi della pioggia e del freddo? Afflitti dalla depressione post-natalizia? Allora è tempo di allietare il vostro gennaio con uno degli eventi artistici più importanti dell’anno: la London Art Fair.
London Art Fair 2014 © James Champion

London Art Fair 2014 © James Champion

Seminascosto tra palazzi e negozi della super-trendy upper street, nel quartiere di Angel, al nord di Londra, il Business Design Centre ospita anche quest’anno dal 21 al 25 gennaio questa gemma dell’inverno londinese, giunta ormai alla sua 27esima edizione. Con le sue 128 gallerie, la London Art Fair è la più grande fiera di arte moderna e contemporanea del Regno Unito: qui artisti famosi vanno di pari passo con perfetti sconosciuti; qui nascono nuovi talenti e si confermano quelli già noti. Un evento imperdibile per artisti, collezionisti, appassionati dell’arte contemporanea e per tutti coloro che non vogliono farsi scappare una splendida occasione per godere della frizzante atmosfera culturale offerta dalla Capitale.

Julio Galeote - Excess n.1, 2012

Julio Galeote – Excess n.1, 2012

Sulla scia del successo ottenuto lo scorso anno dalla partnership con Hepworth Wakefield – il museo d’arte contemporanea dello Yorkshire – l’insolita collaborazione tra una fiera ed un museo ritorna nell’edizione del 2015 con la prestigiosa Pallant House di Chichester.  Simon Martin, il direttore artistico di Pallant House, è il curatore di The Figure in Modern British Art: highlights from the Pallant House Gallery Collection. Situata in un padiglione a parte all’ingresso della fiera, la mostra esplorerà il modo in cui artisti si sono avvicinati alla figura umana e presenterà una selezione di opere provenienti dalla collezione permanente della Galleria. Molti i grandi nomi presenti – da Walter Sickert a Lucian Freud e Frank Auerbach – insieme ad esempi della sua famosa collezione di Pop Art Britannica, qui rappresentata da artisti come Richard Hamilton, Eduardo Paolozzi e Peter Blake.  Tornano anche Arts Projects, sezione dedicato alle gallerie emergent, e Photo 50, lo spazio dedicato alla fotografia contemporanea.

Maria Rivans, Lady Valentina 2014 courtesy of Maria Rivans for Liberty Gallery

Maria Rivans, Lady Valentina 2014 courtesy of Maria Rivans for Liberty Gallery

Affidata ad Anna Colin, che in ottobre curerà làottava edizione del British Art Show, la sezione Arts Projects intitolata Dialogues è composta da 32 gallerie e presenta  gli ultimi sviluppi del contemporaneo britannico e non, con  installazioni, mostre personali e collettive. Ampio spazio è come sempre dato alla fotografia con Photo 50 2015, una vera e propria mostra nella mostra, curata quest’anno da Sheyi Bankale editore della rivista fotografica Next Level.  Intitolata Against Nature in omaggio al grande romanzo decadente di Joris Karl Huysmans, la mostra vuole (come il romanzo di Huysmans) rompere con la tradizione corrente e andare alla scoperta di nuovi modi di raccontare una storia utilizzando la fotografia.
Ad accompagnare la fiera, non manca un fittissimo programma di eventi, inclusi film, talks e visite guidate organizzate da Sotheby’s Institute of Art.  Armatevi di scarpe comode: ne avrete bisogno!

Pubblicato su Londonita
INFO:  Business Design Centre, 52 Upper Street London N1 0QH – biglietto intero giornaliero: £14 (prevendita online), £20 (in giornata); ridotto £13 – http://www.londonartfair.co.uk/

Il Garden Bridge di Thomas Heaterwick

Courtesy of Heatherwick Studio/Arup

Era il luglio del 2013 quando Thomas Heatherwick – l’architetto autore dell’incredibile braciere delle Olimpiadi di Londra 2012 e dei nuovi Routemaster, gli autobus rossi a due piani che sono una delle caratteristiche della Capitale – e l’attrice/attivista Joanna Lumley hanno unito le loro forze per regalare a Londra un nuovo ponte. E se l’idea di un ponte-giardino completo di erba, alberi, fiori e piante selvatiche che offra un’alternativa al traffico e all’inquinamento degli altri ponti è partita dalla Lumley, Heatherwick non ha esitato a cogliere al volo un’occasione per regalare a Londra un altro stupefacente progetto. Inutile dire che i due insoliti alleati hanno trovato nel sindaco Boris Johnson un entusiasta sostenitore, e proprio questi giorni è stato dato da Westminster il via libera al progetto. “L’idea è semplice”, dice Heatherwick: “collegare il Nord e il Sud di Londra con un giardino”. Un giardino a tutti gli effetti, dotato di circa 270 alberi che rappresentano 45 specie, cespugli, piante rampicanti, siepi e fiori: un’iconica infrastruttura verde sul modello della High Line di New York, il parco realizzato nel West Side di Manhattan sul sito di una ferrovia soprelevata in disuso. Strategicamente inserito tra quelli di Waterloo e Blackfriars, il nuovo ponte – il primo dall’apertura del tanto discusso Millennium Bridge nel 2002 – non solo creerebbe un nuovo collegamento pedonale tra aree densamente popolate come Covent Garden e Soho e i tratti relativamente tranquilli della riva Sud del Tamigi, ma fornirebbe un’ulteriore via di attraversamento del fiume ai pendolari diretti alla stazione di Waterloo. Ma il via libera dipende dalla capacità di Heatherwick Studio – impegnato nello sviluppo dell’idea con gli ingegneri della ditta Arup – di raccogliere da sponsor privati i 65 milioni di sterline necessari alla realizzazione del progetto visto che la Greater London Authority, l’ente che amministra i 1579 km² della capitale, è determinato a non utilizzare denaro pubblico. E senza l’intervento dei finanziamenti privati il progetto, che costa 175 milioni di sterline, non potrà partire. Ma le cose promettono bene. Il Garden Bridge Trust, l’organizzazione benefica che sovrintende la realizzazione del progetto, ha già promesso 30 milioni di sterline così come Transport for London, responsabile della gara di appalto volta a trovare nuove idee per migliorare l’accesso pedonale sul fiume (appalto vinto da Heatherwick), e il Ministero del Tesoro. Una volta trovati i fondi necessari, i lavori di costruzione del ponte potrebbero iniziare già nel dicembre 2015 con il ponte aperto al pubblico nell’estate del 2018. –

Paola Cacciari Artricolo pubblicato su Artribune

Hyde Park Winter Wonderland 2014

E anche quest’anno è arrivato, il parco dei divertimenti più famoso di Londra! Giunto alla sua settima edizione, Winter Wonderland è una grande festa per grandi e piccini, uno degli eventi da non perdere nell’inverno londinese. E le interminabili file che si formano all’entrata durante il week-end ne sono una testimonianza evidente…

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Inutile dire che cose da fare sono moltissime e vanno dalla pista di pattinaggio su ghiaccio al Regno Magico, per non parlare di giostre e Luna Park, una ruota panoramica che offre un fantastico panorama su Hyde Park, concerti di Natale e numerosi altri eventi per ogni età. E naturalmente non può mancare la Grotta di Babbo Natale…

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Ma non finsice qui. C’è anche un autentico German Christmas market, il mercatino di natale tedesco con tante, coloratissime bancarelle, chioschi per caffè e bevande calde e, naturalmente, il classico vin brulé.

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

Godetevi l’atmosfera di festa nel Bavarian Village, il delizioso villaggio bavarese dove tra bratwurst e birra tedesca potrete deliziare le vostre orecchie ascoltando bande musicali eseguire dal vivo canzoni tipiche bavaresi o, in mancanza degli ottoni, musica pop tedesca (inclusa Nena e i suoi 99 palloncini – per chi è troppo giovane per ricordare gli anni Ottanta o all’epoca era distratto, guardate qui).

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Hyde Park Winter Wonderalnd. London 2014©Paola Cacciari

L’ingresso è gratuito, ma le attrazioni sono a pagamento. Ma non andate senza soldi che il concetto di “ingresso gratuito” è relativo. Se siete dotati di una volontà di ferro riuscirete a passeggiare e assorbire l’atmosfera di festa senza soccombere alla festa di colori, odori e divertimento in offerta. Io non ci riesco mai...

Londra//fino al 4 Gennaio 2015.

Aperto tutti i giorni  dalle 10am alle 10pmPer la pista di pattinaggio è consigliata la prenotazione. Per ulteriori informazioni http://www.hydeparkwinterwonderland.com/ Winter Wonderland tornerà in Novembre 2015.